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COSOLINI: Relazione di minoranza sul Disegno di legge n. 120

pubblicato il 25 febbraio 2021

Relazione di minoranza sul Disegno di legge n. 120 Modifiche alla legge regionale 5 giugno 2015, n. 14 recante “Disposizioni di attuazione del Programma Operativo Regionale Obiettivo “Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione” 2014-2020, cofinanziati dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale”


Egregio Presidente, Gentili Colleghe e Colleghi,
Il DDL 120 <<Modifiche alla legge regionale 5 giugno 2015, n. 14, recante “Disposizioni di attuazione del Programma Operativo Regionale Obiettivo “Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione” 2014-2020, cofinanziati dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale”>> interviene con modifiche, come si evince dal tuo titolo, alla Legge Regionale n.14 del 2015 contenente disposizioni di attuazione del POR FESR 2014/2020 con ciò estendendole anche al nuovo Programma Operativo in via definizione per il periodo 2021/2027 ed integrandosi nel delicato contesto economico determinato dalla crisi pandemica Covid-19.
E già questo è un elemento che consente di cogliere il senso della norma che siamo chiamati ad approvare:
-da un lato ripropone una modalità utile a garantire la transizione dal precedente al nuovo POR garantendo la continuità, e ciò tenendo conto anche nel ritardo, causa COVID, di approvazione del Regolamento Europeo per la nuova programmazione che determinerà lo slittamento dell’accordo di partenariato EU-Stato-Regione e la messa a punto del nuovo POR 2021-2027
-con questa scelta di continuità si evidenzia del resto la positività dell’impostazione programmatica della precedente Amministrazione regionale, che determinò il percorso della programmazione 2014/2020, e che ha fra l’altro consentito, come certificato dall’illustrazione del piano di avanzamento della programmazione in I Commissione consiliare regionale, una performance complessivamente più che buona quanto ad attivazione e impegni delle risorse messe a disposizione nel periodo che va a conclusione.
Questo DDL, al di là perciò di una sua valenza tecnica, offre l’occasione per soffermarsi con qualche riflessione proprio su indicazioni che si possono trarre dall’esperienza in corso in vista dell’avvio della nuova programmazione. A tale riguardo è necessario rilevare come in particolare negli Assi 3 e 4 si verifichino le maggiori difficoltà temporali nell’impegno definitivo delle risorse stanziate e concesse: pesano sicuramente la maggior complessità dei progetti rispetto a quelli che ad esempio vedono le imprese protagoniste e percorsi burocratici certo piuttosto lunghi per passare dall’idea alla sua realizzazione compiuta. Se questa constatazione non deve da un lato indurre a ridurre in prospettiva l’investimento verso progetti proposti dal pubblico, dall’altro richiede però che l’effettiva cantierabilità nei tempi necessari sia un requisito importante nella valutazione e che le strutture dedicate ad esempio negli enti locali siano consapevoli di una tempistica che, a differenza di quanto avviene con molti finanziamenti regionali, non consente flessibilità o proroghe.
Per rendere evidente di cosa stiamo parlando elenco due dati forniti qualche giorno fa alla Commissione consiliare con la situazione al 16 febbraio 2021:
ASSE 3       contributi approvati per 69.524.849 euro; impegni per 29.157.010 euro pari al 41%.
ASSE 4       contributi approvati per 11.917.424  euro; impegni per 7.013.444  euro pari al 55%.
Percentuali d’impegno della spesa che risultano estremamente ridotte, laddove la percentuale complessiva media del programma 2014-2020 è di un apprezzabile 78%.
Poiché i nuovi obiettivi della programmazione 2021-2027 richiederanno comunque consistenti interventi indirizzati verso il pubblico il problema va, nella prossima fase, affrontato e risolto in termini di regolamentazione delle condizioni necessarie per richiedere la concessione di contributi. Ma anche, come evidenziato in Commissione dal nostro gruppo consiliare, emerge la necessità di avviare un rapido e concreto processo di riflessione su risorse professionali e modalità operative da mettere a supporto degli enti locali per garantire una equa distribuzione delle risorse comunitarie.
Dai dati portati all’attenzione della prima Commissione nel corso di un’audizione emerge inoltre il tema del taglio medio degli interventi che si attesta attorno ai 100.000 euro. Pur tenendo conto che in ciò incide la presenza di tanta piccola impresa nel nostro sistema produttivo vi è l’esigenza di una maggior razionalizzazione per evitare dispersioni eccessivamente “a pioggia” considerando anche la complessità dell’iter progettuale e quindi il costo delle istruttorie e dell’attività di monitoraggio e controllo su ogni singolo intervento. In tal senso è sicuramente meritoria  nel DDL in esame l’azione di deregolamentazione posta in essere.
Rimane ancora da definire con chiarezza le direzioni su cui si indirizzeranno le risorse, pari circa a 20 milioni di euro, per la costituzione di appositi parchi progetti da rendicontare nell’ambito dei programmi regionali cofinanziati dai fondi strutturali dell’unione Europea. Su questo attendiamo di conoscere e poter valutare le intenzioni della Giunta per l’indispensabile a nostro avviso coerenza che devono garantire con le riflessioni che ora vi propongo.
Relativamente alla nuova programmazione del prossimo settennato appare infatti necessario un salto di qualità nella strategia e quindi nell’elaborazione di una visione politica complessiva che diventi il punto di riferimento per definire priorità e quindi poi il dettaglio degli interventi. Dobbiamo superare la tendenza alla semplice raccolta e all’assemblaggio delle proposte se vogliamo massimizzare il risultato dall’impiego di tali risorse.
Questo iter legato alla prossima programmazione europea 2021-2027 deve divenire, in maniera laica e comprensiva di ogni rappresentanza politica, strumento per una crescita, in primis culturale, rispetto alla progettazione europea non intesa come semplice mezzo per raggiungere risorse economiche, ma per sviluppare progettualità capaci di determinare  crescita della nostra Regione. La crisi economica e sociale in atto, le sfide della competizione internazionale, le caratteristiche della nostra Regione, devono essere stimolo per una visione più consapevole nell’impiego dei fondi strutturali.
In tal senso, come correttamente evidenziato dai tecnici durante la Commissione consiliare, il vero tema è avere una visione organica che sappia integrare POR-FESR con fondi regionali, PSR, React EU, CTE, FSE e PNRR.
Il tema è stato più volte sottolineato: è fondamentale la  ricerca di una forte interrelazione con gli altri strumenti della programmazione europea e con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
A tale proposito ribadiamo in questa sede la richiesta di un effettivo pieno coinvolgimento del Consiglio regionale nella fase che ci porterà alla messa a punto della bozza di POR 2021/2027, cogliendo da questo punto di vista l’opportunità anche del positivo percorso annunciato nei giorni scorsi che impegnerà a partire dalla prossima settimana il Consiglio regionale proprio nell’elaborazione di proposte relative al Recovery Plan.
Pieno coinvolgimento del Partenariato e assunzione di responsabilità della politica sono infatti mai come oggi due passaggi ineludibili perché le scelte che siamo chiamati a fare sulle importanti risorse disponibili (il solo insieme della programmazione europea mette in moto circa 1 miliardo nella nostra regione) devono riuscire a spingerci nella fuoriuscita da una crisi drammatica cogliendo fino in fondo gli obiettivi di trasformazione nel segno dell’innovazione, della sostenibilità e del rafforzamento della coesione sociale.
Non è il momento perciò delle facili liste della spesa che accontentano tutti lasciando magari ad altri il peso dell’assunzione delle decisioni indispensabilmente selettive, ma il momento del cambio di passo consci del momento storico in cui viviamo e delle necessarie sfide  che siamo tenuti ad affrontare per il bene di questa Regione. Ciò vale in particolare per gli spazi, certo ristretti, che ci sono per una proposta regionale rivolta al PNRR: uno o due progetti strategici, chiaramente sostenibili per l’impatto che possono determinare, piuttosto che un elenco generico con un totale di risorse chiaramente inarrivabile..
Prendiamo atto di un primo positivo approfondimento e dell’inizio di un percorso di coinvolgimento e di partecipazione attiva su fondi europei e PNRR: se, come auspichiamo, la discussione su questo DDL sarà l’occasione per ribadire questa direzione di marcia vi saranno le condizioni per passare da un voto di astensione, motivato innanzitutto dall’esigenza che ho sopra decritto, ad un voto positivo in aula.
Ci aspettano mesi nei quali la politica a tutti i livelli è chiamata ad una grande assunzione di responsabilità per governare il difficile presente con una grande spinta a non compromettere ma anzi a rafforzare la prospettiva di futuro.
Permettetemi perciò di chiudere, anche alla luce delle trasformazioni delle ultime settimane nello scenario politico nazionale, con una frase di Altiero Spinelli: “La via da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà!“


Roberto Cosolini

Trieste, 25 febbraio 2021
Allegato: Relazione di minoranza DDL 120