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Sulla chiusura di ben 19 uffici postali in regione

pubblicato il 11 maggio 2016

INTERROGAZIONE SCRITTA

Oggetto: Sulla chiusura di ben 19 uffici postali in regione

I sottoscritti consiglieri regionali, 
premesso che Poste Italiane in data 03.02.2015 ha comunicato formalmente alle Amministrazioni Comunali di Maniago, Pordenone, Sequals e Sesto al Reghena la chiusura degli sportelli rispettivamente di Maniagolibero – Maniago 1, Pordenone – Succursale di Via Cappuccini, Lestans e Ramuscello; 
che, dalle informazioni assunte, risulta che il provvedimento riguardi complessivamente 19 sportelli postali dislocati in tutta la Regione  Friuli Venezia Giulia, dei quali 4 – come detto - in Provincia di Pordenone, 13 in Provincia di Udine (Ipplis, Campeglio di Faedis nel Friuli Nordorientale, Percoto e Lavariano nel medio Friuli, Ospedaletto e Terzo di Tolmezzo a nord di Udine, Goricizza e Carpacco nel codroipese, Perteole nella bassa, Rodeano Basso, Cisterna e Torreano di Martignacco nella destra collinare), uno in Provincia di Gorizia e uno in Provincia di Trieste;
rilevato che tale decisione comporta l’inevitabile effetto di conculcare i diritti dei cittadini rispetto alla fruizione di un servizio pubblico di primaria importanza – come quello postale - soprattutto ove si consideri la particolare situazione dell’utenza più debole, che patisce  - a causa dell’età e di altri fattori penalizzanti -  un digital divide che le impedisce di utilizzar i servizi on line  web-based ovvero anche l’impossibilità di spostarsi in autonomia in altri centri ove il servizio venga erogato;
rilevato inoltre che, a considerare alcuni casi che si sono approfonditi, la decisione di Poste Italiane appare anche illogica e contraddittoria, dato che colpisce alcuni centri, pur periferici, che sono interessati da un notevole aumento demografico, finendo per depauperare il sistema dei servizi pubblici di intere comunità in espansione; 
ricordato altresì che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ( AGCOM ) nella seduta del 26 giugno  2014 ha adottato la delibera 342/14/Cons con la quale ha modificato i criteri da adottare per la chiusura e la razionalizzazione degli Uffici Postali, specificando il divieto di chiudere “gli uffici postali situati in comuni rurali che rientrano anche nella categoria dei comuni montani, con esclusione di quelli in cui siano presenti più di due uffici postali”, fissando poi nuovi criteri per la razionalizzazione di uffici a presidio unico in comuni con popolazione residente inferiore a 500 abitanti;
ricordato che l’ANCI, per mezzo del coordinatore nazionale dei piccoli Comuni per l’Anci Massimo Castelli, sindaco di Cerignale ha avuto modo di dichiarare che “Pur comprendendo la necessità di ottimizzare i costi di gestione della rete degli uffici postali di Poste Spa non è possibile dimenticare o sottovalutare la funzione fondamentale di presidio che i servizi postali esercitano per gli obiettivi di coesione sociale, economica e territoriale consentendo l’accesso universale a servizi locali essenziali. Principio che vale primariamente per le aree ubicate nei territori più periferici, a scarsa densità abitativa e di minore sviluppo, soggetti ad accentuato isolamento e conseguenti diffusi fenomeni di abbandono da parte delle popolazioni residenti”;
rilevata anche l’illogicità del comportamento di Poste Italiane, considerando che, se normalmente i tagli riguardano i territori più periferici, a scarsa densità abitativa e di minore sviluppo, soggetti ad accentuato isolamento e conseguenti diffusi fenomeni di abbandono da parte delle popolazioni residenti,  Ramuscello, al contrario, in pochi anni ha aumentato del trenta per cento la popolazione, e stabilmente supera i 1.500 residenti;
venuti a conoscenza che nelle prossime settimana si terranno dei tavoli d’intesa, dapprima a livello nazionale e successivamente a livello regionale, tra amministrazioni, Anci, Poste Italiane e le forze sindacali, e per affrontare la situazione; 
tutto ciò premesso, nell’esprimere pieno appoggio e solidarietà alle comunità e alle amministrazioni civiche interessate dalla prospettiva delle chiusure degli uffici postali,
INTERROGANO
la Presidente della Regione e l’assessore competente per conoscere e sapere se risulta essere vero che il piano di ridimensionamento di Poste Italiane porti effettivamente alla chiusura di ben 19 sportelli ubicati nell’intero territorio regionale e, in caso di risposta affermativa, se non intenda intraprendere ogni azione utile a richiamare Poste Italiane alle proprie responsabilità di gestore di pubblico servizio, soprattutto a tutela delle categorie di utenza più deboli, anche in esecuzione di quanto disposto dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Daniele Gerolin
Armando Zecchinon
Renata Bagatin

Trieste, 11 maggio 2016
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