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LIVA: Relazione al DDL 148 – A "Assestamento del bilancio per l’anno 2016 e del bilancio per gli anni 2016-2018"

pubblicato il 21 luglio 2016

Presidente, colleghi consiglieri,

il disegno di legge di assestamento di bilancio, oggi all’esame dell’Aula, è stato approvato a maggioranza dalla I Commissione integrata nella seduta del 18 luglio 2016 al termine di tre giorni di lavoro, dopo l’esame preventivo delle parti di competenza da parte delle Commissioni di merito e il parere ampiamente positivo del Cal.

Il disegno di legge è corredato di una nota integrativa allegata in cui sono indicate:
a) la destinazione del risultato economico dell’esercizio precedente o i provvedimenti atti al contenimento e assorbimento del disavanzo economico;
b) la destinazione della quota libera del risultato di amministrazione;
c) le modalità di copertura dell’eventuale disavanzo di amministrazione tenuto conto della struttura e della sostenibilità del ricorso all’indebitamento, con particolare riguardo ai contratti di mutuo, alle garanzie prestate e alla conformità dei relativi oneri alle condizioni previste dalle convenzioni con gli istituti bancari e i valori di mercato, evidenziando gli oneri sostenuti in relazione ad eventuali anticipazioni di cassa concesse dall’istituto tesoriere.

Dal punto di vista strutturale, il disegno di legge di assestamento del bilancio 2016 è composto, come di consueto, da una parte redatta in articoli che contengono interventi nuovi o modifiche di interventi esistenti che trovano nella legislazione vigente adeguato quadro normativo di riferimento e da una parte tabellare di rifinanziamenti e definanziamenti nei diversi settori di intervento.

In particolare, l’articolo 1 contiene le disposizioni di carattere finanziario con l’evidenza della determinazione dell’avanzo finanziario (comma 1); le poste volte a ridurre l’indebitamento autorizzato con l’articolo 1 della legge regionale 34/2015 (commi 2 e 3) e le allegate tabelle A1, A2 e A3 relative, rispettivamente, alle spese con vincolo di destinazione, alle entrate regionali e all’iscrizione di assegnazioni vincolate (commi da 4 a 6).

Sulla base di quanto evidenziato nella deliberazione della Giunta regionale 923/2016 sulle risultanze del rendiconto per l’esercizio 2015, il disegno di legge di assestamento del bilancio in esame determina un risultato di amministrazione di esercizio, applicato al 31 dicembre 2015, pari a complessivi 1.316.477.859,15 euro.

L’adeguamento della disciplina contabile regionale all’armonizzazione dei bilanci ha garantito la possibilità di dare atto in sede di preconsuntivo della consistenza del risultato di amministrazione presunto, accertato con deliberazione della Giunta regionale 89/2016, e di procedere entro questo limite all’iscrizione di quote vincolate con atti amministrativi.

L’ammontare del risultato di amministrazione per l’esercizio 2015 si compone perciò:

1.    delle quote vincolate iscritte a seguito dell’approvazione della deliberazione 89/2016 di preconsuntivo (pari a 474.841.534,12 euro); 
2.    delle quote accantonate a seguito dell’approvazione della deliberazione 89/2016 di preconsuntivo (pari a 276.256.699,39 euro);
3.    delle quote di fondi vincolati derivanti da trasferimenti e da leggi e principi contabili da iscrivere in sede di assestamento del bilancio a copertura delle spese autorizzate con la tabella A1 dell’articolo 1 (pari a 51.887.684,23 euro);
4.    di una rimanente quota di fondi da destinare con legge di assestamento (pari a 513.491.941,41 euro).

E’ anche previsto, nell’ambito del percorso di avvicinamento al pareggio di bilancio, un primo adeguamento di poste di entrata relativamente alle compartecipazioni all’IVA e all’IRPEF, nonché il conguaglio relativo al 2015 del gettito da accise di carburanti per autotrazione, per un totale di circa 60 milioni di euro.

Tali risorse, accompagnate dalla riallocazione di alcune poste già accantonate in sede di legge di stabilità per circa altri 60 milioni di euro, consentono prioritariamente di procedere con il presente disegno di legge a un insieme di regolazioni contabili e accantonamenti connessi ad adeguamenti alle discipline dell’armonizzazione e del pareggio di bilancio. Sono quindi accantonate ulteriori quote del fondo garanzie (25 milioni di euro), del fondo perdite società partecipate (1 milione di euro) e del fondo liti in corso (12 milioni di euro), operate un insieme di regolazioni contabili in materia di chiusura di gestioni fuori bilancio (84 milioni di euro), di finanziamenti dell’edilizia agevolata (30 milioni di euro), di ripiano perdite di aziende sanitarie (48 milioni di euro), di riduzione dell’indebitamento (20 milioni di euro), nonché l’allocazione, per ora a fondo globale, di una posta per la regolazione contabile delle spese di investimento relative a funzioni non più esercitate dalle Province (76 milioni di euro), come risultanti dagli aggiornamenti dei piani di subentro, cui fanno riscontro pari somme di rientri negli anni 2017 e 2018.

L’assestamento 2016 disponibile così determinato, oltre ad essere l’ultimo per il modificarsi delle modalità di Bilancio dovute alle necessità dell’Armonizzazione e del Pareggio, si caratterizza anche per rilevanza di risorse impiegate, ben 336 mln. Una dimensione di risorse resesi disponibili grazie a dinamiche assolutamente fisiologiche nella gestione contabile attuale ma in parte anche dovuta ad una particolare attenzione alla rideterminazione dei residui e ad un robusta tenuta ed incremento delle entrate tributarie. Aspetti, dunque, positivi che consentono al progetto di bilancio predisposto dalla Giunta Regionale e sottoposto al parere, al lavoro e al voto del Consiglio di ripartire risorse significative ai vari capitoli sulla base di alcuni obiettivi politici fondamentali:
a)    dare sostegno e forza alle grandi riforme intraprese soprattutto sul versante della Sanità e del Welfare e degli Enti Locali ;

b)    irrobustire le strategie economiche per dare competitività al nostro sistema soprattutto sul versante dell’accesso al credito, dell’adeguatezza delle nostre strutture e servizi turistici, del sostegno e innovazione della nostra agricoltura e di nuovi strumenti per intervenire nell’edilizia;

c)    dare priorità ai progetti che abbiano una immediata cantierabilità e possono tradursi entro l’anno in bandi pubblici, nuove e immediate occasione di lavoro e reddito.
Dunque si parte con risorse aggiuntive per la salute per 29 milioni, per le autonomie locali per 27,45 milioni, per l’agricoltura e foreste per 45 milioni, 54 per infrastrutture ed edilizia, circa 44 milioni per l’ambiente; mentre vengono assicurate nuove e significative disponibilità anche per le attività produttive, la cultura, lo sport, il lavoro la formazione e lo studio.
Il Presidente Tondo, in commissione, pur con la consueta simpatia e cordialità, ha definito questa manovra “noiosa”. Che è la versione 2016 dell’ormai usurata “manovra senza anima”. 
Io non c’ero Presidente Tondo, ma seppur dall’esterno non ho colto dove fossero gli aspetti “pirotecnici, i fuochi d’artificio” delle manovre della passata legislatura, ma nemmeno dove fossero quegli aspetti geniali e strategici che inducevano a rinviare le riforme e inducevano a soprassedere dal riservare le dovute attenzioni ad esempio ad  un aeroporto che andava spegnendosi nella magrezza dei risultati economici e nella brillantezza, quella sì pirotecnica, degli emolumenti degli amministratori, o mentre non si poneva mano, per tempo, e in tempi ben più favorevoli  a ristrutturare un business ormai evidentemente con poche prospettive  come quello di Medio Credito. 
Bene, anche per questo il tempo di farle le Riforme o di risanare le Partecipazioni e garantire ad esse “Governance” più snelle, più competenti e meno costose, è toccato a noi e intendiamo svolgerlo fino in fondo correndo rischi di annoiare ma con la coscienza di fare il proprio dovere e ciò che serve a questa Regione e questo Paese.
Di fronte a quello che succede nel mondo, conflitti, povertà e violenze, di fronte  ai problemi anche della nostra Italia  in cui sia il Regionalismo che il Centralismo hanno, in zone consistenti del territorio, fallito e prodotto macroscopici esempi di sottosviluppo economico e sociale , di assistenzialismo, di criminalità organizzata e di corruzione, credo sia giusto e costruttivo guardare invece  a questa nostra Ragione che è il prodotto del lavoro di tanti,  della comune  gestione responsabile della nostra Specialità, anche con uno sguardo di soddisfazione per i risultati prodotti, per la qualità della vita di cui godiamo, per la qualità complessiva dei servizi pubblici che garantiamo, per la sicurezza dei mezzi pubblici con cui ci muoviamo, della moralità pubblica nella quale ancora viviamo e amministriamo. Riconoscerlo, ogni tanto, non è un cedimento alla maggioranza ma una base più realistica di collocare il nostro confronto e la nostra visione dei problemi e delle soluzioni che non sono, nella maggior parte dei casi, di assoluta contrapposizione.
La consapevolezza dei nostri problemi ma anche del nostro benessere e soprattutto delle nostre capacità di far fronte, anche con la buona politica che ha bisogno di tempo, alle situazioni difficili del modo contemporaneo così interconnesso e così fragile ci dovrebbe indurre ad un confronto politico sui contenuti, sui dati, sulle politiche anche sulle strategie senza ingannarci sui presupposti di fondo che non consentono scorciatoie semplicistiche, ricette facili e miracolistiche a nessuno.
Così come comune dovrebbe essere la lettura di segnali positivi che registriamo sul versante della crisi economica e dell’occupazione. Crisi economica che dura ormai da 8 anni e che è stata preceduta da anni comunque di rallentamento o di crescita economica modestissima rispetto agli altri Paesi nostri diretti concorrenti europei e non solo, e che, ovviamente, ha segnato e segna ancora la nostra realtà Regionale. E come potrebbe essere diversamente?  
E quale Governo avrebbe avuto la possibilità di far sì che i propri cittadini non cogliessero l’incertezza, la precarietà, la diminuzione di possibilità, le paure sorgenti da una crisi i cui effetti, tutti gli economisti concordano a ritenere enorme e paragonabile alla distruzione di valore prodotto da un conflitto mondiale? 
E quale Governo o politica può garantire dagli effetti, ci auguriamo limitati o nulli, di un imprevedibile tentativo di Golpe in un paese vicino che in pochi anni è passato da una prospettiva di entrata in Europa a tendenze Islamistiche e autoritarie e che pure, rappresenta per le nostre imprese per il nostro Porto Regionale un partner importante e significativo? 
Ed è evidente che il quadro complessivo di un’Europa che ha problemi di crescita anche nella sua locomotiva Germanica, da una Brexit dei cui effetti reali ancora non sappiamo nulla, di un mondo, Cina compresa, con problemi di debito e di sviluppo e un quadro internazionale purtroppo fragile anche sul piano delle relazioni politiche e costellato da eventi improvvisi che possono cambiare il corso della storie e delle economie, non possono offrirci scenari e tendenze stabili e rassicuranti.  Ma in questo quadro la responsabilità deve essere di tutti e, fenomeni di aggressività fra cittadini ed istituzioni e servizi non possono essere assolti e tollerati sotto la categoria dell’esasperazione. Guardate che l’esasperazione si esprime contro tutti e non fa differenze, meglio non blandirla.
Il quadro della nostra economia ma anche del nostro tessuto sociale e descritto compiutamente nella relazione del DEFR ed è caratterizzato, comunque pur in questo quadro, da segnali di miglioramento di tutti gli aspetti più importanti: il PIL è tornato a crescere, i consumi delle famiglie anche, è cresciuta la redditività industriale in misura significativamente superiore al dato medio nazionale, è cresciuto nella nostra Regione dopo anni di riduzione il credito. La nostra Regione si conferma “innovativa” nel sistema produttivo passando al 34 esimo posto (ex 56) su 249 regioni in Europa, forte resta la nostra propensione all’export e all’internazionalizzazione.
Sul tema del Credito noi ci soffermiamo in questo assestamento con una misura consistente di ca. 32 milioni destinata a rafforzare la competitività di MedioCredito consentendone un approdo con un partner bancario capace di assicurare prospettive di redditività al business del credito di medio e lungo periodo, passando attraverso una necessaria pulizia sui crediti in sofferenza che si attua con una operazione di cartolarizzazione “in house”, dunque svincolata dall’eccesso speculativo che caratterizza l’attuale mercato dei NPL, e di conseguente ricapitalizzazione. Ovviamente l’attuazione di tali passaggi e, dunque, l’impegno delle ingenti risorse destinate, è subordinato al perfezionamento di altri passaggi importanti che ci sono esterni e che riguardano le Autorità di Vigilanza e gli altri Soci. Quello che è certo è che non si tratta di passaggi improvvisati o che ci colgono di sorpresa: sono l’epilogo, confidiamo positivo, di un’azione attiva di pieno coinvolgimento svolta in qualità di socio di riferimento della Banca. Certo in passato ci sono stati altri momenti e periodi, di congiuntura positiva e di grande stabilità e fiducia nel sistema bancario, dove sarebbe stato forse più facile intervenire con politiche lungimiranti di ristrutturazione e cambiamento ma non si colse l’occasione e ora l’intervento per ridare slancio e futuro alla Banca si impone come non dilazionabile forse nel periodo meno propizio. Se l’operazione si perfezionerà certamente avremo i presupposti per un piano industriale di MC all’interno di ICREA di ben altro respiro e avremo comunque garantito la mission territoriale e di strumento della politica per il sostegno e lo sviluppo del sistema economico regionale.
Ma il Credito nel panorama Regionale è anche caratterizzato dall’operato di altri soggetti importanti e in cui che questa maggioranza ha creduto, non a parole, ma dando risorse pubbliche a favore del sistema economico, soprattutto del segmento delle aziende medie e piccole e dell’artigianato. Mi riferisco al sistema dei Confidi e dei risultati particolarmente brillanti ottenuti da alcuni in particolare. Mi piace menzionare a tal proposito l’attribuzione a Confidimprese da parte di Bankitalia della qualifica di Confidi Maggiore, significa maggior operatività nell’erogazione di finanziamenti e concessione di garanzie a favore delle nostre aziende. Sappiamo per dichiarazioni rese pubbliche in questi giorni dall’Assessore Bolzonello che questo documento conterrà la disposizione per ulteriori risorse da destinare, tramite Confidi, alle aziende preoccupate per le linee di credito detenute presso Istituti Bancari oggi alle prese con gravi difficoltà.
Anche sul piano dell’occupazione ci sono dati interessanti che seppur lontani dal risolvere il problema o dall’assicurare un trend stabile di crescita sono, nel contesto di questi anni, però statisticamente rilevanti e tali da generare delle razionali aspettative positive. Mi riferisco in particolare all’aumento degli occupati nel primo trimestre 2016 in FVG per 5.200 unità pari al + 1,1% con una netta prevalenza dei contratti a tempo indeterminato. In calo significativo anche la disoccupazione che passa da 47 a 38 mila unità in termini percentuali dall’8 a 7,1%.  Si tratta di un dato particolarmente positivo perché segue una chiusura 2015 che comunque aveva chiuso con il segno + sul versante dell’occupazione.
Dati non sufficienti, dati la cui interpretazione è sempre in discussione perché evidentemente non ancora forti e stabili ma che stimolano ad andare avanti e l’assestamento che ci occupa riserva attenzione e risorse importanti sia al piano del sostegno alle attività produttive che alle politiche sul lavoro, sia per quelle attive che per quelle passive e di sostegno alle categorie particolarmente deboli sul mercato del lavoro.
Ricordo fra le appostazioni di questo assestamento in particolare i 2 milioni per il sostegno all’imprenditoria femminile, le ingenti risorse indirizzate al turismo e al commercio, oltre 20 milioni per migliorare le strutture ricettive nel Fondo per contributi alle imprese turistiche, che possono generare rapidamente nuove occasioni di lavoro per giovani e donne.  1,5 mln. destinati alle politiche attive, 1,3 ai contratti di solidarietà difensivi, 3,2 ai lavori di pubblica utilità, 9 milioni ai percorsi di formazione professionale, ben 3,5 destinati al diritto allo studio universitario che pongono questa Regione all’avanguardia in Italia circa l’attenzione all’uguaglianza delle opportunità agli studi avanzati. 
Con una azione innovativa finalizzata alla riduzione del fenomeno della dispersione di studenti nelle nostre università tra la “triennale” e la successiva specialistica, si finanziano per 250 mila euro borse di studio per studenti meritevoli e sotto una certa soglia di reddito Isee. 
Norma che va nella direzione giusta di favorire gli studi e gli studenti e non certo uno scudo alla concorrenzialità reale dei piani di studio offerti delle nostre Università. Solo la qualità di queste opportunità di studio che possono frenare l’attrazione svolta sui nostri studenti da altri prestigiosi atenei fuori Regione e su questo terreno, contano certamente di più le capacità dei Rettori, che le borse di studio della Regione.
Questa maggioranza, ha sempre tenuto la barra, pur nelle difficoltà della crisi economica e nella pluralità delle richieste che pervengono dalla società alle istanze dei più deboli. Certo interpretandone le richieste e fornendo risposte innanzitutto generali e sociali, non paternalistiche. Privilegiando i servizi sociali, e anche l’autonomia e la promozione individuale di sé. Dunque una politica sociale ed attenta alla solidarietà nei fatti più che nei proclami e spiace che talvolta i fautori di politiche di Sinistra si trovino a sottovalutare la portata di giustizia del Piano di odontoiatria sociale che intende assicurare cure dentistiche ai meno abbienti, l’istituzione del pronto soccorso odontoiatrico in 5 ospedali, o gli sforzi sul terreno di una medicina digitale nell’emergenza che può salvare vite umane, il senso profondo delle misura di sostegno al reddito legato a percorsi  di autopromozione e crescita, o l’attenzione dedicata alla tutela dei soggetti deboli inserendo le polizze assicurative tra le spese rimborsabili dalla regione agli amministratori di sostegno, ed invece si colgano immediatamente tutte le pulsioni egualitarie e sociali emergenti dalle vicende dei  primariati e dalle manifestazione di qualunque movimento di protesta teso alla difesa dello status quo e magari di  taluni privilegi questi sì, distribuiti equamente.

E sul piano dell’intervento contro la povertà e il bisogno, questo assestamento e prima ancora la legge di stabilità che lo precede, interviene con attenzione. Interviene sulla povertà non solo con le misure specifiche, la legge di sostegno al reddito vi ha dedicato complessivamente circa 40 mln di cui oggi proponiamo alcune modifiche nel segno dell’integrazione e di coordinamento con le misure nazionali e di perfezionamento alla luce dell’esperienza del tutto naturali rispetto alla dichiarata fase sperimentale del provvedimento, ma riservando alle fasce deboli della popolazione attenzione in tutti i settori di intervento Regionale. Ho già citato la Sanità, il diritto allo studio, le misure difensive sull’occupazione ma vorrei   ricordare tutta la riforma sulla casa e i provvedimenti sulla morosità incolpevole e in questo provvedimento i commi contenenti disposizione a favore dei locatari per l’acquisto di alloggi Ater, o la misura che consente la rinegoziazione o la surroga dei  mutui per la prima casa oltre che alle misure che, andando a favorire con 5,2 mln opere immediatamente cantierabili dei Comuni o interventi di sicurezza antisismica degli edifici, contribuisce ad aiutare il settore dell’edilizia che si dimostra più lento degli altri a riprendersi. 
Sempre nell’attenzione ai temi della solidarietà mi piace menzionare i tre progetti pilota introdotti all’articolo 6 sul tema dell’integrazione dei cittadini stranieri mediante il calcio giovanile, l’apprendimento di mestieri con gli artigiani, l’esperienza teatrale.  Nessuno si illude che i temi dell’integrazione si risolvano con così poco certo però che una gestione lucida ed avveduta dell’accoglienza che non scambia un problema serissimo da gestire come una tragedia e un’invasione, è una caratteristica importante di questa maggioranza che ha sempre mantenuto alta l’attenzione sui temi della sicurezza, sia generale che legata ai fenomeni dell’emigrazione acuita dai fatti terroristici di questi mesi. 
Ma ovviamente, questo assestamento non è composto solo da segnali ma dall’allocazione ragionata di risorse importanti che danno gambe a importanti progetti di riforma e a progetti di innovazione e futuro di questa Regione. Non sono buone intenzioni ma fatti e risorse reali i quasi 25 milioni destinati alla spesa corrente del servizio sanitario ed in particolare destinati all’incremento del personale dell’area dell’emergenza e dell’assistenza primaria per l’abbattimento delle liste di attesa a cui si collegano anche gli investimenti in conto capitale ricavati anche dagli utili aziendali 2015 per 15 milioni che saranno primariamente finalizzati all’avvio dei centri di assistenza primaria e per le attività dei distretti, alla manutenzione e messa in sicurezza delle Case di Riposo per 4 milioni, oltre che al ripianamento dei debito pregressi delle vecchie unità sanitarie locali.
Per riprendere il discorso....non so se sia noioso o meno, se sia  di destra o di sinistra ma credo che pagare i debiti sia un dovere  verso chi quei soldi li aspetta (per ogni debitore c’è un creditore) e perché è l’unico modo per non passare a chi verrà dopo le nostre…colpevoli dimenticanze  e, da questo punto di vista, mi pare non possa essere trascurabile  il fatto che si arriva alla cifra di 337 milioni che costituisce la quota disponibile di questo bilancio dopo aver allocato  significativi accantonamenti fra cui : 48 milioni di ripiano di disavanza delle aziende sanitarie, 20 milioni a riduzione dell’indebitamento, 25 milioni per il fondo garanzie. 
Al futuro e alla nostra sicurezza si guarda anche quando ci si occupa di ambiente e di agricoltura. Certo nemmeno la nostra Regione è immune da possibili sciagure e disastri, viviamo in un territorio bellissimo ma fatto di montagne, fiumi, costoni a sbalzo sul mare, e sappiamo che si tratta di terre giovani che nascondono un “ Orcolat” che può sempre svegliarsi. Credo debba essere, dunque, condiviso dai nostri cittadini e dai nostri Comuni che anche in questo assestamento si continui a lavorare sulla prevenzione e manutenzione sia a livello di frane e sia a livello di rischio idrogeologico dove si investono 12,5 milioni, sia alla rimozione di materiali nocivi come nel caso dell’amianto, sia pensando a nuove fonti energetiche per la mobilità e la residenza (2,2 mln per efficentamento energetico e 479 mila euro per la progettazione di impianti di ricarica di veicoli elettrici lungo la nostra rete stradale.)
Al futuro è rivolto anche il corposo intervento sull’ agricoltura che vede assegnati 45 milioni che vengono distribuiti su pochi ma significativi canali fra cui: la Legge 80 -Fondi Rotazione- per 13 milioni (si eleva a ben 73 milioni la dotazione complessiva), 660 mila a sostegno di tutte le situazioni evidenziate di aziende Agricole in difficoltà, 11 milioni nel Piano di Sviluppo Rurale che contiene la scelta strategica del Biologico. Strada difficile ma in grado di remunerare gli sforzi dei nostri agricoltori ovviamente in una politica di filiera che non deve avere varchi e deve essere perseguita con coerenza e sostegno. Ben 9 milioni sono investiti nel sistema irriguo sia per nuove infrastrutture che per manutenzioni.
Al futuro e per trasformare una fonte di perdita che ha negli anni distrutto valore in un asset in grado di ridare slancio al nostro sistema Regionale elevando la qualità delle sue infrastrutture, avviato il risanamento economico della gestione con una Direzione competente ed efficiente che conta di raggiungere il break even già nel corrente anno, va ascritto l’ accantonamento di 20 milioni a garanzie, per sostenere se sarà necessario, il piano di investimenti strategici aereoportuali 2016-2019 dello scalo di Ronchi.
Continua l’attenzione alle attese e alle necessità del sistema delle Autonomie Locali di cui comprendiamo benissimo lo sforzo e la fatica di confrontarsi con regole in continuo cambiamento e con un quadro sempre mutevole e complesso di esigenze da parte della popolazione. A questo mondo rispondiamo con ulteriori 27 milioni destinati per lo più ad investimenti e al finanziamento dei rinnovi contrattuali. Noi crediamo che la riforma degli Enti Locali, che nei giorni scorsi ha ottenuto l’assenso definitivo del Parlamento che ha approvato la modifica del nostro Statuto che non prevede più le Provincie, passo storico e definitivo, aldilà di inevitabili errori e contrapposizioni da mettere in conto quando si mette mano ad un sistema complesso e delicato come quello degli Enti Territoriali, va nella giusta direzione e di aver dimostrato ascolto e ragionevolezza nella gestione di una fase oggettivamente difficile ma  che è interesse di tutti considerare ormai alle spalle. Tanto più dopo il voto alla Camera. 
Si apre una fase di grande discussione che riguarda l’assetto istituzionale della nostra Regione e della città di Trieste? Se l’unità e specialità della nostra regione sono il collante irrinunciabile per tutti nella discussione, non vedo preoccupazioni e trovo naturale che un processo, finalmente di Riforma vera, inneschi confronto e dibattito. Anche qui, tutto fuorché noia. 
Credo che ora la sfida debba essere per tutti quella di fare ulteriori passi avanti, rendere più efficiente i nuovi organi, acquisire la leadership di una fase nuova in cui ci si mette alla prova e si concorre a determinare progetti di sviluppo per aree composte da più comuni, vaste e complesse. La sfida, insomma, mi auguro diventi fra chi è più bravo a determinare il futuro piuttosto che a conservare o ritornare al passato.
Questo è l’ultimo assestamento che ci tocca di discutere e approvare. Sappiamo che “armonizzazione” e “pareggio di bilancio” cambieranno il modo di far politica, di confrontarci fra noi e con la Giunta. Fra noi e i cittadini, le associazioni, le rappresentanze territoriali, economiche, politiche. Dovremo imparare a leggere, a confrontare fra loro documenti diversi sui quali si articolerà la capacità progettuale e programmatica delle varie maggioranze e dovremo, Presidente Jacop, organizzare il nostro lavoro di approfondimento e confronto in Commissione sia per i tempi sia per le modalità di illustrazione e dibattito con gli assessori con modalità e strumenti autonomi del Consiglio adeguati alle nuove necessità.
Termino con uno fatto che potrebbe sembrare minore ed invece, per me ma credo per tutti noi, possa essere un grande segnale di fiducia e speranza. Nel nostro dibattito che conterrà anche, come è naturale, elementi di polemica e forzatura, teniamo presente che i piccoli allievi delle scuole primarie del Friuli Venezia Giulia hanno conquistato il primo posto nazionale in italiano e matematica. Lavoriamo per loro. 

LIVA RENZO
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