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LIVA: relazione di maggioranza DDL n. 223 "Assestamento del bilancio per gli anni 2017-2019

pubblicato il 14 luglio 2017

Signor Presidente, cari colleghi
essendo stato indicato dai colleghi della Prima Commissione Integrata quale unico relatore sia del rendiconto 2016 che del DEFR 2018 ho ritenuto corretto limitare il contenuto di tali relazioni rappresentative dell’intero consiglio ai sostanziali aspetti di contenuto tecnico e contabile.
Mi sarà dunque consentito invece, in sede di relazione all’Assestamento 2017/19 far riferimento a quegli importanti documenti che non a caso vengono esaminati e votati insieme – rappresentando infatti la continuità temporale dei fenomeni contabili ma anche del progredire nel raggiungimento del programma di legislatura – alcune brevi note di contenuto più politico ma che spero ugualmente obiettive e condivisibili.
Il Giudizio di Parificazione del Rendiconto Generale 2016 e la DAS (Dichiarazione di affidabilità del rendiconto) che ne costituisce il presupposto e a cui competono i riscontri più strettamente correlati alla regolarità contabile e alla legittimità delle singole operazioni, ci hanno fornito un giudizio ampiamente positivo non solo dei nostri conti ma dello stato del nostro sistema contabile e dei controlli e dei risultati raggiunti in termini di adozione dei principi di armonizzazione dei bilanci, di riduzione dell’indebitamento, di rispetto del patto di stabilità interno della Regione, raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica degli Enti Locali, di concorso agli obiettivi di finanza pubblica, degli equilibri di bilancio e di corretta gestione dei residui.
La non applicazione da parte della nostra Regione dei principi dell’armonizzazione al comparto della Sanità, rilevata e sottolineata dalla Corte dei Conti, trova ampia giustificazione nelle peculiarità della nostra natura di Regione Speciale che si fa integrale carico del finanziamento della propria sanità della quale peraltro, anche grazie ai contenuti unificanti della Recente Riforma, abbiamo piena, trasparente e completa lettura dei dati contabili. Se doverosa dunque appare la segnalazione della Corte, ben motivate appaiono le ragioni del FVG che peraltro non chiede di meglio allo Stato che essere messo in grado, in analogia con altre realtà Regionali, di applicare tali principi nella fattispecie rispettosa e compatibile però con la nostra autonomia di finanziamento.
Anche il tema delle Partecipate, che ha attirato la giusta attenzione della Corte in particolare in riferimento alla ristrutturazione e risanamento di Medio Credito e della complessa operazione Autovie Venete per quanto attiene al futuro rinnovo della concessione autostradale, ha visto riconoscere il valore e la serietà dell’approccio tenuto dalla Regione al riguardo. Si è riconosciuta la difficoltà dell’azione in un settore, quello del credito, caratterizzato da crisi profonde che hanno investito il sistema e messo a dura prova le capacità e le possibilità di intervento di soci pubblici e privati di dimensioni e capacità ben maggiori di quelle regionali. Si è compreso lo sforzo finanziario assunto e da assumere in uno scenario nel quale la politica non può non confrontare, assumendosi le proprie responsabilità anche di socio, il sacrificio da assumere con le conseguenze per il sistema, di ordine finanziario, economico e sociale di qualsiasi diversa alternativa.
Certamente condivisibile appare il richiamo della Corte ad “una riflessione sulla valenza strategica di una partecipazione pubblica nel settore del Credito”, riflessione che però ha senso solo nella misura in cui tale scelta sia effettivamente esercitabile. Per esserlo dobbiamo essere proprietari di una banca risanata e collocabile sul mercato e capace di produrre una gestione economica positiva anche su canali e funzioni esclusivamente pubbliche.
Diversa la natura delle osservazioni svolte in riferimento alla partecipata Autovie Venete Spa di cui la Corte coglie la strategicità in riferimento ai lavori della terza corsia e della proroga della concessione e dell’ingente volume degli investimenti necessari.
Nel quadro di un giudizio complessivamente soddisfacente, quale si evince dalla lettura della stessa requisitoria del Procuratore Generale e dalla procedura per la prima volta attivata del contradditorio in dibattimento con l’intervento della Presidente della Regione, che ha peraltro messo in luce come il rapporto continuo di collaborazione fra uffici e Corte abbia prodotto frutti positivi e spunti di cui la stessa Regione si è avvalsa nella sua interlocuzione con altri organi dello Stato, un focus particolare collegato alla perdurante incertezza del quadro economico generale del Paese e alla conseguente perdurante fragilità del tessuto industriale ed occupazionale è stato aperto sul tema della Garanzie prestate a favore di terzi.
Queste, se da un lato rappresentano un ottimo ed indispensabile strumento sia per acquisire finanziamenti diretti sia per facilitare indirettamente l’acquisizione di credito a terzi (imprese e famiglie), dall’altro rappresentano un fenomeno le cui dinamiche di sviluppo devono essere attentamente monitorate e calibrate rispetto alle percentuali sempre più significative di escussione a cui la Regione viene esposta.
Credo sia messaggio da tenere ben presente, calibrando e modulando attentamente i nostri rischi e i relativi accantonamenti a garanzia e, soprattutto, predisponendo un monitoraggio sempre costante ed aggiornato dell’andamento dei rischi in essere.
Se il Rendiconto è il passato, il Documento di Economia e Finanza Regionale è il futuro, anticipando i tempi della programmazione e definendo le linee programmatiche dell’azione della maggioranza per l’anno 2018 anno in cui si concluderà questa legislatura. Tali linee di pianificazione saranno riprese con la Nota di Aggiornamento al DEFR che sarà approvata congiuntamente alla legge di stabilità.
Documento importante e politico, dunque, ma su cui stante la recente sua introduzione non si concentra ancora il confronto politico e l’attenzione dei gruppi almeno nei lavori della Commissione. Credo che nel futuro anche l’organizzazione dei tempi di esame dei documenti contabili da parte della prima commissione integrata e di quelle di merito debba essere rimodulato in modo da assegnare a questo documento tempi di conoscenza e discussione.
Venendo al presente, all’esercizio in corso e dunque all’Assestamento che ci occupa, dobbiamo intanto rilevarne le dimensioni delle risorse attivabili e la loro natura. La sintesi della parte disponibile dell’assestamento è la seguente: un totale di 210,6 milioni di cui 35,9 destinate alle spese correnti e 174,7 alle spese capitale. Su tale documento il Cal ha espresso l’intesa nella seduta del 15.6.17 con 10 voti a favore, nessun voto contrario e 1 astenuto.
Alla cifra di circa 210 mln si è giunti, come sappiamo, nella piena e completa applicazione dei dettati in tema di “armonizzazione dei bilanci” sulla base delle risultanze del Rendiconto 2016 ed applicando a tale risultato di amministrazione tutti gli accantonamenti e i vincoli dovuti oltre ad altri accantonamenti predisposti in via prudenziale per perdite, contenziosi e crediti di dubbia esigibilità per complessivi circa 29 mln, 43 mln relativi a regolazioni contabili dei rapporti finanziari per gli anni 2016/17/18 con le Province e 3,7 mln a ulteriore sostegno dell’informatizzazione dell’apparato amministrativo regionale.
I restanti 210 mln liberamente disponibili sono stati redistribuiti secondo una serie di interventi e di priorità evidenziati nei singoli articoli di cui si riassumono solo alcuni politicamente più significativi.
Per quanto attiene al comparto economico e delle attività produttive, la manovra ha riguardato risorse per 19,8 mln di euro. Mi pare vada segnalato e sottolineato l’impegno e l’attenzione ai Consorzi di Sviluppo Industriale ed in particolare: 3 mln per la stipula di contratti di insediamento, 3 per le infrastrutturazioni locali, 2,1 per i Comuni del CIPAF. Pur attribuito da un’altra Direzione e precisamente dall’ambiente, conviene per analogia menzionare l’intervento di 200 mln previsto in zona industriale Ponterosso per la realizzazione di un progetto pilota di area produttiva ecologicamente attrezzata (APEA). Un passo importante per la qualificazione ambientale intesa anche come elemento di attrattività delle nostre zone industriali.
Oltre 2.0 mln relativi ai Bandi in fase di apertura per le microimprese, l’imprenditoria giovanile e le reti di impresa. 800 mila euro sono stati stanziati per rafforzare le iniziative cooperativistiche dei lavoratori originate da imprese in crisi. Alle aree di crisi complessa sono state destinati oltre 1 mln oltre a quanto già previsto.
Al turismo sono stati destinati al turismo 6,4 mln di euro.
Sul piano delle modifiche normative vale la pena evidenziare tutta una serie di norme di snellimento e semplificazione che riguardano i fondi di rotazione, la funzionalità dei CATT, il riutilizzo di economie derivanti da rinegoziazioni di mutui e da minori spese.
Solo apparentemente meno coperto il comparto delle risorse agricole e forestali che ha recentissimamente già provveduto con apposito provvedimento “omnibus” a programmare le proprie azioni e che dunque trova un più modesto apporto dal presente assestamento nel quale però trovano spazio nuovi interventi per 2 mln in opere irrigue, circa 2,5 per il Fondo di Rotazione che ha avuto dalla sua istituzione un’ottima accoglienza ed utilizzo, 540 mila euro per le centrali a biomasse, quasi 500 mila per i piani di insediamento produttivo agricolo e quasi 300 per il recupero dei terreni incolti.
Politicamente e prospetticamente qualificante l’intervento di finanziamento degli Istituti tecnici ad indirizzo Agrario, e il finanziamento in regime di “de minimis” ai caseifici turnari. Una norma di carattere economico ma di forte impatto anche sociale e culturale.
Stessa valenza sia economica che sociale si ritrova nelle norme più specificatamente rivolte alla montagna e ai comuni con svantaggio localizzativo previste per le imprese commerciali e ai titolari di impianti di distribuzione di carburante (200 mila euro) cosi come a quelle relative ai Comuni proprietari di Rifugi alpini e, per 600 mln di malghe.
Sempre rilevanti ed articolate anche in questo assestamento le risorse dedicate al lavoro, alla formazione alla ricerca e università: complessivamente 17,5 mln per buona parte di natura corrente.
Fra le misure credo si debba segnalare il finanziamento di 200 mln che consentirà di accedere a percorsi di formazione di 3 mesi a soggetti beneficiari di mobilità in deroga non altrimenti sostenibili, gli ulteriori 800 mila euro che portano a 4 mln la dotazione per il sostegno a contratti di solidarietà difensivi e i 2mln integrativi che portano a 4,9 mln la dotazione complessiva di interventi di sostegno a politiche attive del lavoro, nonché le risorse incrementali assicurate per il diritto allo studio e per il finanziamento del sistema universitario e che confermano la situazione particolarmente favorevole di cui gli studenti della nostra regione godono rispetto agli altri studenti italiani.
In assestamento troviamo anche al capitolo 6660 denominato “Cofinanziamento a candidatura ESOF 2020 di Trieste” per 250 mila Euro. Diciamo che ne siamo ancora più convinti oggi che sappiamo che è fatta. Trieste è città della scienza 2020. Credo sia un orgoglio e una soddisfazione per l’intera Regione che complessivamente ne beneficerà negli anni, così come una soddisfazione dell’intera Regione è il riconoscimento Unesco per Palmanova.
Certo che Palmanova, come ha scritto qualcuno di molto perspicace sulla rete, non l’ha costruita la Serracchiani, e aggiungo io, nemmeno la vocazione e la dotazione di sapere e di mezzi destinati alla scienza a Trieste li ha creati la Serrachiani o questa maggioranza. La Serracchiani e questa maggioranza, però, ne sono stati pienamente consapevoli, altri lo sono stati meno. E ci hanno lavorato su perché fossero sempre più valorizzati con un’idea, un progetto, una visione di Regione che guardava, pur nel pieno di una crisi vera, avanti e lontano, per primeggiare non per vivacchiare e difendere lo status quo.
Questa maggioranza è politicamente stata questo innanzitutto: sguardo aperto e ambizioso. Possiamo inciampare qualche volta in qualche ostacolo, cadere in qualche buca. Dovremo rialzarci e tappare la buca. Ma il percorso e l’obiettivo lo conosciamo e lo raggiungeremo, in questa e nella prossima legislatura.
All’ambiente, cui le risorse più rilevanti sono state assegnate - come nel caso dell’intervento agevolato sul prezzo dei sui carburanti - in fase di legge di Stabilità e di cui abbiamo già menzionato l’intervento di 200 mln per la progettazione pilota di una APEA in zona Ponterosso, sono destinati 3,5 mln di investimento dei quali 1,5 alla difesa del suolo e 2 sulla manutenzioni straordinarie dei corsi d’acqua.
Decisamente rilevante nell’attribuzione delle risorse di questo assestamento il settore dell’edilizia, della viabilità e della mobilità a testimonianza dell’impegno che questa maggioranza ha riservato a questi temi e all’ambizione, in buona parte soddisfatta, di rendere questa regione più vicina al resto del Paese e nello stesso tempo piattaforma che guarda al mondo.
D’altra parte le evidenze di quest’impegno, quando si leggano senza pregiudizi i dati e i progetti sui porti della Regione, sulla loro dotazione di rete ferroviaria, sui livelli di investimento e di lavoro attivabili, sono credo ormai patrimonio anche dell’opinione pubblica. I tredici capi di Stato e di Governo europei riunitisi a Trieste per il summit sui Balcani occidentali, penso dicano molto sulla collocazione strategica della nostra Regione e di come questa potenzialità sia stata avvertita e valorizzata in sede nazionale ed europea da questa maggioranza politica e dalla sua Presidente.
Anche su questo versante solo pochi cenni agli stanziamenti più rilevanti:
2 milioni all’Aeroporto del FVG per la promozione turistica e 1 (oltre agli 800 mila già stanziati) per il contributo al trasporto intermodale. 18,2 mln per la viabilità ex provinciale, per manutenzione e programma ordinario.
Costante anche l’impegno per l’ammodernamento, la sicurezza, l’implementazione dell’edilizia scolastica su cui la Regione interviene integrando in modo consistente i già rilevanti investimenti dei fondi nazionali di cui, grazie a un buon livello di programmazione e di censimento dello stato dei singoli edifici riusciamo ad acquisire quote rilevanti. In particolare si evidenziamo i 2,5 mln al Fondo Emergenza e Spese indifferibili che si è dimostrato un ottimo strumento per intervenire con immediatezza sulle scuole e il finanziamento del nuovo bando sui Centri di Aggregazione Giovanile per 2 mln.
Sul piano dell’edilizia sottolineiamo la scelta a nostro avviso condivisibile di privilegiare in questo momento con una previsione di spesa di 10 mln il finanziamento della graduatoria della Legge 2 che permetterà di realizzare una sessantina di progetti esecutivi e i 3,6 indirizzati ai privati per la riqualificazione o demolizione di immobili industriali nel distretto della sedia. Questo accanto ad altri significativi interventi per oltre 14 mln rivolti ai Comuni del distretto per opere pubbliche, costituiscono un’azione forte per aggredire gli effetti della crisi che ha colpito durissimamente quella realtà e ricostituire le condizioni di una ripartenza.
Particolare attenzione, non sempre ripagata mi verrebbe da dire, al mondo delle autonomie locali verso cui in ogni provvedimento utile si interviene anche con aggiustamenti di dettaglio quasi di carattere amministrativo per aiutare a superare difficoltà, impasse legati all’operatività quotidiana di Enti alla presa con riforme profonde del quadro normativo ed istituzionale, con risorse di personale e di professionalità e di motivazione non sempre adeguate ai compiti, nonché alle necessità non sempre prevedibili ma improvvisamente impellenti che il trasferimento di competenze ai centri decisionali voluti dalla Riforma, suggerisce. Ma in questo assestamento oltre alle norme di questo tipo, abbiamo anche il dispiegarsi della riforma vera e dell’inizio di un percorso di “intesa”, “negoziazione” e programmazione di risorse per area vasta che sono il centro e il senso politico più vero del nostro intervento riformatore.
Mi riferisco in particolare ai 12 mln di euro destinati alle Unioni Territoriali Intercomunali per lo sviluppo in attuazione degli articoli della L.18/15 e 25/16. Mi riferisco anche ai 3 mln di contributo straordinario per la gestione della funzione di edilizia scolastica ora esercitata dai Comuni attraverso le Unioni. Questi 3 mln si aggiungono agli altri16,5 mln già stanziati per la medesima funzione di edilizia scolastica in legge di Stabilità.
Credo poi vada segnalata la disposizione che autorizza la Regione ad erogare in via provvisoria gli incrementi stipendiali a titolo di acconto nella misura prevista dall’accordo siglato con le organizzazioni sindacali.
Per salute e sociale l’incremento complessivo è di 32,5 mln di cui 12 destinati alla spesa corrente ad integrazione dei bilanci delle aziende sanitarie che potranno, dunque, sostenere le spese relative ai nuovi farmaci, al piano vaccinale e i nuovi LEA. 19 milioni di investimenti saranno, invece, utilizzati sulla base delle programmazioni degli investimenti di competenza delle aziende sanitarie e che saranno vagliati dal nucleo tecnico regionale. Sul versante più propriamente sociale si è messo in sicurezza la misura di sostegno al reddito anche attraverso opportune modifiche regolamentari e provvedendo alla copertura dei costi INPS per la necessaria integrazione del MIA con lo strumento nazionale del SIA (sostegno per l’Inclusione Attiva), anche al fine di migliorarne i tempi di erogazione. Le altre norme sono prevalentemente tecniche e finalizzate alla destinazione degli utili delle aziende sanitarie, a favorire la gestione delle funzioni del “sociale” passate alle Unioni Territoriali e l’applicazione del nuovo sistema di riclassificazione delle case di risposo.
Per quanto concerne la cultura e lo sport, si evidenzia come con l’assestamento si assicuri ai Teatri di Udine e Pordenone la stagione lirica con contributo inversamente proporzionale al numero dei posti a disposizione, si integrano i contributi per le attività coristiche e di folclore, si amplia ai titolari di diritti reali l’accesso ai benefici per gli impianti sportivi e si interviene con 200 mila euro per l’attività sportiva delle persone con disabilità, si interviene normativamente a favore del rapporto contributivo del Castello di Duino che ha completato gli interventi previsti di recupero e restauro.
In tema di politiche di immigrazione si interviene normativamente ma con auspicabili positive ricadute anche di risparmio economico e di migliore adeguatezza di intervento in materia di “strutture di accoglienza di minori non accompagnati”, anche ai fini di definirne criteri e standard, e di finanziamento sia per minori che adulti di conoscenza della lingua italiana, strumento essenziale per il successo di qualunque tentativo di politica di integrazione.
Cari colleghi, con l’approvazione di questa manovra che con le nuove modalità di armonizzazione e di pareggio di bilancio dal prossimo anno, non si chiude definitivamente il nostro spazio di intervento che potrebbe vederci nuovamente impegnati prima della manovra di stabilità a disporre di risorse di cui dovremo prevedere collocazione ed auspicare pronto impegno al fine di non costituire avanzo. Già così, riteniamo comunque, di aver messo in sicurezza il sistema assicurando le risorse necessarie e provvedendo alle modifiche normative necessarie.
La manovra sommariamente descritta trova la piena condivisione del gruppo politico del Pd che si appresta a votare e ad integrare con gli emendamenti che la dialettica dell’aula e le compatibilità di bilancio renderanno possibili.

LIVA
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