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Intervento Moretti sull'ammissibilitÓ del quesito referendario sulla sanitÓ

pubblicato il 05 luglio 2016

L'intervento del capogruppo Diego Moretti nella seduta del Consiglio regionale del 5 luglio 2016 in fase di dichiarazione di voto sull'ammissibilità del quesito referendario relativo alla Riforma Sanitaria:

Il tema, è inutile negarlo, è molto delicato e deriva da una precisa norma e dettato legislativo che dà al Consiglio regionale, la massima assemblea legislativa di questa Regione, il compito di definire o meno l’ammissibilità di questo e degli altri quesiti referendari. E credo che questa debba essere la base di partenza per fare qualsiasi altra considerazione.
Siamo un organo politico e all'interno di questo dibattito, questo è stato un vulnus che, come qualcuno ha già rilevato in precedenza, si pone con forza in considerazione a quanto accade a livello nazionale. Ma proprio perché il legislatore ha voluto dare al Consiglio regionale questa funzione, in gioco, rispetto a questo e agli altri temi, c’è dunque il ruolo del Consiglio regionale e della democrazia rappresentativa che viene qui espressa in nome e per conto dei cittadini della regione. Tutti noi consiglieri, è bene ricordarlo, siamo stati eletti dalla gente, cittadini che nell'urna hanno indicato un nome, compiendo quindi una scelta di rappresentanza democratica.
Non intendo ribadire le questioni tecniche e giuridiche sulle quali oggi abbiamo il dovere di esprimerci. In quest'Aula non siamo chiamati a definire cavilli o a dare definizioni; il nostro compito è quello di definire l'ammissibilità sulla base di regole che vengono fissate dalla legge 5 del 2003 e che vengono date dalla consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale, che nel nostro ordine del giorno abbiamo bene evidenziato rispetto alla mancanza di requisiti che quel quesito ha.
Da parte nostra non vuole esserci alcuna arroganza nel votare contro l’ammissibilità di tale quesito, non c’è altresì nessuna presunta superiorità culturale. Siamo semplicemente di fronte al puro esercizio della prerogativa, data dalla legge, che il Consiglio regionale ha su questo tema.
Evito le provocazioni dei colleghi consiglieri, tipiche di un dibattito politico. Mi spiace semplicemente constatare come qualcuno si sia lasciato andare oltre i normali confini della dialettica e che qualche collega consigliere sia stato oggetto di pressioni indebite, di intimidazioni che oramai si fanno in via telematica; oggi non si fanno più le telefonate anonime ma si usano i blog per attaccare, rispetto a quel dovere che ciascun Consigliere ha di esprimersi sull’ammissibilità di questo quesito referendario.
La prerogativa che il Consiglio regionale ha rispetto a questo tema deriva da una competenza sua propria (e da qui l'assenza, giustamente, della struttura tecnica dell'assessorato), la quale non entra nel merito della legge oggetto del quesito referendario. Sulla riforma sanitaria siamo sempre stati aperti al dibattito, lo abbiamo dimostrato in sede di approvazione di quella legge e saremo ancora pronti ad accogliere le varie istanze anche nel momento del monitoraggio della sua attuazione.
Per questi motivi sono convinto che nessuno di noi tema il pronunciamento, nessuno di noi avrà timore della chiamata per appello nominale. Questo sta nei nostri compiti ed è quello a cui siamo stati chiamati da parte dei cittadini del Friuli Venezia Giulia. Ma il punto è che questo quesito ha delle mancanze di requisiti rispetto alla possibilità di essere ammesso.
Condivido le tesi esposte dagli altri colleghi, però tengo a ribadire che il nostro pronunciamento non va inteso come mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini. Tale questione non deve essere politicizzata, noi non abbiamo voluto farlo, tant'è che l’ordine del giorno che abbiamo presentato sta nel solco dell’ammissibilità o non ammissibilità del quesito. Riteniamo che, rispetto al compito che ci viene dato in questa fase dalla legge, non ci possa essere altro che questo tipo di pronunciamento.
Per cui, il nostro voto sarà contrario all’ammissibilità: in gioco c’è la funzione del Consiglio regionale, della massima assemblea legislativa di questa Regione. Nostro compito e dovere è svolgere tale funzione fino in fondo.
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