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BOEM: Interrogazione sul caso vaccini a Codroipo e San Daniele

pubblicato il 28 aprile 2017

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

Primo interrogante: BOEM

OGGETTO: Quali azioni si stanno portando avanti per accertare e gestire le possibili mancate vaccinazioni nei distretti sanitari di Codroipo e San Daniele? E quali azioni si intendono promuovere per affrontare l’esitazione vaccinale tra operatori sanitari?

PRESO ATTO della nota della “ULSS 2 Marca Trevigiana” del 19 aprile 2017, dove si dice che, a seguito di segnalazioni interne, l’Azienda ha avviato valutazioni sierologiche su soggetti vaccinati da un’operatrice sanitaria, evidenziando elementi per ritenere che tale operatrice non abbia eseguito tutte le vaccinazioni, e che siano stati ricontattati circa 500 soggetti per consentire il completamento della vaccinazione.
CONSIDERATO come tale operatrice sia stata impiegata, dal 2009 al 2015, al Distretto sanitario di Codroipo ed in tutte le sedi vaccinali della ex ASS 4, ed essersi occupata di circa 15.000 vaccinazioni.
CONSIDERATO che spetti all’autorità giudiziaria l’accertare eventuali profili di illiceità legale nel suo operato.
RITENUTO tuttavia di innalzare l’attenzione sul fenomeno dell’esitazione vaccinale («il ritardo o il rifiuto di adesione all’offerta di vaccinazione, nonostante la disponibilità di servizi», cfr. MacDonald, SAGE working group on vaccine hesitancy, 2015) presso gli operatori sanitari, per prevenire i casi in cui il personale sanitario alimenti dubbi sulla validità dei vaccini.
PRESO ATTO di come gli operatori sanitari siano considerati dai pazienti tra le fonti più fidate di informazioni riguardo i vaccini, e nella posizione di poter comprendere e rispondere in maniera qualificata alle preoccupazioni dei loro assistiti.
RILEVATO che, come da studi sulla diffusione della vaccinazione stagionale antinfluenzale tra gli operatori sanitari (cfr. Likhite N., The Guide to Tailoring Immunization Programmes, 2013, WHO Regional Office for Europe) il fenomeno dell’esitazione vaccinale sia in aumento tra gli operatori, e che la WHO abbia predisposto programmi specifici rivolti ai policy-makers al fine di affrontare questo fenomeno.
RILEVATO che, come da studi (cfr. Karafillakis E. et al, “Vaccine hesitancy among healthcare workers and their patients in Europe – A qualitative study. Stockholm: European Centre for Disease Prevention and Control; 2015.”) è «importante che le strategia per migliorare la fiducia nei vaccini si concentri sulle [specifiche] preoccupazioni [degli operatori] [...]. Migliorare la fiducia nei vaccini tra gli operatori della salute è cruciale, poiché è stato dimostrato come ciò abbia il potenziale per influenzare la ripresa delle vaccinazioni tra i loro pazienti»;
CONSIDERATO come il fenomeno dell’esitazione vaccinale negli operatori della sanità vada affrontato sartorialmente rispetto alle diverse cause dell’esitazione vaccinale (quali la diffidenza verso le autorità scientifiche o le case farmaceutiche, le teorie della cospirazione, le teorie pseudoscientifiche).
Ciò premesso INTERROGA
l’Assessore alla Salute per sapere quali azioni si stanno attivando per affrontare la possibile mancata vaccinazione nei Distretti in cui l’operatrice sanitaria di cui sopra è stata impiegata, e quali azioni si pensa di attivare per contrastare il fenomeno dell’esitazione vaccinale negli operatori sanitari.
Vedi anche
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