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CONFICONI: relazione di minoranza sul Disegno di legge n. 91 e sulla Proposta di legge n. 11

pubblicato il 10 settembre 2020

Relazione di minoranza sul Disegno di legge n. 91 << Modifiche alla legge regionale 14 novembre 2014, n. 22 (Promozione dell’invecchiamento attivo e modifiche all’articolo 9 della legge regionale 15/2014 (in materia di protezione sociale)), concernenti gli interventi per il contrasto alla solitudine>> e sulla Proposta di legge n. 11 << Norme per la promozione di iniziative e progetti per la prevenzione del fenomeno della solitudine >> abbinato
 
Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi Consiglieri,
Il mondo è sempre più collegato, comunichiamo in modo talvolta ossessivo condividendo ogni singolo gesto, le distanze si sono accorciate, tutto sembra a portata di mano; i moderni stili di vita, però, hanno comportato l’impoverimento quantitativo e/o qualitativo delle relazioni sociali favorendo la solitudine.
“Solo completamente solo, non ho nessuno con cui parlare, non ho una famiglia, nessun amico e la mia sofferenza è insostenibile. Non ho alcuna speranza che finisca”: questo l’accorato appello spesso rivolto ai volontari dei punti di ascolto attivati in svariate realtà per contrastare un fenomeno non certo nuovo che risulta particolarmente accentuato nella nostra società caratterizzata allo stesso tempo da iperconnessione e isolamento.
Un paradosso preoccupante che impone una seria riflessione e il dovere di intervenire affinché questa forma di disagio non degeneri in una condizione esistenziale collettiva.
Anche se può minare salute e benessere psicofisico, la solitudine non ha necessariamente una accezione negativa e può essere un’opportunità di sviluppo interiore, un momento per ritrovarsi e rinnovarsi uscendo dalla travolgente e stressante quotidianità che ci soffoca.
Il desiderio e la scelta consapevole di stare soli con sé stessi, di entrare in contatto con la parte più intima di noi ricercando la felicità nella spiritualità e nella meditazione, però, non vanno confusi con la percezione di essere soli.
Sempre più spesso, purtroppo, la solitudine non è voluta ma subita, imposta dalle circostanze della vita e favorita da una società individualista, egoista, competitiva e disgregata che spinge a voler fare da sé, a distinguersi, a primeggiare, generando ansie e compulsività, ostacolando momenti conviviali e complicando la conciliazione tra il lavoro e una famiglia sempre più piccola, fragile e vulnerabile di fronte agli accidenti.
Disoccupazione, povertà, cattiva salute, disabilità, separazione, lutto, vecchiaia: tutti questi comuni eventi gravano più pesantemente su coloro che sono soli e possono ulteriormente isolare le persone.
Chi ha paura di aprirsi e di instaurare un rapporto profondo con l’altro anche per il timore di essere inadeguato, costruisce un muro difensivo intorno a sé con un’apparente funzione protettiva ma che a lungo andare fa soffrire perché rimuove il bisogno di socializzare proprio di ogni essere umano.
La solitudine, dunque, è rifugio da un lato e angoscia dall’altro: una sofferenza che può colpire tutti, uomini e donne di qualunque fascia d’età e per i motivi più vari; un male della modernità che può sfociare nella depressione e portare al suicidio.
Anche la nostra Regione, dove circa 200mila persone vivono sole, è chiamata ad affrontare il complesso problema che la diffusione dei social network non ha arginato ma per certi aspetti aggravato. 
Le relazioni virtuali, infatti, non possono sostituire quelle reali ma sottraggono tempo al contatto umano, all’incontro autentico e genuino con l’altro che non è possibile ascoltare, guardare negli occhi e abbracciare.
A maggior ragione dopo che il recente lockdown ha acuito solitudine ed isolamento, è importante dare una risposta tempestiva ad una questione tanto concreta quanto attuale.
A dispetto della necessità di non eccedere nella produzione di nuove norme, durante questa legislatura sono mancati provvedimenti ad hoc.
Considerata la rilevanza del tema, dunque, sarebbe stato ragionevole che anche al contrasto della solitudine fosse dedicata una legge, ponendo il FVG ancor più all’avanguardia.
Proprio perché la solitudine colpisce persone di tutte le età, inoltre, come evidenziato da alcuni auditi dalla competente commissione consiliare, includere le disposizioni volte a contenerla nella legge sulla promozione dell’invecchiamento attivo può sembrare riduttivo.
La fusione della proposta avanzata lo scorso anno dal collega Honsell, che ha meritoriamente portato il problema all’attenzione, con quella presentata dalla Giunta è comunque un passo avanti positivo.
In particolare, il DDL 91 ha raccolto molti spunti contenuti nel PDL 11 a partire dall’esplicito riconoscimento della necessità di limitare i fenomeni di esclusione, pregiudizio, stigma e discriminazione favorendo la creazione di reti di comunità e di cittadinanza attiva ovvero perseguendo il benessere negli stili di vita.
Agire sulle cause che determinano la solitudine, infatti, può aiutare a prevenire un fenomeno statisticamente in aumento non solo tra le persone con più di 65 anni di età.
Affinché il provvedimento sia realmente capace di intercettarlo, fondamentale anche che gli interventi previsti siano rivolti all’intera popolazione regionale prestando particolare attenzione ai soggetti maggiormente esposti al rischio di marginalizzazione: gli anziani, che sono una risorsa da valorizzare, e i giovani, che non hanno bisogno di piazze virtuali ma di luoghi di relazione.
Ben venga, dunque, l’esplicito impegno a sostenere la diffusione di spazi di incontro e socializzazione nonché la promozione di interventi di prossimità finalizzati a offrire cura e attenzione ai bisogni delle persone in difficoltà.
Oltre a fornire gli strumenti indispensabili a gestire diverse situazioni di solitudine e di isolamento, è altresì fondamentale diffondere una nuova cultura delle relazioni.
Opportuno che la legge assuma pure questo obiettivo da perseguire promuovendo l’informazione e la sensibilizzazione anche negli ambienti scolastici e di lavoro.
Affinché la legge produca i risultati sperati, è chiaro che la sua copertura finanziaria deve garantirne una efficace applicazione.
In commissione ci siamo astenuti perché avremmo preferito un testo autonomo e comunque per riservarci un ulteriore approfondimento in vista dell’aula. Come vedrete, non presentiamo emendamenti se non uno di natura tecnica e chiediamo, invece, un impegno a stanziare adeguate risorse. Un atteggiamento collaborativo che, riconoscendo il proficuo lavoro svolto, attesta la nostra volontà di concorrere all’approvazione di un testo condiviso.
 
 
CONFICONI
 
 
 
Allegato: relazione di minoranza DDL 91 e PDL 11 solitudine