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SANTORO: Liste d’attesa: perché mancano i percorsi di garanzia?

pubblicato il 09 settembre 2020

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE (EX ART. 149)
 
OGGETTO: “Liste d’attesa: perché mancano i percorsi di garanzia?”
 
Vista la DRG 1851/2019 “Approvazione del piano regionale di governo delle liste di attesa 2019-2021”;
Considerato che il piano prevede l’istituzione di “percorsi di garanzia in caso di sforamento dei tempi massimi, sui diritti e doveri”, “sezioni dedicate e accessibili sui siti regionali e aziendali…. ove siano consultabili i percorsi previsti a garanzia dei tempi d’attesa” e “una specifica sezione deve essere dedicata alla gestione delle prestazioni sanitarie nel quale ogni utente può facilmente conoscere i diritti ed i doveri con i relativi benefici e sanzioni”;
Visto in particolare che il piano prevede “Nel caso in cui la prestazione di primo accesso e in classe di priorità non sia garantita nei tempi massimi previsti le procedure aziendali devono prevedere modalità dettagliate di “Percorsi di Tutela” idonei a soddisfare e garantire l’erogazione della prestazione nei tempi stabiliti mediante:
- ricerca di ulteriori spazi disponibili nell’ambito aziendale;
- eventuale aumento della disponibilità anche temporanea dell’offerta;
- altre modalità individuate ad hoc.
Al termine dell’iter l’Azienda deve ricontattare l’utente proponendo la prima disponibilità trovata che comunque non deve superare i tempi massimi previsti in relazione al codice di priorità riportato sulla prescrizione.
Qualora il sistema non riesca comunque a soddisfare, in regime istituzionale, le richieste di prenotazione nei tempi previsti, l’Azienda deve prevedere, nel Programma attuativo aziendale, e attivare percorsi di accesso alternativi alle prestazioni specialistiche, tramite:
- attività aggiuntiva;
- privato accreditato.
Tali percorsi alternativi sono finalizzati esclusivamente a garantire l’erogazione della prestazione nei tempi prefissati e non prevedono pertanto la libera scelta dell’erogatore (professionista/struttura) da parte dell’utente.
Qualora l’Azienda non ottemperi a quanto sopra previsto, l’utente, previa autorizzazione, può effettuare la prestazione in libera professione presso strutture pubbliche o private accreditate. In questo caso all’utente spetta il rimborso dell’intera spesa sostenuta ad eccezione del costo del ticket che rimane a carico dell’utente.”
Preso atto che tutto ciò non è ancora evidentemente stato attivato;
Ricordato che il 2 novembre l’Assessore alla Salute annunciava alla stampa “Se una prestazione regolarmente prescritta non verrà assicurata entro i tempi stabiliti, il cittadino potrà rivolgersi all'Azienda inadempiente avendo il diritto al rimborso delle spese sostenute; al contempo, i vertici delle Aziende stesse non si vedranno riconosciute le retribuzioni nelle parti variabili e saranno passibili di risoluzione contrattuale. Si inaugura così una nuova stagione, nella quale non sarà più il cittadino a doversi adeguare al Servizio sanitario ma, al contrario, toccherà al sistema pubblico rispondere in modo sempre più puntuale alle esigenze del territorio."
Considerati i continui episodi in cui i cittadini segnalano e denunciano la mancanza del rispetto dei tempi massimi previsti per le liste d’attesa e al contempo l’assenza dei percorsi di garanzia previsti dal piano;
Ricordato che il 25% del compenso integrativo al trattamento economico annuo dei direttori generali delle aziende è vincolato al rispetto dei tempi massimi di attesa;
Visto che, dopo il lockdown dovuto al Coronavirus, il governo delle liste d’attesa e la riprogrammazione delle visite assume ulteriore rilevanza e richiede di porre in atto anche strumenti straordinari per rispondere ai bisogni sanitari dei cittadini;
Vista l’imbarazzante risposta dell’ASUFC al caso di un paziente che si è più volte visto negare un diritto previsto dalla legge e dalle delibere della stessa giunta regionale;
INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE
per conoscere le motivazioni della mancata attuazione della normativa esistente e delle disposizioni della Giunta Regione e conoscere le tempistiche entro cui le Aziende Sanitarie regionali provvederanno al recepimento delle stesse.

Mariagrazia Santoro 
 
Trieste, 9 Settembre 2020