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TRAVANUT: area discarica “la Valletta” e procedura di infrazione UE

pubblicato il 29 giugno 2016

Interrogazione 

Oggetto: area discarica “la Valletta” e procedura di infrazione UE.

Il sottoscritto consigliere regionale,

vista la procedura di infrazione 2011/2215 avviata nei confronti dell’ITALIA riguardo 102 discariche “irregolari” esistenti a luglio 2001, per le quali entro il 16 luglio 2009, in base alla normativa europea, si sarebbe dovuto prevedere e dare esecuzione ad un adeguato piano di riassetto ovvero procedere alla chiusura, qualora tale piano fosse stato ritenuto inadeguato;
 
vista la sentenza della Corte di Giustizia europea  n° C- 196/13 del 2 dicembre 2014 che ha condannato l’Italia per inadempimenti  in materia di gestione di impianti di discarica;

letto il verbale delle dichiarazioni del Ministro dell’ambiente in audizione il 18 febbraio 2015 presso l’VIII Commissione della Camera, in cui si afferma che di tali discariche, nonostante i progressi compiuti, in 46 impianti non sono stati adempiuti gli obblighi della direttiva e che, di questi impianti, 4 si trovano in Friuli Venezia Giulia, unica regione del Nord Italia a trovarsi in una situazione del genere (è dichiarato che l’altra Regione è la Liguria per la presenza di un solo impianto irregolare);
 
richiamate le precedenti interrogazioni nel merito specifico presentate dal sottoscritto a partire da dicembre 2014, per conoscere l’eventuale interessamento al riguardo di siti localizzati in Friuli Venezia Giulia e, in particolare, nell’area del Sito Inquinato Nazionale della Laguna di Grado e Marano;

verificata la documentazione istruttoria disponibile al riguardo sul sito web regionale, in merito alla documentazione presentata per il “progetto di variante per  la chiusura de la Valletta interessata dall’abbancamento di rifiuti”;

osservato che il sito interessato de la Valletta è sede di una discarica di inerti, ove risultano essere presenti anche rifiuti di natura e classificazione diversa (oltre a quanto documentato dal sottoscritto vedasi anche ASS2, 30 settembre 2015), e che normativamente non esiste la definizione, e nemmeno il concetto, di “abbancamento” che niente altro può significare se non il mantenimento illimitato nel tempo di tali rifiuti;

verificato al riguardo in particolare, quanto scritto dal Servizio disciplina gestione rifiuti della Direzione Centrale Ambiente in data 11 settembre 2015 e 31 maggio 2016, in cui si afferma rispettivamente: “ l’analisi di rischio è all’esame del Ministero dell’ambiente”; “la discarica in oggetto ricade nella procedura d’infrazione n.2011/2215, con la quale la Commissione europea contesta alla Repubblica italiana la violazione dell’articolo 14, lettere b) e c) della direttiva 1999/31/CE in merito al mancato completamento dei lavori di chiusura o di adeguamento delle discariche esistenti”;
 
verificato che in data 27.04.2016 la Direzione ministeriale competente, a firma del dirigente della divisone III, riguardo alla precisa richiesta del Servizio regionale sopra citato, contrariamente a quanto ritenuto dal servizio medesimo, afferma che il Ministero dell’ambiente “ non ha competenze specifiche nell’ambito del suddetto procedimento” e “nel caso particolare in relazione alla valutazione dell’analisi di rischio delle aree circostanti le aree dell’abbancamento rifiuti”;

verificato che ASS2 in data 01 giugno 2016 e ARPA FVG in data 31 maggio 2016, hanno espressamente richiesto un parere favorevole in merito all’analisi di rischio presentata;

ricordato che l’analisi di rischio riguarda aree di contaminazione e non la presenza di rifiuti che persistono sull’area in condizioni di abbandono (ARPA FVG, 31 maggio 2016) che non pare possano normativamente essere affrontate con tale strumento;

verificato che alla data del 28 giugno 2016 non sono stati messi a disposizione sul sito web sopra citato documenti che illustrino solo per le aree contaminate il regolare espletamento dell’analisi di rischio richiesta;

verificato inoltre che nessuno degli enti che hanno espresso parere al riguardo ha affermato in modo evidente la possibilità del permanere dei rifiuti presenti sul sito in cui si trovano;

verificato altresì che il proponente in data 4 giugno 2016 ha formalizzato “integrazioni allo studio di impatto ambientale” che, a parere dello scrivente, nulla aggiungono a smentita della presenza di rifiuti in sito, anzi ignorano l’argomento;

rilevato inoltre che, in merito alle carenze sostanziali e formali sopra evidenziate che caratterizzano ad oggi l’istruttoria, non è stata formalizzata la valutazione di incidenza derivante da tali “incidenze”;

ricordato che nella recente risposta del 22 giugno 2016 dell’assessore regionale all’ambiente all’interrogazione a risposta immediata n. 431, ove si conferma per la discarica Valletta la "Procedura d'infrazione europea su discariche irregolari”, si richiama la mancanza di un “pronunciamento definitivo, da parte del Ministero, in merito all'analisi di rischio presentata dalla Procedura” e lo si fa in una data in cui è evidentemente già a conoscenza della Direzione Centrale Ambiente di questa Regione che il Ministero, come sopra riportato, si ritiene non competente in merito;

ricordato, come confermato dalla lettura degli elaborati, che la norma di riferimento vigente per le discariche quale è la Valletta e alla quale adeguarsi è il d.lgs. 36/2003, come già in più occasioni nel passato evidenziato;

ritenendo che il procedimento di VIA e VINCA per gli interventi previsti sulla discarica Valletta dal proponente  siano inficiati da contraddizioni e carenze tecniche, oltre che da inosservanze normative,

interroga la Presidente della Regione per conoscere

se non ritenga, in autotutela da possibili negative ricadute amministrative e civili, di procedere al ritiro del procedimento dall’esame della Commissione VIA regionale come calendarizzato per mercoledì 6 luglio 2016 p.v.

Mauro Travanut

Trieste, 29 giugno 2016
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