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DA GIAU: Relazione Ddl 150 "Tutela e valorizzazione della geodiversitÓ, del patrimonio geologico e speleologico e delle aree carsiche"

pubblicato il 09 settembre 2016

RELAZIONE AL DDL 150 "Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della geodiversità, del patrimonio geologico e speleologico e delle aree carsiche"

Signor Presidente, gentili Colleghe e Colleghi,
il provvedimento legislativo proposto alla discussione dell’aula, intende offrire un quadro di riferimento preciso ed organico entro cui possa esplicarsi efficacemente l’azione di tutela e valorizzazione di quella significativa parte del patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale della nostra Regione, rappresentata dai siti geologici e speleologici e dal carsismo. Azione che non poteva certo limitarsi all’individuazione e alla pur rigorosa e completa catalogazione di questi stessi elementi ma che richiedeva la definizione di criteri e strumenti adeguati.
Si tratta di una proposta di legge che, inserendosi in un quadro normativo nazionale ed europeo che parte da lontano ed è ormai avanzato, lo completa a livello regionale riconoscendo (e di conseguenza stimolando la consapevolezza) che i valori scientifici, ambientali, culturali, paesaggistici o anche solo estetici di un ambiente non sono, e non debbono, essere associati alla sola componente biotica, l’ormai famigliare biodiversità, ma si sostanziano anche sulla geodiversità, ricchezza che racchiude e rende leggibile la storia e la natura dei luoghi e il susseguirsi di mutamenti e di equilibri dinamici che quei luoghi hanno consegnati a noi oggi affinché rispettosamente anche l’azione antropica si inserisca in quei processi.
Questo ovunque e forse ancor più nella nostra Regione nella successione stratigrafica delle cui rocce sono testimoniati centinaia di milioni di anni di evoluzione geologica e il cui territorio è ampiamente differenziato in ambiti geografici dalle peculiari ed esemplari caratteristiche. L’altopiano del Carso che con la sua straordinarietà ha nominato i fenomeni disgregativi e costruttivi che generano realtà di questo tipo e il cui studio ha promosso, una moderna e scientifica speleologia, ne è solo un esempio. Sono 234 i geositi ad alta valenza censiti nel repertorio regionale, di cui 163 a valenza reginale, 42 nazionale, 22 sovranazionale. Sono 7.500 le cavità rilevate nel Catasto regionale delle grotte, di cui 25 assoggettate a tutela paesaggistica per il loro interesse preistorico, storico, geologico.
Una ricchezza così diffusa e di tal pregio, dunque, che è impossibile non considerare risorsa per promuovere uno sviluppo economico sostenibile che, a partire da altri paesi, oggi anche in Italia può derivare dalla sempre maggior attrazione esercitata dal geoturismo, da quella forma di turismo cioè che, secondo la definizione della National Geographic Society, “sostiene o accentua il carattere geografico del luogo visitato – il suo ambiente, il suo patrimonio, la sua estetica, la sua cultura e il benessere dei suoi abitanti” e che supera il concetto di una conservazione statica dei siti per mettere insieme conoscenza e fruizione consapevole, offrendo alle comunità una valida alternativa al turismo di massa e stagionale. Ed è per questo che la proposta si sofferma anche sulla istituzione dei geoparchi regionali, territori identificati dall’avere entro i loro confini le emergenze geografico geologiche unitamente a possedere una strategia di sviluppo sostenibile.
Poiché la proposta di legge sistematizza criteri e strumenti di tutela e valorizzazione in un ambito in cui finora il contributo a tali azioni si deve largamente al mondo scientifico, associativo e di volontariato, è risultato quanto mai necessario ed utile coinvolgere nella fase di elaborazione tutti i portatori di interesse assicurando la massima partecipazione di speleologi, geologi, università, ambientalisti e raccogliendo da essi indicazioni operative, tecniche e scientifiche che potessero portare ad un testo condiviso che ha trovato pertanto una sostanziale approvazione sia nelle fasi di audizione che nel dibattito in commissione, momenti che pure hanno portato alla raccolta di ulteriori esigenze e alla puntualizzazione di alcuni aspetti.
L’azione di tutela e valorizzazione promossa dalla proposta di legge si rivolge al patrimonio speleologico e geologico, alle forre, alle aree e agli acquiferi carsici.
Le disposizioni generali contenute nel capo I motivano la proposta di legge richiamando il pubblico interesse del patrimonio geologico e speleologico in virtù dei valori in esso racchiusi e enunciando una serie di definizioni che ulteriormente chiariscono oggetto ed obiettivo della tutela che si vuole perseguire. Si sono scelte le definizioni più attuali al fine di rendere, anche in questo modo, il coerente con l’impianto normativo internazionale e nazionale.
Il capo II è dedicato al patrimonio geologico.
Con l’istituzione (art. 3) del Catasto dei geositi e dei geoparchi regionali, la regione si dota di nuovo strumento atto a capitalizzare il lavoro di studio e catalogazione finora svolto negli anni passati grazie anche alla collaborazione con l’università di Trieste. Nell’implementazione del CaRGeo viene prevista una continua interazione con i portatori di interesse e gli esperti.
All’art. 4 viene definito il quadro delle tutele per i geositi, le modalità di accesso e le pratiche vietate, le condizioni di deroga per rilevanti e dimostrati interessi collettivi, la competenza della struttura regionale nell’emanazione dei provvedimenti atti al rispetto di quanto stabilito o a ulteriori vincoli di tutela.
Responsabilità e modalità di monitoraggio dello stato di conservazione e di gestione di geositi e geoparchi sono normate all’art. 5.
L’art. 6 rimanda invece al primo dei regolamenti previsti dalla norma e relativo proprio alla gestione del CaRGeo, individuazione dei geositi e geoparchi, la loro valorizzazione.
Il capo III è riferito alle aree carsiche e ai bacini acquiferi carsici. 
Gli articoli 7 e 8 che lo compongono e che riguardano la ricognizione delle aree stesse, la loro classificazione e le disposizioni di tutela sono stati modificati in sede di commissione solo per quanto riguarda il collocamento di parti di essi, senza sostanziali variazioni di contenuto. 
Il capo IV riguarda invece il patrimonio speleologico.
Viene innanzi tutto istituito (art. 1), entro la struttura regionale competente, il Catasto Speleologico Regionale suddiviso in elenco delle grotte, elenco delle cavità artificiali, elenco delle grotte e cavità turistiche e sezione speciale dedicata alla forre. Vengono poi date (art. 10) le disposizioni di tutela prevedendo divieti ed eventuali deroghe, nonché quelle per il monitoraggio e la gestione (art. 11) con particolare riferimento alle grotte turistiche e alla loro utilizzazione a fini economici, turistici e sanitari in modo strettamente conforme ai principi dello sviluppo sostenibile.
Al fine di proseguire nella proficua collaborazione con i portatori di interesse e operare in sinergia con gli stessi per massimizzare gli obiettivi di tutela, gli art. 12 e 13 (aggiunto durante il dibattito in commissione) istituiscono la Consulta tecnico scientifica ed il Tavolo della Speleologia. La prima per un servizio di consulenza tecnica alla Regione, la seconda per promuovere l’attività speleologica. La composizione della consulta è stata modificata in commissione recependo le indicazioni pervenute durante le audizioni.
Istituzione e requisiti per l’accreditamento nell’elenco delle associazioni e gruppi speleologici sono contenuti nell’art. 14.
L’art. 15 rimanda invece al secondo specifico regolamento riguardante organizzazione, modalità di gestione, aggiornamento del CSR, criteri e modalità di gestione di prelievi e tracciamenti e gestione delle grotte turistiche.
Il capo V si preoccupa di delineare la necessaria integrazione di tutti i dati su patrimonio geologico e speleologico nel sistema conoscitivo ed informativo regionale al fine di garantire la coerenza degli strumenti pianificatori (piano paesaggistico, PRTA, paino regionale di gestione rifiuti, paino regionale delle attività estrattive, ecc) e delle disposizione per le opere pubbliche o di interesse pubblico.
Il capo VI delinea le azioni regionali per la promozione del patrimonio geologico e speleologico: attività di studio e ricerca anche con acquisto di strumentazioni e attrezzature, predisposizione di materiale divulgativo, promozione della fruizione sostenibile, realizzazione di itinerari escursionistici, organizzazione di convegni e iniziative per la sicurezza dell’attività speleologica, ecc.
Il capo VII è dedicato alla vigilanza affidando le funzioni di accertamento e contestazione alle strutture regionali competenti in materia di vigilanza ambientale e al Corpo Forestale, e alle sanzioni.
Infine il capo VIII detta le disposizioni finanziarie, transitorie e finali. In particolare si sottolinea che in sede di dibattito di commissione l’art. 24 è stato emendato per garantire il graduale subentro dell’amministrazione regionale nella gestione del CSR, prevedendo l’abrogazione delle norme finanziarie che regolano i rapporti con gli attuali curatori del catasto, al momento dell’approvazione dei regolamenti previsti dalla legge.
Una norma quindi organica che, una volta declinata nei regolamenti previsti sarà in grado di preservare e migliorare la qualità del nostro territorio, motivo per cui si confida nell’approvazione unanime della stessa.
    
CHIARA DA GIAU
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