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BOEM: Relazione di maggioranza al Ddl 237 “Norme urgenti in materia di ambiente e di energia"

pubblicato il 18 gennaio 2018

Relazione di maggioranza al Ddl 237 “Norme urgenti in materia di ambiente e di energia"

Signor Presidente, colleghi Consiglieri,
Il disegno di legge n. 237 risulta essenzialmente un testo di modifica a leggi regionali in vigore, fatte salve alcune disposizioni relative a nuovi interventi. Il provvedimento, caratterizzato da un contenuto multidisciplinare che incide in materia di difesa del suolo, utilizzazione delle acque, attività estrattive, amianto, rifiuti ed energia, è volto ad introdurre modifiche urgenti all’ordinamento regionale al fine di superare alcune criticità emerse dall’applicazione di leggi regionali vigenti e che si pongono quali impedimenti all’esigenza di contemperare gli obiettivi di sviluppo economico con quelli di tutela ambientale.
L’iter in IV Commissione è iniziato il 23 novembre 2017 con l’illustrazione e le relative audizioni cui hanno partecipato i rappresentanti delle categorie professionali interessate: il momento conoscitivo si è rivelato molto utile, consentendo un approfondimento delle tematiche affrontate nel provvedimento e offrendo l’occasione ad importanti spunti di riflessione. Durante l’esame in IV Commissione sono stati approvati degli emendamenti che hanno migliorato il testo base, precisando e implementando alcuni contenuti. 
I temi trattati dal disegno di legge si collocano in un contesto in costante sviluppo e le esigenze prospettate dagli operatori del settore hanno reso imprescindibile l’intervento di manutenzione normativa i cui contenuti di maggior rilievo attengono alla disciplina della difesa del suolo e delle acque e a quella delle attività estrattive. 
Nello specifico le modifiche alla legge regionale 11/2015, in materia di difesa del suolo e di utilizzazione delle acque, riguardano la precisazione della definizione di assetto idrogeologico, così da renderla coerente con quanto censito nei catasti del Sistema informativo regionale, degli affluenti dei corsi d’acqua di classe 3, chiarendo che mantengono tale classificazione pur non comparendo nella specifica cartografia, nonché la definizione del Catasto regionale dei dissesti idraulico forestali che viene sostituita con quella di Catasto regionale degli eventi di disseto idrogeologico, più coerente con la terminologia in uso per altri catasti del Sistema informativo regionale per la difesa del suolo.
Vengono introdotti nuovi strumenti quali il Catasto regionale dei dissesti idraulici, quello dei progetti di sistemazione dei dissesti idrogeologici e quello delle valanghe, nonché una semplificazione in ordine alla procedura di aggiornamento dei vari Catasti del Sistema informativo regionale. Ulteriori modifiche attengono al rilascio del parere idraulico, al trasferimento ai Comuni di competenze regionali per le opere di difesa da frane e l’integrazione di quelle già attribuite in tema di dissesti e difesa, all’aggiornamento del Piano di tutela delle acque, all’implementazione dei provvedimenti attuativi della legge regionale 11/2015. Vengono implementate le funzioni dei Consorzi di bonifica, sono introdotte delle precisazioni in tema di sistemazione dei dissesti franosi, di gestione ed implementazione del Catasto delle utilizzazioni d’acqua, nonché le misure da adottare nel caso in cui si configuri una situazione di deficit idrico. E’ sottoposto alla disciplina delle acque ad uso domestico anche l’impiego da parte di uffici o modeste attività produttive e commerciali, fermo restando l’equilibrio del bilancio idrico, sono introdotte alcune modifiche alla disciplina delle concessioni, al tema delle sanzioni e dei canoni demaniali sui corsi d’acqua, nonché viene rivisto il regime transitorio per gli interventi di manutenzione degli alvei.
Per quanto attiene le modifiche alla legge regionale 12/2016, in materia di attività estrattive, riguardano l’implementazione dei provvedimenti di attuazione della legge medesima, l’integrazione degli elementi che compongono il PRAE, la percentuale di materiale scavato rispetto al volume autorizzato che deve essere raggiunta per chiedere l’ampliamento della cava: in accoglimento delle istanze di settore la percentuale, con emendamento di Commissione, è stata opportunamente ridotta al 70% e, con specifico riferimento alle pietre ornamentali, al 60%. Viene consentita la presentazione di una nuova domanda di autorizzazione all’attività estrattiva prima del collaudo ma a condizione che il soggetto autorizzato abbia scavato almeno il 70% del volume previsto e vengono escluse le sostanze minerali strategiche dalla soglia dell’80% del volume previsto dell’autorizzazione per poter presentare richiesta di ampliamento.
Ulteriori modifiche attengono precisazioni tecniche e procedurali in tema di sostenibilità ambientale dell’attività estrattiva, di attività di ricerca, di autorizzazioni, di garanzie fideiussorie, di varianti, collaudi ed oneri. Per quanto riguarda la disciplina transitoria con le modifiche proposte si estende a tutte le sostanze minerali la presentazione di varianti sostanziali che comportino minor impatto ambientale e viene ridotto al 70% il volume che deve essere scavato per presentare domanda di autorizzazione per l’esercizio dell’attività estrattiva nelle cave dismesse.
Per il recupero delle aree interessate da attività estrattive cessate si disciplina il procedimento da attivare per consentire ai soggetti già titolari di autorizzazione all’attività estrattiva scaduta, che abbiano cessato l’attività di coltivazione e non abbiano eseguito il riassetto ambientale, di essere autorizzati a provvedere all’esecuzione di tali interventi. La norma consente altresì a soggetti diversi da quelli che hanno cessato l’attività estrattiva di essere autorizzati a completare l’esecuzione dell’attività nei limiti dei volumi e del perimetro residui, fermo restando il parere favorevole del Comune. Con emendamento si è prevista anche la possibilità di presentare istanza di variante in ampliamento del progetto dell’attività estrattiva autorizzata.
Con emendamento di Commissione sono state introdotte delle modifiche alla legge regionale 34/2017, in materia di rifiuti ed economia circolare, recentemente approvata dall’Aula, così da semplificare l’applicazione in concreto delle previsioni normative. Nello specifico si è precisato che la deroga ai vincoli non può essere richiesta per le discariche di rifiuti pericolosi, che l’ordine di priorità degli interventi di ripristino viene aggiornata annualmente con deliberazione della Giunta regionale e che, tra le funzioni demandate alla Regione, rientra anche la ricezione delle comunicazioni delle campagne di attività di recupero e smaltimento di rifiuti con impianti mobili.
In materia di energia si prevede l’ampliamento dell’ambito di applicazione del canale contributivo per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, si estende a tre anni il periodo di efficacia dell’autorizzazione all’esercizio provvisorio di impianti, depositi ed infrastrutture energetiche autorizzati in attesa dell’abilitazione all’esercizio definitivo. Specifica disposizione riguarda, poi, la modifica da due a quattro anni, del termine entro il quale i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti devono dotarsi delle colonnine di ricarica a uso pubblico per l’alimentazione delle auto elettriche.
Viene introdotta una disposizione sugli attestati di prestazione energetica degli edifici che devono essere depositati esclusivamente sul registro telematico della Regione e, in materia di impianti di distribuzione carburanti, si prevede un termine di due anni per la presentazione dei programmi di adeguamento o chiusura degli impianti incompatibili o inidonei.
Un articolo aggiuntivo riguarda gli impianti di depurazione delle acque reflue, per i quali vengono definiti gli interventi soggetti ad autorizzazione provvisoria di cui si disciplinano requisiti e contenuti.
Concludono il disegno di legge le norme dedicate al regime transitorio per l’autorizzazione in sanatoria dell’attingimento di acque superficiali con dispositivi fissi, le abrogazioni e l’entrata in vigore.
Confido che l’esame in Assemblea sia improntato allo spirito collaborativo che ha contraddistinto i lavori della Commissione e che questo provvedimento, così atteso da ampi settori della comunità regionale, pur con possibili modifiche o ulteriori proposte, venga rapidamente approvato.

VITTORINO BOEM
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