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DA GIAU: Relazione al pdl 248 "Interventi per la promozione della nuova mobilità ciclistica sicura e diffusa"

pubblicato il 12 febbraio 2018

Egr. Presidente, gentili Colleghe e Colleghi,
il valore di questo provvedimento che arriva in aula dopo il voto unanime della IV Commissione, è stato ben espresso durante le audizioni. In uno degli interventi veniva infatti sottolineato come non si trattasse di una legge dedicata a un gruppo di appassionati portatori di interesse, una legge di “nicchia”, bensì di disposizioni che dietro l’apparente semplice veste tecnico-organizzativa, in realtà celano una visione strategica di portata ben superiore.
È il titolo stesso, del resto, che preannuncia la novità dell’approccio: la mobilità ciclistica è pensata, voluta, sostenuta in modo nuovo, non come tema accessorio di interesse di specifici gruppi, ma come segmento a pieno titolo integrante del sistema della mobilità regionale e come uno degli elementi chiave delle politiche ambientali, della salute ed economiche della Regione.
E’ vero infatti che i dati ambientali ed epidemiologici ci consegnano un quadro in cui le responsabilità sulla qualità dell’aria non possono più essere attribuite solo a fonti puntiformi, tipicamente collegate agli insediamenti produttivi, ma devono essere consegnate anche ai quotidiani diffusi comportamenti dei singoli, tra cui quello degli spostamenti in auto. Di conseguenza la lotta all’inquinamento atmosferico non può più essere interpretata in modo difensivo ed emergenziale, ma deve essere strutturata in modo proattivo anche con misure che determinino l’instaurarsi di maggiori consapevolezze e permettano nuove condotte, per esempio negli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro.
Ciò vale anche per consentire l’affermarsi di un concetto di salute che vada oltre l’assenza dello stato di malattia e riguardi il benessere generale dei cittadini e delle comunità. Il contrasto alla sedentarietà e all’obesità con le loro conseguenze, la promozione di situazioni che indubbiamente favoriscono la maggior socializzazione e l’arricchimento delle relazioni nonché lo sviluppo dell’autonomia in bambini e ragazzi, rappresentano un contributo significativo dato alla qualità della vita complessiva e di ciascuno.
Sono infine i numeri della frequentazione e fruizione dei percorsi ciclistici regionali e dell’innegabile indotto, che ci dicono della strategicità anche economica della mobilità ciclistica nel comparto turistico.
Per tutte queste valenze non è fuori luogo pensare che la bicicletta da scelta privata, possa essere interpretata, finalmente anche nel nostro Paese, come servizio e mezzo di trasporto pubblico, e prevedere un forte impegno della regione e degli enti locali, a fianco di cittadini e associazioni, perché si determinino le condizioni perché la mobilità ciclistica si sviluppi in modo diffuso, omogeneo e sicuro su tutto il territorio regionale.
Ecco allora che l’impegno e le risorse profuse finora anche in virtù della precedente LR 14/93, trovano in questo provvedimento un ulteriore e originale impulso, finalizzato a coordinare ed integrare gli interventi infrastrutturali già realizzati inserendoli in un quadro pianificatorio e programmatorio organico che, a partire dalla dimensione locale, sale a quella di area vasta e a quella regionale, inserendosi tempestivamente nel percorso segnato dall’approvazione della LN 2/18 di imminente entrata in vigore.
Oltre alla definizione della sistema delle reti ciclabile regionali (capo II) e della loro pianificazione (capo III), dà valore aggiunto alla norma, la previsione di misure ed iniziative, formative ed informative, per lo sviluppo e la promozione della mobilità ciclistica, e di interventi per la progettazione, realizzazione, adeguamento delle infrastrutture ciclabili e dei servizi ad esse funzionali (capo IV).
Sono stati sottolineati nel dibattito in Commissione e vale la pena ricordarli anche in questa sede a beneficio dell’intero Consiglio, alcuni aspetti innovativi e qualificanti della norma, per i quali va dato merito anche ai contributi delle associazioni che operano con tenacia e lungimiranza sul territorio attorno a questo tema e che hanno spinto e sostenuto la proposta e l’approvazione di questa legge, così come della legge nazionale.
Dell’obiettivo specifico rispetto alla concreta promozione degli spostamenti quotidiani casa-scuola e casa-lavoro per farne quanto più possibile uno stile di vita collettivo e quindi realmente incidente su ambiente e salute, si è già detto. Va aggiunto lo sforzo di intervento in questo senso non solo in campo pubblico ma anche in quello privato, per esempio per quanto riguarda i parcheggi.
La predisposizione di linee guida per la realizzazione e l’adeguamento di piste ciclabili e parcheggi bici, risulta utile per garantire omogeneità di intervento e di offerta di servizi sul territorio.
La forte determinazione e investimento per la verifica dell’efficacia di azioni e interventi attraverso il monitoraggio dei flussi ciclistici e la stesura di un report annuale sull’attuazione della legge, sono infine ulteriore testimonianza della convinta e condivisa considerazione strategica che l’ha promossa.
Fa piacere concludere la relazione richiamando ancora una volta l’approvazione unanime da parte della commissione che echeggia quanto mai opportunamente, lo spirito collaborativo del gruppo nelle competizioni ciclistiche, finalizzato al raggiungimento di traguardi pur impegnativi ma di innegabile importanza.

CHIARA DA GIAU