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BOEM: relazione al ddl 24

pubblicato il 18 novembre 2013

RELAZIONE DDL 24 <<Disposizioni urgenti in materia di tutela ambientale, difesa e gestione del territorio, lavoro, infrastrutture, lavori pubblici, edilizia e trasporti, funzione pubblica e autonomie locali, salute, attività economiche e affari economici e fiscali>>
 
Signor Presidente, Signori Consiglieri,
il disegno di legge n. 24 oggi all’esame di questa Aula contiene delle disposizioni urgenti in varie materie con finalità modificative, integrative e abrogative della legislazione regionale vigente che hanno la finalità di semplificare e di migliorare l’efficienza e la legittimità del quadro normativo regionale, da un lato adeguandolo alle sopravvenute disposizioni di legge nazionale, dall’altro, modificandolo alla luce delle gravi emergenze economiche a tutti note. Alcuni interventi modificativi si sono resi necessari per dare maggiore chiarezza e aderenza del dettato normativo rispetto alle finalità originali che si volevano raggiungere.
Per la sua stessa natura la legge di manutenzione incide su tutti i settori dell’ordinamento e proprio per questo, pur essendo stata assegnata alla IV Commissione, si è acquisito il parere di tutte le altre Commissioni che hanno così potuto approfondire le materie di rispettiva competenza.
Il disegno di legge n. 24 è composto da 51 articoli divisi in VIII capi; in particolare il capo I contiene delle disposizioni in materia di ambiente; il II in materia di lavoro; il III in materia di infrastrutture, lavori pubblici, edilizia e trasporti, il IV in materia di funzione pubblica e autonomie locali, il V in materia di sanità, il VI in materia di attività produttive, il VII in materia di finanze e l’VIII l’entrata in vigore.
Non mi soffermerò sul contenuto delle singole disposizioni per il quale rinvio all’esauriente relazione introduttiva della Giunta.
Ricordo invece che sono risultate utili e positive le audizioni svolte sul provvedimento prima dell’esame di merito della Commissione che hanno permesso, pur nella ristrettezza dei tempi, di registrare utili indicazioni e proposte di cui si terrà senz’altro conto. 
In particolare durante le audizioni è emersa la necessità, accanto ad alcune modifiche su norme vigenti già contenute nel presente Disegno di Legge, di intervenire in maniera più organica sulle norme che regolano il settore edilizio. Alcune categorie professionali hanno prospettato una revisione della L.R. 19/2009, al fine di eliminare alcuni aspetti non chiari che incidono sull’iter dei provvedimenti e definire norme più coerenti con le mutate condizioni economiche venendo incontro alla necessità di dilazione dei tempi di realizzazione delle opere.
Sempre durante le audizioni, in merito all’art. 1 del presente Disegno di Legge, relativo alla reintroduzione della clausola di salvaguardia sul Deflusso Minimo Vitate contenuto nella bozza di Piano Tutela delle Acque in fase di approvazione, le categorie di rappresentanza dei Produttori Idroelettrici e la Coldiretti hanno richiesto lo stralcio dello stesso articolo perché a loro giudizio metterebbe a rischio imprese esistenti nonché renderebbe non economicamente sostenibili alcuni interventi di produzione di energia elettrica da fonte idrica già presentati e non ancora autorizzati. Se da un lato si rileva che, siccome il DMV sarà a breve introdotto e a tale parametro di riferimento dovranno tendere anche gli impianti già autorizzati in un arco temporale da definire in maniera coerente anche con i piani economici dei singoli interventi, risulta coerente prevedere che le nuove autorizzazioni siano già impostate con il DMV che verrà introdotta dal PTA. 
Rispetto agli impianti di produzione idroelettrica o gli allevamenti ittici già esistenti e che hanno necessità del rinnovo, la formulazione attuale dell’art. 1 potrebbe essere ambigua e non chiarire se gli stessi debbano da subito essere coerenti con il DMV previsto in PTA e quindi assoggettati a salvaguardia. L’intervento dell’Assessore Vito in Commissione ha precisato che l’articolo sarà emendato in aula in maniera più chiara, e sarà specificato che la salvaguardia non si applicherà agli impianti esistenti che necessitano di rinnovo o proroga. Dal dibattito in audizione ed in Commissione è emerso chiaramente che la vera difficoltà del settore riguarda il lungo lasso di tempo (anche alcuni anni) compreso tra la richiesta di autorizzazione e il momento di rilascio della stessa. Pur comprendendo che parte di questo tempo sia legata all’intreccio tra norme statali e regionali, nonché ai compiti di diversi enti competenti, si ritiene che possa essere compito della Regione definire,attraverso delle linee guida, delle procedure autorizzative che diano maggiore certezza nei tempi e nei contenuti delle autorizzazioni. Sempre in merito ai tempi relativi alle autorizzazioni si ritiene che elementi di certezza, come la definizione del DMV, rendano meno discrezionali e più univoci i pareri sulle autorizzazioni da parte degli uffici preposti.
La IV Commissione ha lavorato in modo serio e costruttivo e, grazie all’apporto complessivo di tutte le forze politiche e della Giunta regionale, ha approvato un provvedimento che recepisce le esigenze di modifica e di implementazione del quadro legislativo regionale vigente.
Su diversi articoli sono stati proposti emendamenti che meritano attenzione, sui quali la Giunta ha chiesto la possibilità di effettuare approfondimenti con gli uffici per comprenderne la fattibilità e per tale ragione sono stati, dai proponenti, ritirati per essere riproposti in aula.
Tra le principali modifiche al testo introdotte dalla Giunta già in Commissione va sicuramente ricordata la proposta di stralcio degli articoli da 37 a 41 riguardanti il riutilizzo delle aree industriali dismesse. Su tale tema sia in audizione che sia nella Commissione competente che in IV Commissione, pur convenendo sull’obiettivo finale, si era valutato più opportuno provvedere con un provvedimento ad hoc che non agisse solo sulla parte urbanistica di competenza delle amministrazioni comunali. Già in sede di illustrazione in IV Commissione l’assessore Bolzonello aveva proposto lo stralcio, poi richiesto dalla Giunta in sede di esame del Disegno di Legge.
Altra modifica proposta dalla Giunta in Commissione é la previsione che anche il compenso degli organi direttivi e dei collaboratori con vincolo di dipendenza o assimilabile delle società non quotate, direttamente o indirettamente controllate dalla Regione non possa superare il trattamento economico onnicomprensivo del Presidente della Regione.
Confido che anche l’esame in Assemblea sia improntato allo spirito collaborativo che ha contraddistinto i lavori della Commissione e che questo provvedimento, pur con possibili modifiche o ulteriori proposte in Aula, venga rapidamente approvato.
 
Vittorino BOEM
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