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PDLN Modifiche alla Legge n. 55/2019 e n. 50/2016 in tema di subappalto

pubblicato il 21 aprile 2020

PROPOSTA DI LEGGE NAZIONALE
 
Modifiche alla Legge n. 55/2019 e n. 50/2016 in tema di subappalto
 
presentato dai consiglieri:
SANTORO, BOLZONELLO, COSOLINI, IACOP, MORETTI, RUSSO
 
Presentato il 21 aprile 2020 


ai sensi dell’articolo 26 dello Statuto regionale
 
 
Signor Presidente, colleghi Consiglieri,
 
la proposta di legge nazionale che si intende presentare tratta una questione emersa negli ultimi mesi a seguito di due sentenze della Corte di Giustizia della UE, emesse il 26 settembre 2019 (causa C-63/18) e il 27 novembre 2019 (causa C-402/18) in tema di subappalto nei contratti pubblici.
Entrambe le sentenze entrano nel merito della fattispecie del subappalto disciplinato dal D.lgs. 50/2016 modificato dalla legge n. 55 del 2019 “Sblocca cantieri” che limita al 40% la parte dell’appalto che l’offerente è autorizzato a subappaltare a terzi, e in particolare con la seconda sentenza tratta del limite al ribasso entro il 20% dei prezzi da parte dei subappaltatori.
Nell’emettere le sentenze, la Corte di Giustizia aveva sostenuto la necessità di prevedere di volta in volta la percentuale di subappalto da parte dell’ente appaltatore a fronte di adeguate motivazioni escludendo una determinazione a priori di limiti per via legislativa statale. Non si tratta, dunque della censura tout court del limite, come erroneamente letto da molti, ma della necessità che sia fissato in ciascun appalto in relazione alla peculiarità dell’opera.
A questo punto si rende necessaria una modifica a quanto previsto dall'art. 105 del Decreto legislativo n. 50 “Codice dei contratti pubblici” per adeguarsi alle sentenze della corte e salvaguardare le prerogative di intervento del nostro legislatore e degli enti pubblici tenuti ad applicare la normativa, per prevenire distorsioni ed errori interpretativi.
A tal proposito si deve tener presente la segnalazione dell’ANAC emanata in data 13 novembre 2019, dove vengono analizzati gli effetti delle sentenze e si propongono dei correttivi per permettere il corretto svolgimento delle gare e soprattutto di impedire che i ribassi siano eccessivi ed incontrollati pregiudicando la bontà esecutiva delle opere.
Per evitare pericolose interpretazioni della norma statale e delle suddette sentenze da parte degli enti locali, come già avvenuto nel caso del Comune di Udine che in una recente gara d’appalto sulle asfaltature ha previsto la possibilità del subappalto al 100 per cento, è urgente un intervento di modifica di norma a livello statale che accolga le sentenze della Corte di Giustizia e al contempo preveda una diversa modalità di regolamentazione della possibilità del subappalto.
È evidente che senza interventi legislativi, si corre il rischio di una proliferazione di gare con subappalti liberi anche al 100 per cento che sostanzialmente si configurano come cessioni totali di contratto, fattispecie però vietata dalla legge.
Come nel caso della gara indetta dal Comune di Udine, senza una diversa e certa regolamentazione del subappalto, assisteremo a lavori pubblici assegnati a grandi imprese o imprese qualificate che, nel migliore dei casi, subappalteranno a prezzi stracciati la loro esecuzione a soggetti non necessariamente idonei.
L’intervento legislativo che si propone si rivolge pertanto al Parlamento per risolvere una situazione potenzialmente molto deleteria per le imprese locali già colpite dal blocco delle attività a seguito dell’emergenza covid-19.
Ci si aspetta che la maggioranza regionale appoggi questa proposta di legge tenuto conto dell’importanza che questo settore riveste per l’intera economia regionale.
La presente proposta di legge alle Camere non comporta nuovi o maggiori oneri finanziari per il bilancio regionale né per il bilancio statale.
 
 
Art. 1 (Modifica all’articolo 1 della legge 55/2019)
1. Il comma 18 dell’articolo 1 della legge 14 giugno 2019, n. 55 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici), è abrogato.

Art. 2 (Modifiche all’articolo 105 del decreto legislativo 50/2016)
1. All’articolo 105 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici), sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il secondo periodo del comma 1 è inserito il seguente:
Ai fini della presente disposizione, si considera cessione del contratto anche l’integrale esecuzione da parte di terzi delle prestazioni o lavorazioni oggetto del contratto di appalto, nonché l’integrale esecuzione da parte di terzi delle lavorazioni relative alle categorie prevalenti;
b) il terzo periodo del comma 2 è sostituito dal seguente:
previa adeguata motivazione nella determina a contrarre, possono prevedere nel bando di gara o nell’avviso o nella lettera di invito che tutte o parte delle prestazioni o lavorazioni oggetto del contratto di appalto siano eseguite dall’aggiudicatario in ragione delle specifiche caratteristiche dell’appalto, ivi comprese quelle di cui all’articolo 89, comma 11, dell’esigenza di assicurare la massima tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ovvero dello svolgimento di una delle attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa, come individuate al comma 53 dell’articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190, a meno che i subappaltatori siano iscritti nelle “white list”.”;
c) il comma 5 è abrogato.