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CONFICONI: Relazione di minoranza sul Disegno di Legge n. 107 e sulla Proposta di Legge n. 98

pubblicato il 22 ottobre 2020

Relazione di minoranza sul Disegno di Legge n. 107 Disciplina dell’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d’acqua a uso idroelettrico, abbinato alla Proposta di legge n. 98 Disciplina delle modalità e delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico in Friuli Venezia Giulia
 
 
Signor Presidente, colleghi Consiglieri,
mancata la prima scadenza di fine marzo, a ridosso del nuovo termine fissato dalla norma nazionale, finalmente approda in Aula la legge sulle grandi derivazioni ad uso idroelettrico, fortemente voluta dalle minoranze che, depositando la PDL n. 98, hanno anticipato il DDL n. 107 presentato dalla Giunta.           
L’atteso ed importante provvedimento si propone di favorire uno sviluppo più armonico ed equilibrato, che non guarda solo al profitto ma anche alle esigenze del territorio e delle persone. Le positive ricadute ambientali, economiche e sociali che la prevista assegnazione delle concessioni da parte della Regione comporta, infatti, accresceranno il benessere di una comunità sempre più consapevole di quanto l’acqua sia una preziosa risorsa anche identitaria, paesaggistica e culturale da tutelare e valorizzare in modo compatibile.
In particolare, grazie al “Decreto Semplificazioni”, la Giunta potrà fissare i canoni da introitare e le loro destinazioni, stabilire la ripartizione dell’energia che i gestori devono cederle gratuitamente, promuovere interventi di miglioramento, risanamento e compensazione a carico del concessionario ed esercitare una funzione di verifica e controllo sulle sue attività.
Quella che abbiamo davanti è, dunque, una straordinaria opportunità per la nostra montagna, che oggi si sente depredata e legittimamente chiede di poter investire i proventi derivanti dallo sfruttamento delle risorse che la impreziosiscono nel suo sviluppo sostenibile, e per l’intero FVG, soprattutto se, come auspichiamo, le concessioni saranno affidate ad una Società Elettrica partecipata dalla Regione, in modo tale da massimizzare i vantaggi.
In seguito alla presentazione di alcuni nostri emendamenti, la IV Commissione ha già proficuamente riconosciuto il cento per cento dell’energia gratuita agli utenti attivi nelle Comunità di montagna e nei Comuni interessati dalle derivazioni nonché reso più stringenti le clausole sociali a salvaguardia della stabilità occupazionale. Ora si tratta di fare ulteriori passi avanti verso un aumento delle garanzie sia per i lavoratori negli impianti, recentemente costretti a rivolgersi alla Giustizia per vedere tutelati i loro diritti, sia per gli ambiti ove insistono.
I proventi legati alle concessioni, infatti, è equo vengano prevalentemente destinati a ristorare chi subisce gli impatti dovuti al loro utilizzo, anche per l’attuazione di politiche di area vasta volte a favorire lo sviluppo comprensoriale. Un compito assegnato alle Comunità di montagna dalla Legge regionale 29 novembre 2019, n. 21 che proprio questo Consiglio ha approvato e che all’articolo 7 recita << Le Comunità di montagna sono enti locali istituiti dalla presente legge per l'esercizio delle funzioni di tutela del territorio montano e di promozione dello sviluppo sociale, economico e culturale delle popolazioni dei territori montani, nonché per l'esercizio di funzioni e servizi comunali secondo le previsioni di cui al capo III>>.  
Da questo assunto si può e deve aprire la discussione sulla ripartizione delle risorse che proponiamo sin d’ora vengano meglio definite attraverso l’introduzione di una soglia minima non solo per il canone fisso ma anche per quello variabile, in analogia a quanto avvenuto in altre Regioni. Armonizzando i criteri di quantificazione e suddivisione delle tre principali componenti d’introito (energia gratuita, canone fisso e canone variabile), daremo un indirizzo più coerente alla Giunta regionale, chiamata ad entrare nel merito dei regolamenti.
Per incrementare ulteriormente i benefici economici sul territorio ove sono localizzati gli impianti, inoltre, va accolta la richiesta dei sindaci di inserire tra le clausole di valutazione l’aumento dei livelli occupazionali.
Infine, andando verso la conclusione, apprezziamo come in Commissione il testo base sia stato corretto prevedendo che i regolamenti sulla procedura di assegnazione delle concessioni e sui canoni di cui agli articoli 9 e 21 vengano approvati previo il parere della Commissione stessa e auspichiamo che l’Aula voglia riconoscere la sua competenza anche sulle deliberazioni della Giunta di cui agli articoli 5 (Valutazione dell’uso idroelettrico) e 24 (Norme transitorie). La definizione dei criteri per la valutazione di un prevalente interesse pubblico ad un uso delle acque diverso dalla produzione di energia idroelettrica e l’individuazione delle categorie di utenti che potranno beneficiare dell’energia ceduta gratuitamente, infatti, sono passaggi fondamentali di attuazione della legge su cui è opportuno il Consiglio si possa esprimere preventivamente.
Mutuando un approccio costruttivo, abbiamo già contribuito a migliorare il testo presentato dalla Giunta, anche grazie alla disponibilità dell’assessore e della maggioranza a considerare le nostre proposte. Un atteggiamento positivo che speriamo venga confermato, a maggior ragione considerata la rilevanza di questo provvedimento, forse il più importante per la montagna di tutta la legislatura.
Facendo l’interesse dell’intera Regione, possiamo permettere a quei territori di decidere ed attuare investimenti fondamentali per il loro rilancio. Il voto finale del Partito Democratico sul disegno di legge dipenderà esclusivamente alla capacità che avremo di cogliere fino in fondo questa straordinaria occasione.
 
 
CONFICONI 
 
 
 
 
Allegato: Relazione di minoranza DDL 107 e PDL 98