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Relazione alla pdl n. 143 "Disciplina degli interventi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo"

pubblicato il 26 aprile 2017

Signor Presidente, Signori Consiglieri,
La proposta di legge n. 143 che andiamo ad esaminare vuole intervenire su un tema di forte attualità. Il bullismo infatti rappresenta oggi come oggi una vera sfida educativa, che coinvolge i nostri giovani e non solo, e introduce forti elementi di disagio nel tessuto sociale e nel vivere quotidiano. Non passa giorno che non venga denunciato qualche grave episodio di bullismo con conseguenze talvolta anche gravi. Il problema quindi c’è e va affrontato. Con l’esplodere dei “social network” poi il fenomeno si è trasformato nel cosiddetto “cyberbullismo”, particolarmente ingombrante e deleterio. Per cui da tempo si sta cercando di correre ai ripari. Il fenomeno è evidentemente complesso, plurifattoriale, ma chiama in causa soprattutto tutte le strutture educative: la famiglia innanzitutto, le scuole, i gruppi “tra pari”. Ma anche il legislatore può dare una mano e mettere in campo tutti quegli strumenti che possono essere utili per arginare il problema. 
A livello nazionale è infatti in discussione il disegno di legge n. 3139, prima firmataria Elena Ferrara (PD). E’ stato approvato, praticamente all’unanimità, al Senato qualche settimana fa e ora andrà in seconda lettura alla Camera. Il 1 febbraio di quest’anno questa stessa aula è intervenuta in proposito discutendo e approvando a grande maggioranza la proposta di legge nazionale n. 10, a prima firma di Eleonora Frattolin, “Misure urgenti in materia di contrasto al bullismo”. L’intento era di avanzare proposte ad un Parlamento che stava e sta ancora legiferando sul tema. Nel frattempo giaceva già da alcuni mesi la proposta di legge n. 143, che oggi prendiamo in esame. Tale proposta vuole intervenire a livello regionale, appunto, per introdurre e sollecitare tutta una serie di attenzioni e di provvedimenti che possano essere utili per prevenire e arginare il problema. 
Nella versione originale la proposta comprendeva sette articoli e si soffermava su una serie di elementi che sono tipici di ogni proposta legislativa ordinaria: osservatorio, interventi operativi, beneficiari, clausola valutativa e via dicendo. Considerato peraltro che è in piedi da ormai cinque anni una legge giovani, la LR 5/2012, che in maniera sistematica mette in campo tutta una serie di iniziative e provvedimenti che riguardano la situazione giovanile, si è convenuto con i proponenti sulla opportunità di ridurre l’articolato originario ai contenuti essenziali e di proporlo come un unico articolo ad integrazione della legge regionale sui giovani. E così è stato fatto. Il testo che ne è uscito mette in evidenza la dimensione educativa del fenomeno e la sua ricollocazione nell’ambito della gestione generale dei conflitti. Si sottolinea la necessità di un gioco di squadra tra i diversi soggetti istituzionali che intervengono a strutturare la personalità dei ragazzi e dei giovani e il ruolo formativo che le diverse istituzioni devono giocare in proposito.
Il testo finale è stato approvato all’unanimità in Commissione e confidiamo pertanto in una approvazione anche da parte dell’intero Consiglio.

FRANCO CODEGA
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