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CODEGA: Relazione alla legge sul centenario della Grande Guerra

pubblicato il 18 settembre 2013

RELAZIONE DI MAGGIORANZA PDL N. 7

<<Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale della Prima guerra mondiale ed interventi per la promozione delle commemorazioni del centenario dell’inizio del conflitto>>

Signor Presidente, colleghi Consiglieri

Con questa norma la nostra regione intende attrezzarsi per mettere in campo tutti gli strumenti necessari per commemorare nella giusta maniera il centenario di uno degli eventi che sconvolsero e trasformarono la storia d’Europa e di queste terre. Come è noto, già al temine della precedente legislatura  era stato predisposto un progetto di legge sullo stesso tema. Non ci fu poi il tempo per trasformarlo in legge. Oggi siamo qui a riproporre un testo che, pur proposto con la  prima firma di un esponente della opposizione, ha visto la collaborazione fattiva, il coinvolgimento convinto di tutti i consiglieri della sesta commissione, nell’intento voluto e perseguito di predisporre un testo quanto più possibile condiviso, non volendo  forzare giochi di maggioranze e minoranze in un tema  di così alto valore storico e simbolico.

Il testo proposto alla fine della passata legislatura aveva alcune sottolineature di fondo che  non vedevano la nostra condivisione.

Permaneva una logica di tutela e di valorizzazione un po’ troppo sbilanciata sul versante  museal-materiale con la messa in sordina della dimensione culturale dell’evento. La commemorazione dei cent’anni dalla Grande Guerra, dal nostro punto di vista, doveva essere invece l’occasione per aprire una grande stagione di riflessione, sulle contraddittorie vicende delle sorti umane, sulla realtà dei conflitti tra popoli e sulla capacità o incapacità dell’uomo di risolvere tali conflitti se non con la violenza e lo scontro guerreggiato. E questo, a maggior ragione, diviene impellente proprio per i cittadini di questa regione che più di tutti hanno vissuto sulla loro pelle l’enorme lutto e sofferenza che quei tragici fatti hanno comportato. Invece l’impianto era tutto rivolto alla ristrutturazione o manutenzione dei reperti materiali (forti, fortificazioni, cippi, monumenti, beni archivistici, etc.), con una sovraesposizione talvolta dell’aspetto militare e bellico di quell’evento.

Altra sottolineatura, a parer nostro, troppo evidenziata, era la valorizzazione di stampo turistico dell’intera vicenda. Elemento non certo da sottovalutare nell’ambito anche di quello che viene chiamato il “turismo della memoria”, ma che non poteva e non può essere troppo enfatizzato al punto da divenire lo scopo principale dell’intera operazione.

Il lavoro svolto da tutti i consiglieri della commissione è riuscito a costruire invece un impianto equilibrato, che senza trascurare i due elementi sopra ricordati ha saputo però  inserire le giuste integrazioni connotando l’insieme della norma come un’operazione che sa unire la salvaguardia delle vestigia e cimeli materiali con l’occasione di creare eventi  e iniziative culturali che esaltino il momento di riflessione e meditazione collettiva nel segno di un cammino lento ma determinato verso quella pace cui tutti i popoli aspirano nel profondo del loro cuore.

Così va letto l’incipit della legge che già all’inizio del comma 1 pone come finalità dell’intera legge il “sostenere la crescita di una cultura della pace e della pacifica convivenza”. E successivamente, alla lettera a), si espone, tra le finalità, quella di “favorire la riflessione sui fatti storici della Prima Guerra mondiale, sui meccanismi economici sociali e psicologici alla base dei conflitti tra le nazioni”. Nello stesso tempo, al punto b) è richiamato anche il fine di “incentivare forme di turismo culturale attento alla storia e alla memoria attraverso la gestione, la valorizzazione, la manutenzione delle opere commemorative esistenti”.

Così va letta la suddivisione, prevista nell’art. 2, tra il patrimonio storico culturale materiale  (musei, forti, trincee, gallerie, cimiteri, cippi, monumenti , e via dicendo) e il patrimonio  storico culturale immateriale (libri, poesie, scritti, espressioni artistiche, studi, ricerche, etc.). Una suddivisione che sancisce un equilibrio  tra ciò che è testimonianza storica di carattere fisico e la testimonianza  di carattere spirituale.

Anche nella articolazione delle fattispecie di iniziative che meritano il contributo regionale si è voluto comprendere una tipologia più ampia di azioni. Non solo la manutenzione e il restauro di ciò che già esiste, ma anche la progettazione e la costruzione di  opere nuove. Si è voluto comprendere anche il recupero della memoria storica in riferimento alle sorti dei militari e delle popolazioni civili dei territori coinvolti nell’intero periodo 1914–1920.  Quell’evento infatti non fu solo scontro bellico, ma guerra totale, guerra che sconvolse tutti gli aspetti della vita umana dell’epoca: la vita sociale, culturale, economica, civile. Non ci fu solo il fronte, ma anche il retroterra, con i suoi lutti e con i suoi profughi. E non ci fu un “solo fronte” ma anche la questione dell’appartenenza al “doppio fronte” con tutte le implicanze di carattere culturale e affettivo che questo comportò. Tutto questo noi  dobbiamo far uscire allo scoperto e ricordare.
Si è voluto poi sottolineare  anche la valenza educativa e didattica dell’intera operazione. Il momento della meditazione collettiva non sarà infatti veramente compiuto se non diverrà  memoria sedimentata e acquisizione di coscienza delle nuove generazioni.

Non è infatti per noi stessi che facciamo queste cose, ma per consegnare ai nostri giovani  una nuova consapevolezza, una nuova identità come persone, come uomini, come cittadini: uomini non più costruttori di trincee, ma di ponti; uomini non più artefici  di scontri, ma  artigiani di  incontri. Questo è quello che il paese si attende da noi.

FRANCO CODEGA