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Mozione 245 “Situazione dei richiedenti asilo in Friuli Venezia Giulia”

pubblicato il 01 febbraio 2017

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,
PREMESSO che la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia adotta annualmente uno specifico programma organico di azioni in tema di immigrazione basato su diversi ambiti di intervento e che già nel programma immigrazione 2012 era prevista una specifica azione a favore dei “richiedenti asilo e dei rifugiati” finalizzata a effettuare interventi complementari, integrativi e rafforzativi dei progetti degli Enti locali realizzati, grazie alla collaborazione della rete delle associazioni impegnate nell’accoglienza dei migranti, con lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati);
CONSIDERATO che, a causa delle ondate migratorie non programmate legate alla ricerca di asilo e protezione intensificatesi nel triennio 2014 - 2016, la Regione FVG, a integrazione dei progetti istituzionali realizzati con lo SPRAR, ha avviato dal 2014 un programma di accoglienza diffusa in favore di richiedenti/titolari di protezione internazionale centrato in particolare sui “Progetti locali per richiedenti asilo e rifugiati” finalizzati a sostenere i Comuni che accolgono persone richiedenti asilo, finanziando progetti che, affiancandosi all’apprendimento della lingua italiana nonché alla conoscenza di base della cultura e dell’educazione civica italiana, impegnano i richiedenti asilo in attività socialmente utili quali la cura del patrimonio pubblico (ad esempio sfalcio, manutenzione piste ciclabili, riapertura sentieri, pulizia strade, tinteggiatura ecc.);
ATTESO che nel corso di questi due anni la partecipazione dei Comuni della Regione al programma di accoglienza diffusa ha contribuito in modo determinante - secondo quanto emerso anche dalla testimonianza diretta di Sindaci di centro sinistra e centro destra al recente convegno “Rifugiati. Primo bilancio del sistema di accoglienza diffusa” organizzato dal Gruppo consiliare dei Cittadini e svoltosi lo scorso dicembre a Torviscosa - a generare un buon livello di convivenza tra le comunità ospitanti e i richiedenti asilo;
RITENUTO che, dal punto di vista numerico, la partecipazione dei Comuni della Regione al programma di accoglienza diffusa vada valutata in modo non negativo, considerato che la media di partecipazione dei Comuni italiani ai programmi di accoglienza dei richiedenti asilo si attesta intorno al 32% circa mentre nella nostra Regione tale media si alza al 42% circa; ma, nonostante ciò, ritenuta tale partecipazione ancora insufficiente vista la necessità di alleggerire la pressione che grava sulle città di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste e anche tenuto conto della recente decisione del Tavolo di coordinamento nazionale sull’immigrazione di dare avvio, sulla scorta dell’intesa raggiunta tra l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e il Ministero dell'Interno, al Piano nazionale di riparto dei migranti, che punta a una distribuzione equilibrata dei richiedenti asilo sul territorio nazionale rispetto alla popolazione residente, che dovrà portare anche i Comuni che a oggi non ospitano a garantire almeno 2,5 posti di accoglienza ogni 1.000 residenti;
CONSIDERATO che, come sopra ricordato, rispetto al resto d’Italia, c’è una più forte propensione da parte dei Comuni della nostra Regione a partecipare ai programmi di accoglienza diffusa ed è 2 dunque necessario insistere nel tentativo di allargare tale partecipazione su base volontaria, scongiurando in ogni modo interventi diretti delle Prefetture; 
RITENUTO che il suddetto obiettivo possa essere raggiunto moltiplicando gli sforzi di tutti i livelli di governo della Repubblica, in particolare dello Stato, affinché vengano superate una serie di criticità connesse alla gestione dei richiedenti asilo che costituiscono un oggettivo freno all’accoglienza diffusa anche in una Regione come la nostra che si è mostrata comunque più propensa ad accogliere; criticità che si riassumono in:
• inadeguatezza ed eccessiva lentezza della procedura di riconoscimento dello status da assegnare ai richiedenti asilo;
• numero costantemente eccessivo di richiedenti asilo sul territorio regionale rispetto alla ripartizione su base regionale, definita in sede di Conferenza Unificata nel luglio del 2014, secondo cui spetterebbe alla nostra Regione il 2,19%, mentre, secondo i dati diffusi dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, al 31/12/16 la presenza di richiedenti asilo sul territorio regionale si attesta al 2,74%;
• poca o nulla efficacia delle operazioni di rimpatrio degli irregolari che proprio in considerazione del loro status sono soggetti maggiormente esposti ad essere attratti nel circuito della criminalità; operazioni di rimpatrio che in ogni caso dovranno superare definitivamente la fallimentare esperienza dei Centri di identificazione ed espulsione così come previsti dall’attuale normativa;
• poca o nulla efficacia del programma di ricollocazione delle persone bisognose di protezione internazionale definito in sede europea a beneficio dell’Italia e della Grecia che, per ragioni geografiche, sono i paesi membri maggiormente soggetti alla pressione di un fenomeno migratorio di proporzioni crescenti;
CONSIDERATO peraltro che il problema epocale dell’arrivo e gestione dei migranti è complesso e multifattoriale e richiede pertanto, per una risposta adeguata, una serie di interventi che sappiano rispondere alla complessità della questione e ai diversi elementi in campo. In particolare:
• è necessario in primo luogo ampliare la rete di accordi con i Paesi di provenienza, altrimenti ogni possibilità di rimpatrio degli irregolari viene vanificata fin dall’origine;
• è necessario aumentare o rafforzare le commissioni territoriali che prendono in esame le richieste di asilo; i tempi di attesa potrebbero così essere fortemente ridotti a beneficio anche economico della comunità che vede ridursi i tempi dell’accoglienza; 
• è necessario il ripristino dell'immigrazione regolare e dei relativi flussi attraverso il permesso di soggiorno;
• è necessario instaurare una nuova stagione di cooperazione con i Paesi da cui provengono i migranti al fine di sradicare le motivazioni che li spingono a venire da noi;
Tutto ciò premesso;
impegna la Giunta regionale
1) ad accompagnare, con tutti gli strumenti di cui dispone, il rinnovato sforzo del governo nazionale teso da un lato a far emergere con rapidità, tra i migranti, coloro i quali abbiano diritto al riconoscimento di una forma di protezione internazionale, dall’altro a rendere efficaci le operazioni di rimpatrio degli irregolari; un tanto al fine di favorire l’adesione volontaria di tutti i Comuni della nostra Regione ai processi di accoglienza diffusa dei richiedenti asilo e di integrazione di tutti coloro cui verrà concessa la protezione internazionale;
2) a ottenere dal Governo la garanzia della progressiva riduzione dei richiedenti asilo nel territorio regionale fino alla quota spettante alla nostra Regione sulla base degli accordi raggiunti in sede di Conferenza unificata tempo per tempo vigenti;
3) a sostenere gli Enti locali nei processi di accoglienza e integrazione dei richiedenti asilo realizzati in particolare tramite lo SPAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati);
4) a evitare la riapertura del CIE di Gradisca.

Mozione n. 245:
- d’iniziativa dei consiglieri Paviotti, Edera, Gregoris, presentata il 20/01/2017;
- esaminata e approvata dall’Aula con modifiche proposte dai consiglieri Paviotti, Edera, Gregoris, Codega, Cremaschi, Boem, Da Giau, Zecchinon, Moretti, Bagatin il 01/02/2017 (seduta n. 279)
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