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COSOLINI: Grave danno al sistema dell’associazionismo e del volontariato e ai diritti dei cittadini

pubblicato il 14 marzo 2019

Mozione
 
Oggetto: <<Grave danno al sistema dell’associazionismo e del volontariato e ai diritti dei cittadini>>
 
Proponenti: COSOLINI, BOLZONELLO, CONFICONI, DA GIAU, GABROVEC, IACOP, MARSILIO, MORETTI, RUSSO, SANTORO, SHAURLI

 
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,
TENUTO CONTO che nella precedente legge sul finanziamento dei partiti, approvata nel 2014, l’articolo 5 comma 4, con il fine di porre un limite all’utilizzo improprio di fondazioni e associazioni da parte dei partiti, recita: “Alle fondazioni e alle associazioni la composizione dei cui organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici, nonché alle fondazioni e alle associazioni che eroghino somme a titolo di liberalità o contribuiscano al finanziamento di iniziative o servizi a titolo gratuito in favore di partiti, movimenti politici o loro articolazioni interne o di parlamentari o consiglieri regionali, in misura superiore al 10 per cento dei propri proventi di esercizio dell’anno precedente, si applicano le prescrizioni di cui al comma 1 del presente articolo, relative alla trasparenza e alla pubblicità degli statuti e dei bilanci”;
CONSIDERATO che con la legge 3/2019, “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici”, cosiddetta “Spazzacorrotti”, si è modificato profondamente il quadro normativo, e l’articolo sopracitato viene così trascritto: “Ai sensi e per gli effetti del presente articolo, sono equiparate ai partiti e ai movimenti politici le fondazioni, le associazioni e i comitati la composizione dei cui organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici ovvero i cui organi direttivi siano composti in tutto o in parte da membri di organi di partiti o movimenti politici, ovvero persone che siano o sono state, nei dieci anni precedenti, membri del Parlamento nazionale o europeo o di assemblee elettive regionali o locali ovvero che ricoprano o abbiano ricoperto, nei dieci anni precedenti, incarichi di governo al livello nazionale, regionale o locale ovvero incarichi istituzionali per esservi state elette o nominate in virtù della loro appartenenza a partiti o movimenti politici, nonché le fondazioni e le associazioni che eroghino somme a titolo di liberalità o contribuiscano in misura pari o superiore a euro 5.000 l’anno al finanziamento di iniziative o servizi a titolo gratuito in favore di partiti, movimenti politici o loro articolazioni interne, di membri di organi o movimenti politici o di persone che ricoprono incarichi istituzionali”;
PRESO ATTO che suddetta modifica, con l’equiparazione ai partiti, pare determinare l’obbligo di adempiere integralmente alla normativa sul finanziamento dei partiti, la quale prevede, in caso di inadempienze, non solo provvedimenti di carattere amministrativo, ma anche penali;
ATTESO che la platea dei soggetti viene ulteriormente estesa ai comitati;
RILEVATO che tale modifica investe di fatto tutti quegli enti, tra cui associazioni culturali, sportive, di volontariato che abbiano nei propri organi direttivi persone che abbiano o abbiano avuto nei dieci anni precedenti un qualsiasi coinvolgimento con la politica o con la pubblica amministrazione, dal livello parlamentare a quello comunale, fino all’essere consigliere comunale di un piccolo Comune;
TENUTO CONTO che tali enti, con l’entrata in vigore della modifica normativa, vengono equiparati ai partiti con i conseguenti obblighi, del tutto impropri e sproporzionati rispetto all’attività svolta da tali associazioni, comitati o fondazioni e ciò per la semplice presenza in un consiglio direttivo di una persona che nei dieci anni precedenti sia stato un consigliere comunale;
PRESO ATTO che il riferimento a persone che son state nominate in virtù della loro appartenenza a partiti politici aprirebbe anche ad un vulnus interpretativo;
PRESO ATTO ancora dell’incredibile confusione interpretativa ed organizzativa in cui rischiano di trovarsi da subito per effetto di questa normativa decine e decine di associazioni operanti modo encomiabile nel territorio della nostra Regione;
CONSIDERATO che tale normativa più che a combattere la corruzione nella vita pubblica pare con questa disposizione colpire la libera vita associativa nella nostra Comunità e generalizzare un clima di sospetto e di esclusione generalmente rivolto verso chiunque abbia svolto, svolga o intenda svolgere un mandato istituzionale a qualsiasi livello con ciò punendo l’esercizio di diritti garantiti dalla nostra Costituzione;
Impegna il Presidente e la Giunta regionale
Ad un intervento nei confronti del Governo e dei Parlamentari eletti in FVG per evidenziare una situazione assurda che potrebbe avere effetti estremamente negativi per il sistema associativo e del volontariato di tutto il Paese, ed etichettare, come potenziali corruttori, moltissimi cittadini italiani che prestano la propria opera per il bene comune, e per chiedere quindi un intervento per una ragionevole modifica della normativa.
 
Trieste, 14 marzo 2019