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Museo della Resistenza del FVG a Palmanova

pubblicato il 10 dicembre 2013

ORDINE DEL GIORNO
 
PRESENTATORI: SHAURLI, 
 
Oggetto: Realizzazione del Museo della Resistenza del Friuli Venezia Giulia nella caserma Piave di Palmanova.
 
Il Consiglio Regionale, in occasione dell’esame ed approvazione del DDL n. 25
Premesso che
all'interno della Caserma "Piave" di Palmanova, di proprietà dell’omonimo  Comune, dal settembre 1944 ai primi giorni dell'aprile 1945 fu operativo nel territorio del Friuli-Venezia Giulia, uno dei più importanti centri di repressione antipartigiana, istituito con lo scopo di debellare l'attività della  Resistenza  della Bassa friulana;
tale centro di repressione, insieme ad altri dislocati per  aree di competenza regionale, come quello di Udine,  per il Friuli occidentale, e di Tolmezzo, per l'Alto Friuli, rientrava nell'ambito delle azioni di controllo realizzate nella macro area amministrativa denominata  Adriatisches Kustenland (Zona di Operazioni Litorale Adriatico- comprendente il Friuli insieme alle province di Fiume, Pota  e  Lubiana), direttamente controllata dal Supremo Commissariato tedesco sostenuto dai reparti  della Repubblica di Salò e dai reparti collaborazionisti della Milizia Difesa territoriale tedesca;
in tale luogo, noto come "Comando di repressione", sono state perpetrate azioni di tortura ed esecuzioni sommarie di prigionieri politici, documentate dagli atti processuali della Corte d'Assise Straordinaria di Udine nel 1946 e dalla Corte Suprema di Cassazione nel 47 nei confronti degli aguzzini della Caserma Piave di Palmanova, tutti italiani;
dai risultati delle ricerche sinora svolte dall'Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione emerge che in otto mesi di attività della Caserma Piave le vittime di cui si conosce l'identità  ammontano a 465 tra uomini e donne, oltre ai numerosi resti di corpi umani ritrovati dalle forze alleate inglesi nei pozzi neri della caserma Piave e interrati  all'esterno della città (delle vittime 231 sono attribuite alla banda Borsatti e 234 alla banda Ruggiero, figure di spicco nella cruenta operatività della caserma e oltre  a questi numeri si stimano altre 700  persone imprigionate e torturate per un totale di oltre il migliaio);
sempre dalle testimonianze depositate agli atti processuali e dai testimoni diretti di quell'esperienza si apprendono nel dettaglio alcune delle raccapriccianti ed atroci sevizie perpetrate ai danni dei prigionieri;
nella stessa caserma trovò la morte dopo atroci torture Silvio Marcuzzi, nome di battaglia "Montes", fondatore e guida dall'autunno del 1943 dell’"Intendenza Montes", una complessa e fondamentale organizzazione della  Bassa Friulana impegnata nelle azioni volte  a garantire i necessari rifornimenti ai partigiani combattenti in montagna;
presso la caserma sono  tuttora  presenti 4 delle 10 celle destinante alla prigionia degli arrestati dove sono ancora  visibili sulle pareti alcuni graffiti, testimonianza del  vissuto di quei momenti;
il Comune  di Palmanova intende  predisporre un progetto  per  la riqualificazione  degli  spazi interni ed esterni della  Caserma Piave dove era dislocato il "Comando  di repressione"  con l'obiettivo di realizzare spazi didattico-espositivi denominati Museo della Resistenza del Friuli Venezia Giulia;
nello stesso immobile è possibile  anche la realizzazione di un  archivio  storico dedicato a raccogliere  la  ricca  documentazione sui fatti che sconvolsero il nostro territorio durante  il secondo conflitto, consentendo  al pubblico  e in particolare alle giovani generazioni di poter approfondire gli avvenimenti di quel periodo;
 
considerato che
le precedenti Amministrazioni comunali hanno progettato e realizzato interventi di manutenzione della parte della caserma dedicata,  allo scopo di preservare l'immobile, investendo nell'anno 2006 e tra il 2010 e 2011 opere edili e di sistemazione interna di edilizia per un valore di circa 210.000 euro;
per ampliare la fruizione da parte del pubblico e allestire lo spazio didattico-espositivo e archivistico sono necessari ulteriori interventi, che comprendono spazi interni e la parte antistante le celle, con l'eventuale allestimento anche di un'aula didattica multimediale;
il Comune di Palmanova, al fine anche di evitare che nonostante gli interventi già realizzati gli spazi vadano in deperimento, intende sostenere il progetto per la riqualificazione del sito della Caserma Piave, come  sopra esposto, attraverso la messa a disposizione di risorse proprie e richiedendo ulteriori sostegni finanziari alla Regione Friuli  Venezia Giulia  e alla Provincia di Udine e ad altre possibili entità interessate;
esiste un progetto di massima, sul quale l'Amministrazione comunale  di Palmanova intende coinvolgere  per  una  più  ampia condivisione il Consiglio comunale, i responsabili dell’ANPI a livello di Bassa Friulana, Provinciale e Regionale, l'Istituto  Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e tutti i  possibili soggetti ed entità che possano dare un contributo costruttivo per formulare  e realizzare una proposta progettuale degna dell'alto  significato  storico e morale che si intende dare a questa importante opera;
 
ritenendo che
la memoria storica delle vicende relative alla Storia della Resistenza del nostro territorio e della Regione debba essere mantenuta viva e fissata nella conoscenza collettiva  attraverso la valorizzazione dei luoghi delle atroci vicende, espressione della barbaria umana che non conosce né confini né nazionalità;
i luoghi di detenzione e tortura  della caserma Piave costituiscono l'unico  luogo in Regione, dopo la Risiera di San Sabba, dove sono ancora vive le testimonianze materiali  di tali vicende storiche e dove è  possibile,  con  un  adeguato intervento,  destinare  gli  stessi luoghi  a museo  della memoria;
la realizzazione presso la Caserma Piave di un Museo della  Resistenza costituisca un efficace simbolo  e monito contro  ogni forma  di  persecuzione e di giustizia  sommaria e/o  arbitraria, offrendo una chiave di lettura  imprescindibile degli avvenimenti storici di quel periodo;
è  di  fondamentale  importanza   ribadire  attraverso  un'istituzione  storico-culturale,  quale  un museo della Resistenza, che i principi  democratici non sono valori assodati ma un patrimonio elaborato e acquisito dopo un lungo, tragico ed oscuro periodo della storia del nostro Paese e della nostra Regione;
tale spazio espositivo rappresenta un luogo della memoria di particolare interesse e costituisce uno strumento di grande efficacia didattico-culturale, in particolare per le scuole, anche pensato in un sistema museale allargato alle realtà di Visco e Gonars;
nel panorama degli spazi museali attualmente presenti nella Regione Friuli Venezia Giulia un’area espositiva di grande interesse dedicata alla Resistenza amplierebbe le risorse storico-culturali del territorio, anche pensate in collegamento con il Museo civico storico ed il Museo storico militare della città; a ciò va anche considerata la posizione baricentrica della Città stellata che insiste su un’area vasta ad alta attrattiva culturale con Villa Manin, Palmanova stessa, Aquileia, Grado e Cividale;
 
tutto ciò premesso
 
impegna la Giunta Regionale a mettere in atto le azioni necessarie per realizzare un Museo della Resistenza del Friuli Venezia Giulia presso la Caserma Piave di Palmanova destinando le risorse necessarie in occasione della legge di assestamento di bilancio, allo scopo di preservare un luogo simbolo degli efferati avvenimenti del secondo conflitto mondiale, con l’intento di creare uno spazio espositivo e di archivio documentale al fine di promuovere, affermare e tramandare i valori della pace e della democrazia.