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DA GIAU: Per una rapida scarcerazione di Patrick Zaki nel rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

pubblicato il 09 dicembre 2020

Mozione
  
Oggetto: Per una rapida scarcerazione di Patrick Zaki nel rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani 
 
 
Proponenti: Da Giau, Bolzonello, Cosolini, Iacop, Marsilio, Moretti, Santoro, Shaurli, Gabrovec, Honsell
 
 
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,
Considerato che il 10 dicembre 1948 l’Organizzazione delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, carta che da allora sancisce per ciascun individuo, tra gli altri:
  • Il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza (art. 3)
  • Il diritto di non essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti (art. 5)
  • Il diritto all’uguaglianza dinanzi alla legge e, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge (art.7)
  • Il diritto a non essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato (art. 9)
  • Il diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta (art. 10)
  • Il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione (art. 18)
  • Il diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere (Art 19).
e infine all’art. 30 stabilisce che nulla nella Dichiarazione stessa può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati;
Ricordato che Patrick Zaki, attivista e ricercatore egiziano, studente di un master presso l’università degli Studi di Bologna, è stato arrestato, ignaro del mandato emesso nei suoi confronti, il 7 febbraio 2020 al suo arrivo all’aeroporto de Il Cairo, e da allora si trova in regime di detenzione preventiva fino a data da destinarsi, accusato di diffondere notizie false attraverso i suoi canali social, attentare alla sicurezza nazionale e di istigare al rovesciamento del governo e della Costituzione del Paese nordafricano, rischiando fino a 25 anni di carcere;
Ricordato altresì che Patrick Zaki dopo l’arresto risulta aver subito violenti interrogatori, ha potuto vedere i propri avvocati solo nel corso della seconda delle due prime udienza svoltesi a luglio e i propri famigliari solo a fine agosto accertando così che gli stessi avevano ricevuto solo due delle almeno 20 lettere che aveva scritto e inviato;
Considerati i report di osservatori internazionali che riferiscono delle violazioni dei diritti umani perpetrate dalla l’Agenzia per la sicurezza nazionale (NSA) egiziana, con rapimenti, torture e sparizioni forzate nel tentativo di incutere paura agli oppositori e tacitare il dissenso pacifico, nonché degli abusi della Procura suprema riguardo i poteri speciali affidatile dalla legislazione egiziana che consente la detenzione preventiva di una persona sospettata di aver commesso un reato per un massimo di 150 giorni, mentre la detenzione preventiva risulta durarne in media 345 e, in un caso, si è estesa per 1263 giorni, al termine dei quali è avvenuto il rilascio senza rinvio a processo;
Considerate altresì le riferite inumane e insalubri abituali condizioni di vita delle carceri egiziane, per Zaki così come per altre decine di migliaia di detenuti egiziani, condizioni che oggi sono ulteriormente aggravate dai rischi legati all’emergenza pandemica da COVID19;
Noto che a metà novembre scorso sono stati arrestati con accusa di terrorismo e di discredito del proprio paese anche Karim Ennarah e Gasser Abdel Raze, i dirigenti dell’associazione EIPR (Egyptian iniziative for personal rights) che si occupa della difesa legale di Patrick Zaki, fortunatamente rilasciati lo scorso 3 dicembre;
Appreso che il giudice della terza sezione antiterrorismo del tribunale del Cairo, dopo la proroga di ulteriori 45 giorni della carcerazione preventiva deliberata nell’udienza del 22 novembre, al termine dell’anticipata udienza del 7 dicembre 2020, ha deciso l’ennesimo prolungamento di 45 giorni della custodia cautelare;
Ricordando il rapimento, la tortura e l’omicidio del nostro corregionale Giulio Regeni, per far luce sui quali la Procura de Il Cairo rifiuta la collaborazione con la procura di Roma e depista le indagini;
Ritenendo Patrick Zaki un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per la sua attività a favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media.
Tutto ciò premesso il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia
-       Ribadisce lo stigma e la ferma condanna verso tutti i governi, tra cui quello egiziano, che violino i diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
-       Condivide una forte preoccupazione in merito all’arresto e al protrarsi ormai da 10 mesi della detenzione preventiva di Patrick Zaki nonché per l’ennesima ulteriore reiterazione di tale provvedimento;
-       Esprime piena solidarietà al ricercatore, alla sua famiglia e a quanti stanno operando per la sua scarcerazione e per un giusto processo;
-       Appoggia le iniziative da parte di cittadini singoli o associati, istituzioni e amministrazioni pubbliche che tengano alta l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani perpetrate in Egitto e sulla vicenda di Patrick Zaki;
-       Impegna il Presidente e la Giunta a sollecitare il Governo affinché ponga in atto ogni azione nelle sue facoltà per restituire la libertà a Patrick Zaki.
 
 
 
Presentata il 09/12/2020
Allegato: mozione su rapida scarcerazione di Patrick Zaki