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MARTINES: Relazione alle pdl in materia elettorale

pubblicato il 20 giugno 2017

RELAZIONE ALLE PROPOSTE DI LEGGE N. 040_003-016-155 – A

Egregio Presidente, gentili Consigliere, egregi Consiglieri.
la materia elettorale costituisce il principale ambito nel quale l’azione delle forze politiche deve tendere al raggiungimento dalla più ampia condivisione possibile, essendo l’ambito della definizione delle regole della competizione democratica ovvero del metodo attraverso il quale la volontà popolare si traduce in rappresentanza nelle Istituzioni e, quindi, in esercizio della Democrazia.
Infatti “l’unico modo di intendersi quando si parla di democrazia, in quanto contrapposta a tutte le forme di governo autocratico, è di considerarla caratterizzata da un insieme di regole, primarie o fondamentali, che stabiliscono chi è autorizzato a prendere le decisioni collettive e con quali procedure” (N. BOBBIO, “Quale futuro per la democrazia”, Einaudi, 2005, pag. 4).
Tale fondamentale rilevanza è rappresentata anche dalla previsione contenuta nel nostro Statuto di autonomia (art. 12) che impone per la legge elettorale regionale un procedimento legislativo rafforzato (cd legge regionale statutaria), che si caratterizza per le maggioranze richieste per la sua approvazione (maggioranza assolta o due terzi dei componenti il Consiglio regionale) e per la possibilità di richiedere un referendum confermativo entro tre mesi dalla pubblicazione e che, pertanto, costituisce condizione sospensiva dell’entrata in vigore della legge stessa.
L’importanza delle regole elettorali è, inoltre, resa più palese dalla stagione politica che stiamo attraversando, caratterizzata da una crescente disaffezione o apatia dei cittadini rispetto al momento fondamentale delle elezioni, fenomeno che si materializza in un ampio, crescente e preoccupante astensionismo.
Nell’evidenziare ciò sono ovviamente consapevole che per frenare tale tendenza non è sufficiente disporre di un efficace meccanismo elettorale (come dimostra proprio la nostra attuale legislazione elettorale che ha garantito, dal 2008 ad oggi, un ragionevole equilibrio tra governabilità e rappresentatività), quanto un recupero di autorevolezza e di credibilità da parte della classe dirigente politica, principale presupposto per una diffusa partecipazione dei cittadini-elettori.
Nella corrente Legislatura la materia elettorale è stata oggetto di quattro proposte di legge, depositate, salvo l’ultima, tutte all’inizio della stessa. Specificamente si tratta della pdl n. 3 (PD), pdl n. 16 (M5S), pdl n. 40 (Cittadini) e pdl n. 155 (Lega nord).
Per quanto depositate da molto tempo, le proposte di legge in questione sono state calendarizzate in commissione solo questa primavera per una serie di oggettivi motivi, rappresentati principalmente, da un lato, dal lungo periodo di tempo che i lavori consiliari hanno dedicato all’insieme delle legge di riforma del sistema della autonomie locali della nostra regione e, dall’altro lato, dall’opportunità di attendere l’esito dell’iter della Riforma costituzionale proposta dal Governo Renzi, la quale non ha superato il vaglio del referendum confermativo del 4 dicembre 2016, ma la cui approvazione avrebbe, viceversa, determinato la necessità di procedere a definire a livello di legge regionale statutaria quantomeno le modalità di elezione dei senatori-consiglieri regionali.
Prima dell’avvio dell’istruttoria in commissione, vista l’importanza dell’argomento e con la volontà di impostare una seria discussione su di esso, insieme al Capogruppo Moretti abbiamo informalmente svolto una serie di incontri con singoli rappresentanti delle forze politiche presenti in Consiglio, al fine di conoscere, almeno ad un livello di impostazione generale, gli orientamenti emergenti sul tema.
Anche sulla base delle risultanze di tali consultazioni, in data 20 aprile 2017 la V Commissione permanente ha provveduto a scegliere, tra quelli depositati, quale testo base per la sua attività istruttoria la pdl n. 40 (Cittadini) e ha istituito un apposito Comito ristretto - composto dal sottoscritto e dai consiglieri Bianchi, Ciriani, Colautti, Gabrovec, Lauri, Moretti, Paviotti, Riccardi, Tondo, Violino, Zilli - con la finalità di verificare, in una sede pubblica maggiormente informale rispetto alla commissione, la sussistenza delle condizioni di un ampio accordo tra le forze politiche rappresentate in Consiglio.
Successivamente, il Comitato ristretto si è riunito il 10 maggio u.s. per una prima generale discussione sul “perimetro” di una possibile modifica alla normativa elettorale: se affrontare una sua sistematica revisione o se intervenire su specifici e limitati aspetti di essa. All’esito di tale discussione il Comitato ha condiviso di escludere la fattibilità di una vera ed organica riforma della legge elettorale regionale e, quindi, ha individuato quale obiettivo del suo lavoro il verificare la possibilità di un accordo solamente sui tre temi contenuti nel testo base scelto: l’introduzione della doppia preferenza di genere; l’eliminazione o meno dell’ineleggibilità dei Sindaci dei Comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti; la riduzione a due del numero dei mandati consecutivi per i Consiglieri regionali.
Il 24 maggio u.s. in sede di Comitato ristretto, il Capogruppo del Pd, Diego Moretti, ha, pertanto, formulato una serie di proposte su tali tre profili, limitando definitivamente ad essi la disponibilità della maggioranza consiliare alle possibili modifiche alla legge elettorale regionale.
Per consentire alle altre forze politiche di valutare le proposte avanzate dal gruppo del Pd, il Comitato ristretto è stato aggiornato ad una successiva seduta, tenutasi il 30 maggio, nella quale si è preso atto dell’impossibilità di un ampio e condiviso accordo politico, dal momento che le forze di opposizioni non si sono pronunciate sul merito delle proposte avanzate, evidenziando la necessità di avere garanzie su questioni pregiudiziali, quali la durata della Legislatura regionale, o richiedendo di valutare interventi anche su aspetti non oggetto della proposta del Pd.
Conseguentemente, il Comitato ristretto ha constatato di aver esaurito senza il raggiungimento di un accordo trasversale il mandato conferitogli e ha stabilito di riportare la discussione in Commissione.
Nelle mattinate del 7 e 8 giugno, la V Commissione permanente si è, quindi, riunita per procedere all’esame del testo base, pdl n. 40, nel corso del quale, mentre le opposizioni si sono riservate di presentare proprie proposte emendative nel corso della discussione in Aula, la maggioranza consiliare ha presentato e votato degli emendamenti condivisi in tema di:
a) introduzione della doppia preferenza di genere e, per consentirne l’esercizio facoltativo uniformemente in tutto il territorio regionale, previsione di una disciplina derogatoria per la circoscrizione elettorale di Tolmezzo;
b) previsione dell’ineleggibilità per i Sindaci dei Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti e spostamento del termine per la rimozione della causa ostativa al momento della presentazione della candidature.
Come noto, la maggioranza consiliare non ha, invece, trovato in sede di commissione un punto di mediazione in relazione al tema del limite al numero dei mandati consecutivi dei consiglieri regionali, rinviando alla presente sessione d’Aula la definizione di un’unitaria e condivisa posizione sull’argomento.
Il testo base è stato, quindi, approvato in V Commissione con il voto favorevole dell’intera maggioranza e con l’astensione delle opposizioni, che in tal modo hanno inteso manifestare la loro volontà di proseguire nella ricerca di un’intesa ampia e condivisa.
In conclusione, richiamando quanto ho voluto evidenziare all’inizio della presente relazione circa il valore delle regole elettorali per il corretto e sano funzionamento della democrazia rappresentativa, formulo l’auspicio che i lavori dell’Assemblea portino alla formulazione di un testo di legge che trovi l’approvazione più ampia possibile da parte delle forze politiche consiliari.

MARTINES
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