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MORETTI: odg per sollecitare una norma per ampliare la possibilitÓ di raccolta firme

pubblicato il 23 gennaio 2018

Ordine del giorno n. 02 collegato al TESTO UNIFICATO DEI PROGETTI DI LEGGE PROPOSTO DALLA COMMISSIONE "Modifiche alla legge ragionale 7 marzo 2003, n. 5 “Articolo 12 dello Statuto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Norme relative alla richiesta, indizione e svolgimento dei referendum abrogativo, propositivo e consultivo e all’iniziativa popolare delle leggi regionali”

Presentatore: MORETTI

Oggetto: "Introduzione di una previsione normativa che estenda la possibilità di autenticare le sottoscrizioni ai cittadini a ciò delegati/incaricati"

Il Consiglio regionale,
CONSIDERATO che l’autenticazione va effettuata da un pubblico ufficiale;
RILEVATO che la disciplina legislativa dell’autenticazione è puntualmente contenuta nel d.P.R. 445/2000, che non ha modificato quanto era già previsto nella legge 15/1968 e, pertanto, i requisiti dell’autenticazione sono i seguenti: “il pubblico ufficiale, che autentica, attesta che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell’identità del dichiarante, indicando le modalità di identificazione, la data ed il luogo di autenticazione, il proprio nome, cognome e la qualifica rivestita, nonché apponendo la propria firma e il timbro dell’ufficio.”;
CONSIDERATO che l’insieme dei requisiti sopra elencati consente all’autenticazione di fare prova sino a querela di falso e che tale atto ha un’efficacia del tutto peculiare, nota come “certezza legale privilegiata” (art. 2700 Codice civile) relativamente al solo aspetto dell’apposizione della firma innanzi al pubblico ufficiale;
RILEVATO che sotto il profilo dell’efficacia dell’autenticazione, l’istituto giuridico parrebbe correttamente riconducibile alla materia “ordinamento civile” che, ai sensi dell’art. 117 Costituzione, è di competenza esclusiva dello Stato;
RILEVATO che la Regione è, comunque, già intervenuta in materia di autenticazione con legge regionale (art 23, comma 7, della legge regionale 17/2007, articolo 5 della legge regionale 28/2007, art. 6 della legge regionale 19/2013), tuttavia senza alcun carattere innovativo e ricalcando sostanzialmente le disposizioni legislative statali;
CONSIDERATO che né l’ordinamento statale né quello delle altre regioni prevedono, in materia elettorale e referendaria, la possibilità di autenticare per i semplici cittadini e che, anzi, diverse leggi regionali in materia di referendum risultano particolarmente restrittive, attribuendo la potestà certificatoria solo ad un numero circoscritto di pubblici ufficiali (notaio, cancelliere, sindaco, segretario comunale);
RILEVATO, quindi, che il tema di una previsione normativa che estenda la possibilità di autenticare le sottoscrizioni ai semplici cittadini dovrebbe disporre, quanto meno, che il cittadino venga ad essere incaricato temporaneamente di svolgere le funzioni di pubblico ufficiale e che ciò pone il tema di riuscire ad identificare con esattezza l’eventuale cittadino munito di un tale potere certificatorio, in quanto lo stesso non riveste un ufficio facilmente individuabile (come oggi invece succede per i soggetti cha autenticano che sono chiaramente dei pubblici ufficiali in quanto ricoprono o un ufficio o una carica politica ben determinata);
RITENUTO che, sebbene astrattamente anche il semplice cittadino possa svolgere temporaneamente le funzioni di pubblico ufficiale, purché una norma di legge gliele attribuisca, appare dubbio che una tale norma possa essere contenuta anche in una legge di rango regionale, per quanto esercizio di potestà legislativa primaria.

Tutto ciò premesso, impegna

il Presidente del Consiglio e la Presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo e il Parlamento nazionali affinché, nell’esercizio della potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di “ordinamento civile”, venga introdotta una previsione normativa che estenda la possibilità di autenticare le sottoscrizioni ai cittadini a ciò delegati/incaricati.
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