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COSOLINI: Relazione di minoranza al Disegno di Legge regionale n. 79

pubblicato il 27 gennaio 2020

Relazione di minoranza al Disegno di Legge regionale n. 79 SEMPLIFICA FVG 2020
 
 Egregio Presidente, Gentili Colleghe e Colleghi,

il Disegno di Legge proposto, composto da soli otto articoli, potrebbe essere definito sommariamente una semplice legge cornice, piuttosto vuota di contenuti, molto utile per pubblicizzare una presunta azione modernizzatrice della giunta regionale, ma priva di ricaduta pratica immediata.
Rispetto al DdL 66, presentato a metà ottobre 2019 e ritirato solo qualche giorno fa, che conteneva molti provvedimenti su diversi settori, reinseriti poi in parte nella manovra di bilancio 2020, questa nuova versione molto “semplificata” del DdL è completamente svuotata di provvedimenti concreti e mantiene solo l’obiettivo di introdurre un nuovo organo preposto a guidare i processi di semplificazione all’interno dell’ordinamento legislativo regionale, di promuovere nuove modalità operative di semplificazione e omogeneizzazione di procedure amministrative, e di implementare le banche dati regionali.
Sarebbe importante capire innanzitutto che fine faranno le proposte di modifica contenute nel vecchio DdL 66 e ora accantonate, visto che si trattava di argomenti molto impattanti su argomenti rilevanti come ad esempio la tanto annunciata soppressione dell’ERPAC e il conseguente riaccentramento delle relative funzioni presso la direzione regionale competente.
L’Assessore ha in qualche misura dovuto ammettere in sede di illustrazione del provvedimento in prima commissione che la montagna ha partorito il topolino.... In sostanza tutti i provvedimenti di modifica legislativa non inseriti nella manovra di bilancio sono stati accantonati per futuri interventi legislativi. Chissà se finiranno in una legge di manutenzione o di semplificazione…
La finalità in sé potrebbe anche essere considerata positivamente, se non fosse che dover legiferare per istituire il “Comitato permanente alla semplificazione” e per dare un incarico al Direttore generale di produrre modelli standardizzati da utilizzare nei procedimenti amministrativi con soggetti pubblici o privati e nelle procedure di concessione di contributi e incentivi, nonché per realizzare delle banche dati tramite un “Portale unico FVG”, appare francamente ridondante ed eccessivo.
Riteniamo che per dare indirizzi di questo tipo ai direttori regionali sarebbe stato sufficiente una semplice delibera di Giunta aggiornando, se ritenuto utile, il regolamento di organizzazione e le funzioni ivi stabilite. Ma siamo altrettanto consapevoli che una delibera non ha lo stesso valore di una legge dal punto di vista del riscontro mediatico.
Il regolamento regionale di organizzazione prevede già delle modalità per istituire comitati interni, gruppi di lavoro e altri strumenti operativi per coordinare l’attività amministrativa e migliorarne l’efficacia, senza dover per forza ricorrere all’approvazione di una legge che finirà con l’ingessare i processi amministrativi che dovrebbero invece avere l’obiettivo di semplificare i passaggi burocratici e gli strumenti utilizzati, e che quindi dovrebbero essere agili e flessibili.
Di esempi nel passato anche recente ce ne sono e sarebbe sufficiente prenderne spunto per rendere un buon servizio alla comunità regionale.
Si ricorda che il Regolamento di organizzazione in vigore prevede già il “Comitato di direzione” (art. 36 bis) con composizione quasi identica al costituendo “Comitato per la semplificazione” e con compiti già definiti che risulterebbero sovrapposti a quelli previsti per quest’ultimo.
Pertanto, sarebbe sufficiente specificare meglio i compiti del “Comitato di direzione” e aggiornare caso mai le fattispecie di intervento e le materie su cui agire.
Inoltre, la giunta regionale può sempre agire in modo programmatorio tramite il Piano strategico regionale e fissare obiettivi specifici con il Piano Operativo. Insomma gli strumenti già operativi non mancano, peraltro più flessibili e celeri.
Ma evidentemente si preferisce la visibilità del processo legislativo con iter in Consiglio regionale all’effettiva operatività di una vera azione semplificatrice di processi e strumenti.
Se davvero l’esigenza di “semplificazione del corpus normativo regionale, in modo imminente per importanti settori economici e sociali della Regione FVG, risulta non più rinviabile” ci si aspetterebbe proposte concrete in tal senso e non solo appunto norme di tipo programmatorio o semplici modifiche legislative dipendenti dalla volontà della giunta regionale del momento.
Per esempio, non definirei semplificatrice la proposta di soppressione dell’ERPAC che era contenuta nel vecchio DdL 66 … semplicemente questa giunta regionale ha una diversa idea su come governare quel tema. Forse alla giunta Fedriga non piace il termine “omnibus” o “legge di manutenzione” … o forse finora ne hanno fatte già fin troppe.
Inoltre, prevedere una legge di semplificazione annuale è una forzatura dal puro significato propagandistico. Probabilmente prevedere invece una legge annuale di manutenzione, caso mai ci fosse la necessità di porsi l’obiettivo di una tale legge a cadenza annuale, è poco vendibile dal punto di vista comunicativo.
Vedremo alla prova dei fatti come e se verrà emanata una legge di semplificazione entro il 30 aprile di ogni anno.
Il punto vero però è un altro. Una legislazione più semplice ed efficace si persegue non tanto con comitati (spesso si dice che in Italia una Commissione non la si nega a nessuno, intendendo con ciò un modo per far percepire un'attenzione al tema in oggetto piuttosto che per affrontarlo e risolverlo effettivamente) ma con scelte di fondo che sono innanzitutto politiche e che finora sembrano mancare nell'orizzonte di questa giunta e di questa maggioranza:
-           accantonare normette spot, viste più volte in questo anno e mezzo, che spesso complicano i processi amministrativi e si rivelano magari inapplicabili
-           adottare il metodo dei tesi unici organici, che vedono in una legge di settore ricomprendere tutto il corpus normativo destinato a rimanere in vigore abrogando quanto più possibile le leggi precedenti e avviando perciò la semplificazione dall'obiettivo della leggibilità, della comprensione e della coerenza dei testi normativi 
-           coinvolgere rappresentanze delle componenti della società interessate e le specifiche competenze nel percorso di costruzione della norma, il che consente spesso una preventiva migliore valutazione dell'effettivo impatto.
Ma non c'è nulla di tutto questo nel modo in cui si sta affrontando il tema della semplificazione.
In conclusione riteniamo questo provvedimento inutile, se non per la giunta per fare propaganda continuando con la politica dei grandi annunci. Peccato che agli annunci finora non sono seguiti grandi risultati concreti e, perciò, temiamo che anche in questa occasione la comunità regionale rimarrà molto delusa.
 

 Roberto Cosolini