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GRUPPO PD: Presunta incompatibilità consigliere regionale

pubblicato il 01 ottobre 2020

MOZIONE
 
Oggetto: Presunta incompatibilità consigliere regionale
 
PROPONENTI: IACOP, MORETTI, MARSILIO, BOLZONELLO, SANTORO, CONFICONI, DA GIAU, COSOLINI, GABROVEC, SHAURLI, RUSSO
 
 
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,
RICORDATO che, con la mozione n. 134/2015, recante “Necessità di una revisione della disciplina in materia di conflitto d’interessi” d’iniziativa dei consiglieri Riccardi, Marini, Ziberna, Novelli e De Anna, presentata il 08/06/2015 e approvata con modifiche dal Consiglio Regionale in data 28/06/2015, il tema dei potenziali conflitti di interesse e della trasparenza nell’ufficio di consiglieri regionali è stato evidenziato e portato all’esame dell’aula ed esitato in una modifica del Regolamento interno del Consiglio e della normativa regionale di settore;
RITENUTO opportuno richiamare quanto ivi precisato, in particolare che, “anche a seguito di ciò che si legge sulla stampa in materia di conflitti d’interesse, può essere per la “politica” un’occasione unica per riconquistare la fiducia di cui c’è bisogno, consci di essere all’altezza di un compito tanto difficile” e quindi  “è necessario, seguendo alcune scelte chiare e trasparenti, attivarsi noi per primi per guarire la nostra democrazia dalla malattia che induce a respingere con rabbia ogni tentativo di porre rimedio ai problemi che si presentano anche correggendo, ove necessario come in questi casi, la disciplina del conflitto d’interesse degli eletti in Friuli Venezia Giulia, affinché l’etica, indispensabile per svolgere attività pubbliche, non venga condizionata dagli interessi privati, che vanno eliminati principalmente in via preventiva”; 
EVIDENZIATO che, ai sensi dell’art. 6 del Regolamento interno del Consiglio, “Il Presidente del Consiglio rappresenta il Consiglio e ne è l’oratore ufficiale; sovrintende all’attività dell’Assemblea e degli altri organi consiliari. Il Presidente, anche avvalendosi dell’Ufficio di Presidenza, garantisce e tutela con imparzialità le prerogative e i diritti dei consiglieri, assicurando il rispetto dei diritti dell’opposizione. Il Presidente convoca l’Assemblea, dirige e modera la discussione, mantiene l’ordine e impone l’osservanza del Regolamento, concede la facoltà di parlare, pone le questioni, stabilisce l’ordine delle votazioni, chiarisce il significato del voto e ne proclama il risultato, sovrintende e vigila sulle funzioni attribuite ai Segretari e provvede al buon andamento dei lavori del Consiglio”;
RICORDATO che le cause di incompatibilità sono volte a garantire il buon andamento e l’imparzialità dei pubblici uffici (art. 97 Cost.), nonché il libero esercizio del mandato rappresentativo (art. 67 Cost.) e quindi debbono essere rimosse dopo l’elezione a consigliere regionale;
RILEVATO che risulta agli atti del Consiglio regionale che il Presidente del Consiglio Zanin, dopo la sua elezione a consigliere regionale, ha stipulato con la società MTF Srl, integralmente partecipata da Enti Locali, di cui era Amministratore Unico un contratto con incarico di Direttore Generale, incarico mantenuto, anche dopo la sua elezione a Presidente del Consiglio;
PRESO ATTO che, con relazione del Segretario Generale del Consiglio regionale all’Ufficio di Presidenza in data 28 gennaio 2020, si evidenziava in relazione all’ufficio di Direttore Generale della società MTF, ricoperta dal Presidente del Consiglio regionale, una causa di potenziale incompatibilità prevista dal decreto legislativo 39/2013, ed in particolare dall’art. 12, comma 4, lett. a) dello stesso, secondo cui “gli incarichi dirigenziali [Omissis] negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello provinciale o comunale sono incompatibili: a) con la carica di componente della giunta o del consiglio della regione;”; 
RICORDATO che il Segretario Generale del Consiglio, anche nella sua veste di responsabile anticorruzione, aveva evidenziato l’emergere della incompatibilità dell’incarico di Direttore Generale e di consigliere regionale in capo al Presidente Zanin, cui era seguita la segnalazione all’autorità anticorruzione della società MTF, che per quanto consta era ricoperta dallo stesso Direttore Generale e attuale Presidente del Consiglio regionale, senza peraltro, per i dati allo stato consultabili, che si fosse provveduto alla contestuale dovuta segnalazione alla Procura Regionale della Corte dei Conti e all’Autorità Nazionale Anti Corruzione;
CONSIDERATO che, dalle notizie apprese dalla stampa, risulta che il Presidente del Consiglio Zanin sia stato recentemente oggetto di un provvedimento di nullità del contratto di Direttore Generale della società pubblica MTF, a suo tempo sottoscritto e mantenuto, con richiesta di retrocessione di tutti gli emolumenti ricevuti, tra il 2018 e il 2019, e restituzione dei benefit, tra cui un’auto aziendale (i cui oneri ammontano a circa 45.000,00 € per l’utilizzo negli anni 2017-2019), per un complessivo importo assai ragguardevole stimato in 280.000,00 €;
RILEVATO che non spetta certo a questo Consiglio entrare nel merito delle vicende processuali e nei rapporti di lavoro, ma sono riservate le sole valutazioni ai fini della garanzia del buon andamento e del decoro del Consiglio regionale stesso;
EVIDENZIATO che la situazione venuta a creare, per il coinvolgimento del Consiglio regionale in un contenzioso di tale rilevanza con una Società pubblica, peraltro generatosi nel periodo di carica istituzionale di particolare rilevanza, rischia di offuscare l’azione del Presidente, anche in merito a garanzia di imparzialità e rappresentanza, e di tutto il Consiglio regionale; 
SOTTOLINEATO che è necessario:
  • verificare che gli Uffici consiliari competenti abbiano provveduto ad espletare per tempo e con dovizia tutte le procedure del caso;
  • porre in essere le azioni obbligate dai regolamenti e dai dispositivi di legge regionale in materia, per assicurare il rispetto dei principi in materia di incompatibilità e trasparenza; 
RILEVATO che, in ragione del coinvolgimento personale del Presidente del Consiglio, appare opportuno completare il percorso in Giunta delle elezioni e affidare all’Ufficio di Presidenza nella sua collegialità ogni attivazione in punto. 
Tutto ciò premesso,
IMPEGNA L’UFFICIO DI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO REGIONALE
ad avviare una verifica sulla completezza e regolarità di tutte le procedure, in primis della Giunta delle elezioni, a garanzia assoluta del ruolo del Presidente del Consiglio regionale e del corretto funzionamento del medesimo organo regionale.

 
Presentata il 1 ottobre 2020
Allegato: mozione presunta incompatibilità consigliere regionale