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Migranti: Codega e Cremaschi, situazione a Gradisca non sostenibile, necessaria accoglienza diffusa

pubblicato il 25 luglio 2017

GRADISCA (25.07.17). «Il Cara e l'ex Cie di Gradisca vanno svuotati, altri sindaci si facciano carico di una parte di migranti per rendere sostenibile la situazione». A dirlo è il presidente della VI commissione, cooperazione allo sviluppo e dell'immigrazione, Franco Codega (Pd), a margine del sopralluogo fatto questa mattina al Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Gradisca d'Isonzo da alcuni componenti della VI commissione, tra i quali la consigliera del Pd, Silvana Cremaschi, per accertarsi della situazione all'interno della struttura e delle problematiche legate ai suoi ospiti. A circa un paio di anni dall'ultima visita effettuata, Codega e Cremaschi hanno rilevato l'eccessivo sovraffollamento sia del Cara, sia della struttura dell'ex Cie. «Nell'ex centro di identificazione – fa notare Codega – continuano a essere presenti nella parte esterna le gabbie metalliche, che hanno sicuramente un impatto negativo. Anche se le strutture interne sono state risistemante, continua a essere pesante il sovraffollamento: in stanze che dovrebbero ospitare 4 persone, ne sono stipate 11. Leggermente migliore la situazione del Cara dal punto di vista strutturale, ma anche qui la situazione delle presenze è la stessa». A dare la misura del fenomeno è la consigliera Cremaschi: «Prendiamo atto che già 98 Comuni in regione hanno aderito al progetto di accoglienza diffusa.
Mancano ancora all'appello gli altri 118 Comuni e basterebbe che ognuno di questi aderisse allo Sprar con un numero massimo di 10 migranti a testa per risolvere con molta tranquillità il problema, senza impatti sui vari territori».