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Cara Gradisca: Moretti (Pd), grave la poca trasparenza della Prefettura

pubblicato il 30 ottobre 2017

TRIESTE (30.10.17). «È grave il comportamento della Prefettura, il sindaco Tomasinsig bene ha fatto a denunciare questo modo di agire, che non può essere accettato come prassi di comunicazione da chi rappresenta lo Stato sul territorio». A dirlo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti dopo le dichiarazioni del sindaco di Gradisca d’Isonzo, Linda Tomasinsig sul caso di Tbc, «denunciato - strumentalmente - la settimana scorsa dall’assessore di Monfalcone, Sebastiano Callari, assieme ai sindaci della Lega, quasi fosse un problema di partito».
«Gradisca e Gorizia sono due facce della stessa medaglia – continua Moretti – quello che sta accadendo sul tema dell’immigrazione rappresenta una mancanza di gestione del problema da parte della Prefettura. L’utilizzo di Gradisca come unica valvola di sfogo, si veda anche il caso del trasferimento dei 50 richiedenti asilo da galleria Bombi al Cara, è il segnale che non si vuole trovare altre soluzioni e seguire quelle che sono chiare e dirette richieste del ministro Minniti, né sulla riduzione dei numeri del Cara e tanto meno sulla la sua chiusura».
Come Regione, continua Moretti rivolgendosi ai suoi colleghi della Giunta e del Consiglio Regionale «siamo vicini al territorio gradiscano e isontino, non possiamo però accettare che le “non scelte” sull’immigrazione da parte dell’amministrazione di Gorizia (si veda l'allarme sanitario su galleria Bombi lanciato oggi dal direttore del dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria, Cavallini), accompagnate da un atteggiamento contraddittorio della Prefettura, ricadano sui cittadini di tutto l’isontino. Ecco perché - conclude il capogruppo dem - nei giorni scorsi ho informato della situazione di Gradisca la presidente Serracchiani e l'assessore Torrenti affinché si facciano parte attiva nei confronti del ministero dell'Interno per accelerare sugli impegni presi dal ministro dell’interno qualche settimana fa a Trieste».