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Anziani: Bagatin e Zecchinon (Pd), con nuova legge su Ute e Liberetà prosegue impegno per invecchiamento attivo

pubblicato il 20 novembre 2017


TRIESTE (20.11.17). «L'invecchiamento non può essere solo una questione demografica o pensionistica, ma anche e soprattutto una questione sociale di inclusione delle fasce di popolazione degli ultra sessantacinquenni. Accanto alla legge sull'invecchiamento attivo ora continuiamo a sostenere la fascia degli ultra sessantacinquenni con un intervento che contribuisce alla diffusione delle conoscenze». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Renata Bagatin a margine dell'approvazione del disegno di legge regionale 223, relativo agli interventi a favore delle Università della Terza Età (Ute) e delle Liberetà, presentata in Aula dal relatore di maggioranza, Armando Zecchinon (Pd).
«Con questa legge – sostiene Bagatin – diamo un contributo al territorio affinché si avvii un percorso nuovo con un cambio di paradigma, per dotare enti locali e associazioni di strumenti che permettano concretamente un sostegno a mantenere attive le persone sia nel corpo, sia nella mente».
«Questa questa legge è stata sviluppata nel solco della norma sull'invecchiamento attivo» spiega Bagatin, che illustra la situazione della popolazione anziana in regione: «Il 25,5 per cento della popolazione del Fvg ha più di 65 anni, siamo la seconda regione in Italia, la quarta in Europa, con il tasso più alto di over 65. Il 2012 è stato l'anno europeo dell'invecchiamento attivo e il tema fondamentale che si poneva era quello di invecchiare in salute. Se non si governa questo passaggio alla terza età, si aumenta il rischio di malattie croniche degenerative. E per questo, come Regione, nel novembre 2014 abbiamo approvato all'unanimità la legge regionale sull'invecchiamento attivo. È stato definito un piano triennale e i relativi piani annuali. In questo caso – spiegano Bagatin e Zecchinon – la linea strategica 2 (sono in tutto sette) prevede il sostegno alla formazione». Quindi, continuano Bagatin e Zecchinon, «la grande importanza di questa legge è quella di entrare nel merito dell'attività che viene svolta dalla varie associazioni di volontariato presenti nel territorio, a favore delle persone anziane. In moltissimi Comuni della nostra regione esistono le Università della terza età e Liberetà, che registrano ovunque partecipazioni elevate. I contribuiti che vengono erogati per l'organizzazione dei corsi, per il materiale didattico, per le visite di istruzione sono il sostegno concreto a questo tipo di azioni». Altri contributi sono previsti per le spese di progettazione e partecipazione a programmi e progetti europei.
La legge, fa sapere Zecchinon, «ha istituito un'assemblea delle Ute e Liberetà per coordinare le attività didattiche e culturali e con il compito di dialogare con gli enti presenti sul territorio».
«Queste università – concludono Bagatin e Zecchinon – oltre a permettere la divulgazione delle conoscenze svolgono un ruolo aggregativo sociale e di inclusione che evitano quindi a molte persone di rimanere emarginati nella solitudine».