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Sanità: Cremaschi (Pd), servizi omogenei per ogni azienda e centri diurni per la cura di bambini e adolescenti con disturbi psichiatrici

pubblicato il 01 febbraio 2018

TRIESTE (01.02.18). «Un'unica struttura operativa in ogni azienda e centri diurni per bambini con gravi disabilità e per bambini e adolescenti con disturbi psichiatrici. Così finalmente viene data una risposta importante e necessaria per la salute mentale di una fascia di popolazione, quella dell'età evolutiva, che ha bisogno di attenzione da parte della politica, ma soprattutto di un lavoro coordinato da parte degli operatori». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Silvana Cremaschi commentando l'approvazione, in via preliminare, del Piano regionale sulla Salute mentale nell'infanzia, adolescenza ed età adulta 2018 – 2020, che passerà prossimamente al vaglio della 3ª commissione per un parere.
«Un elemento centrale del Piano è l'implementazione della rete regionale integrata per la prevenzione, l'identificazione precoce, la diagnosi, la cura e l'abilitazione/riabilitazione rivolta a minori con disturbi neurologici, neuropsicologici e psicopatologici e disordini dello sviluppo psicologico, cognitivo, linguistico, affettivo e relazionale. Importante, quindi, è la previsione di un'unica struttura operativa in ogni azienda a cui afferiscano i disturbi dello sviluppo e i disturbi mentali dell'età evolutiva: così finalmente si fa un po' di ordine nell'attuale sovrapporsi di organizzazioni e disorganizzazioni fantasiose. Inoltre, viene prevista in ogni azienda la presenza di un centro diurno per bambini e adolescenti con disturbi dello sviluppo e un centro diurno per bambini e adolescenti con esordi psichiatrici». Infine Cremaschi sottolinea anche «la positiva integrazione di servizi territoriali e servizi ospedalieri e tra servizi territoriali e medici di medicina generale e pediatri di libera scelta». «Con questa visione – conclude Cremaschi – ritrova centralità il "progetto terapeutico riabilitativo individualizzato", un percorso di cura coerente con i bisogni della singola persona, in cui sono coinvolti servizi sanitari, enti locali e operatori del terzo settore».