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Mobilità ciclistica: Da Giau (Pd), la nuova legge valorizza percorsi e cultura

pubblicato il 15 febbraio 2018

TRIESTE (15.02.18). «La mobilità ciclistica da oggi non è più considerata un ambito accessorio del sistema della mobilità regionale, ma un elemento chiave di questa, nonché delle politiche ambientali e della salute, e un asset strategico dal punto di vista economico e turistico». A dirlo è la vice capogruppo del Pd Chiara Da Giau relatrice del disegno di legge 248 “Interventi per la promozione della nuova mobilità ciclistica sicura e diffusa”, approvato oggi dal Consiglio regionale. «Il provvedimento determina un decisivo cambio di approccio al tema della mobilità ciclistica accogliendo il lavoro che le associazioni da tempo svolgono nella società e finalizzando in modo organico tutto ciò che la Regione ha fin'ora messo in campo».
La volontà espressa dentro quell’aggettivo nuova che si trova nel titolo, secondo Da Giau, «è che la bicicletta, da scelta privata, venga riconosciuta anche nella nostra regione come “mezzo di trasporto pubblico” a tutti gli effetti non solo per diporto ma soprattutto negli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, perché così sia assunta da ciascuno la propria responsabilità al miglioramento della qualità dell’aria e alla lotta all’inquinamento». Inoltre, sottolinea ancora la consigliera dem, «sappiamo bene che oggi quando parliamo di salute non possiamo più pensare alla sola cura delle malattie, ma anche di prevenzione e qualità della vita: l’adozione di stili di vita attivi e quindi anche l’uso bicicletta nel quotidiano, perfino per quelle distanze che siamo abituati a pensare come a esclusivo appannaggio dell’auto, sono in questo decisivi. È quanto mai opportuno quindi che la pubblica amministrazione e le comunità si adoperino per educare a questo mezzo già le giovani generazioni consentendo un esercizio di autonomia prezioso per la crescita di bambini e ragazzi». In questo quadro, attraverso questa legge, «la Regione Fvg si impegna a fianco di cittadini e associazioni affinché la mobilità ciclistica si sviluppi in modo diffuso, omogeneo e sicuro su tutto il territorio, con una attenta attività di pianificazione e programmazione degli interventi per giungere a una rete ciclabile regionale integrata e capillare sia per quanto riguarda i percorsi che le infrastrutture di servizio e con attente azioni di indirizzo, informazione, formazione, promozione».