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​Immigrati: Shaurli (Pd), basta slogan sulla pelle delle persone

pubblicato il 24 maggio 2018

«Quando si governa non servono più spot elettorali ma scelte, spesso difficili, cui prendersi la responsabilità, ancor più se riguardano la pelle delle persone. Ieri Fontanini, oggi Fedriga sembrano ancora giocare a chi la spara più grossa». Interviene così il consigliere regionale del Pd, Cristiano Shaurli commentando la contrarietà espressa dal presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, sull’accoglienza diffusa. «Capiamo benissimo che il presidente della Regione è fin da subito tirato per la giacchetta dal consigliere Mazzolini, per i ben 10 migranti che arriveranno a Interneppo di Bordano, ma oltre gli slogan servono politiche vere. È facile affermare di non condividere la posizione sull'accoglienza, ora però deve spiegare cosa faranno. I migranti, non solo continueranno ad arrivare, ma sono a oggi già presenti in progetti di accoglienza diffusa su tutto il nostro territorio regionale e, a questo punto, Fedriga senza posizioni spot, chiarisca ai cittadini della nostra regione cosa farà e come».
E ancora, continua Shaurli, «senza una visione chiara su un problema internazionale di tale complessità, gli scenari possibili che si prefigurano sono solo due. A chi scappa da guerre, torture e deprivazioni credo interessi davvero niente il successo della Lega e della destra: il primo scenario, e anche il più probabile, è che avremo più richiedenti asilo per strada con problemi in primis delle loro condizioni umanitarie e poi anche della percezione di sicurezza nelle nostre città. La seconda possibilità, desumibile dal programma della Lega alle elezioni regionali, è che verranno scelti dei luoghi (Gradisca o Udine i più probabili visti i grandi centri già presenti nei due territori) dove concentrare i richiedenti asilo di tutta la Regione».
Infine, conclude Shaurli «sarebbe ora di smetterla di accodarsi al compagno di partito Fontanini nelle boutade perché è ora di dimostrare di avere cultura di governo e iniziare a dire seriamente come e cosa si intende fare, prima di tutto ai cittadini di questa Regione, perché, dato per scontato che i flussi non si fermano, se all'accoglienza diffusa si preferiscono grandi centri di raccolta, le realtà che lo ospiteranno vanno preparate a partire da Udine».