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Da Giau (Pd), altri Cie non sono la soluzione, l'accoglienza ha garantito sicurezza in Fvg

pubblicato il 05 giugno 2018

TRIESTE. 05.06.18. «Le promesse urlate nelle settimane scorse e l’abitudine a questo clima permanente di campagna elettorale, portano il presidente a fare dichiarazioni affrettate non sostenute dalla reale conoscenza dei problemi anche se probabilmente su convinzioni radicate di gestione soggettiva dei diritti e del diritto». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau commentando le dichiarazioni del presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga, in tema di immigrazione.
«La gestione dei profughi è stata tutt’altro che anarchica. Nel clima di leale e doverosa collaborazione che alle regioni e ai comuni spetta nei confronti del Governo centrale che ha la competenza in materia, si è agito cercando concretamente di affrontare l’emergenza e di attrezzarsi per governare un fenomeno che ormai deve considerarsi strutturale e definitivo al di là delle prove di machismo cui assistiamo in questo giorni. L'accoglienza diffusa è il modello che ci ha impedito, in questi anni, di avere grossi problemi di sicurezza. I dati ci confermano una situazione che ha evitato particolari conflitti anche tra gli stessi profughi ospiti delle diverse strutture. Molti sindaci, anche del centrodestra, hanno invocato la compartecipazione di più Comuni possibile proprio per evitare pressioni eccessive su piccole porzioni di territorio. Se si fosse vissuto in Fvg non si potrebbe non ricordare che le maggiori tensioni si sono avute proprio laddove gli assembramenti sono stati eccessivi costringendo alla convivenza comunità numerose in condizioni che avrebbero messo a dura propva anche convivenze tra cittadini italiani. La Lega, con Fedriga, improvvisa soluzioni che quando e se mai si delineeranno in forma definitiva creeranno nuove tenisione anche tra i diversi comuni».
E ancora, continua Da Giau, «noi ci siamo sempre battuti con estrema chiarezza per il rispetto delle regole e, nella consapevolezza della situazione difficile, ci siamo adoperati qua come a Roma, perché si trovassero le vere soluzioni: nuove commissioni per la valutazione e accorciamento dei tempi, richiesta di riapertura delle quote di immigrazione economica, possibilità di occupare i richiedenti asilo. La Lega, invece, continua a utilizzare la questione dei profughi e mistificare le dichiarazioni altrui promettendo “meraviglie”, come i Cie che nello specifico sono vere e proprie carceri che violano i fondamentali diritti. Se pensa davvero di evitare dispersioni sul territorio si scontrerà ben presto con la realtà e allora gestire la situazione diverrà ancora più complicato. Più restrittive saranno le misure e più si alimenterà una reale clandestinità consegnando all’unica alternativa, che sarà quella della delinquenza centinaia di persone, oggi faticosamente tenute sotto controllo con la suddivisione del carico sull’intero territorio».