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Autonomie locali: Iacop e Russo (Pd), l'ascolto sia reale e non solo uno spot

pubblicato il 20 giugno 2018

TRIESTE. 20.06.18. «Professano dialogo e condivisione, ma alla prova dei fatti, se non fosse per l’insistenza del centrosinistra, questi concetti sarebbero rimasti chiacchiere da campagna elettorale. A volere e spingere per la condivisione con gli Enti locali è stato lo stesso centrosinistra accusato per anni di negare il dialogo. Nel metter mano agli interventi in tema di Autonomie locali, si parte dunque con le audizioni di Anci e Cal e questo grazie a noi». A dirlo sono i consiglieri regionali del Pd, Franco Iacop e Francesco Russo, intervenuti oggi alla seduta della V commissione per l'esame del disegno di legge n. 3 “Norme urgenti in materia di funzioni delle Unioni territoriali intercomunali”. In particolare, Iacop e Russo hanno presentato un emendamento al ddl 3 che, rifacendosi alla deliberazione del Cal sulla stessa legge, chiede di rinviare gli interventi sulle funzioni delle Unioni, al 1° luglio 2019.
«Oggi – spiega Iacop – abbiamo assistito a due approcci, quello della giunta che punta a trovare una timida mediazione e quello della maggioranza che preferirebbe cancellare tutto subito senza ascolto e senza condivisione». Inoltre, continua Iacop, «il fatto che la riforma delle Unioni abbia avuto molte modifiche, dimostra che il sistema dinamico di correzione e di ascolto era ed è attivo. Ora però non si può fermare questo processo con una normetta estemporanea che lascia tutti nel limbo, meglio un rinvio di un anno del termine previsto per il conferimento delle ultime funzioni nelle Unioni, considerando che molte hanno già conferito tutte le funzioni previste dalla legge. Questa la nostra proposta che riprende la richiesta del Consiglio delle Autonomie Locali, ascoltiamo prima di prendere decisioni affrettate».
Secondo Russo «l'unica urgenza di questo disegno di legge è dettata dalla foga di spazzare via tutto indiscriminatamente. Se vogliamo iniziare con il passo giusto, facciamolo con l'audizione dei sindaci. Per arrivare davvero a interventi condivisi, superando problemi che sicuramente ci sono, dobbiamo ascoltare e concertare. Il Cal non ha dato l’intesa, non è un fatto del tutto irrilevante ed è un dato che dà la misura di come la norma non sia condivisa con gli enti locali. Cerchiamo di fare un passo avanti, questa norma “raffazzonata” serve solo ad andare sui giornali per sventolare una controriforma che non c’è».