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Ferriera: Moretti-Santoro (Pd), il cdx destituisce il Consiglio e sceglie ingannevoli slogan

pubblicato il 06 settembre 2018

TRIESTE. 06.09.18. «Sulla Ferriera la maggioranza destituisce il Consiglio e invece di occuparsi del problema passa la palla alla Giunta e prosegue a colpi di ingannevoli slogan».
A dirlo sono i consiglieri regionali del Pd, Diego Moretti e Mariagrazia Santoro presenti oggi all'audizione in IV commissione dei firmatari della petizione “Ferriera di Servola (Trieste): dismissione e riconversione dell’area a caldo”.
«Una questione complessa e delicata come l'ipotesi di chiusura dell'area a caldo della Ferriera di Servola va affrontata avendo un quadro chiaro e completo e un confronto con tutti i soggetti coinvolti» sostengono Moretti e Santoro. «Non è pensabile lasciare il Consiglio all'oscuro di un pezzo fondamentale della vicenda, ossia l'incontro riservato avvenuto qualche giorno fa tra il presidente Fedriga (tra l’altro il secondo firmatario della suddetta mozione) e il cavalier Arvedi. E così, mentre il Pd cerca di approfondire la questione, la maggioranza illude i cittadini di Servola “pagando” una promessa elettorale (quella della chiusura dell’area a caldo), senza avere un quadro complessivo della questione e del percorso per arrivare a tale risultato».
«Assieme a tutte le opposizioni abbiamo proposto – dicono i due consiglieri dem – di audire, dopo il Comitato Nosmog, anche il presidente Fedriga, la proprietà di Siderurgica Triestina e i sindacati dei lavoratori, ma la maggioranza ha ritenuto di non farlo, scegliendo la strada semplice e pilatesca di accogliere e spedire la petizione alla giunta, votazione alla quale come Pd non abbiamo voluto partecipare considerandola un inganno. Petizione che prevede l’impegno del presidente a mettere immediatamente in atto le procedure per la dismissione dell’area a caldo della Ferriera e la sua riconversione in attività compatibili, dimenticando che esiste un accordo della Regione con ministero e proprietà del novembre 2014 e un'autorizzazione integrata ambientale che permette oggi a Siderurgica triestina di produrre a determinate condizioni. Di fronte a tanta e tale superficialità vogliamo evitare per l’ente Regione l’avvio di inutili e costosi contenziosi che non porterebbero da nessuna parte».