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Ater: Moretti (Pd), scivolone del Cdx, gli italiani primi a essere penalizzati

pubblicato il 29 ottobre 2018

TRIESTE. 29.10.18. «Nella sua foga di colpire gli stranieri, la maggioranza si trova di fronte al primo grande scivolone, ribaltando lo slogan “prima gli italiani”, perché gli italiani saranno sì i primi, ma a pagare le cieca propaganda grazie all'innalzamento a 5 anni dei parametri di accesso alle case popolari». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Diego Moretti, relatore sul progetto di legge di riforma dei requisiti di accesso alle case Ater.
«Con il provvedimento in discussione oggi, sarebbero ben 311 (rispetto ai 414 extracomunitari) gli italiani che non avrebbero più diritto a una casa Ater in base ai nuovi criteri di accesso. Se questa è la maggioranza che pensa agli italiani, allora gli italiani devono iniziare a preoccuparsi, perché con una delle prima leggi che viene votata da questo Consiglio regionale gli viene tolta la casa popolare: oggi è così, domani chissà a chi toccherà. Noi restiamo convinti che il tema dell’edilizia popolare vada considerato a prescindere dal tema della residenzialità».
Inoltre, Moretti sottolinea anche il tema dell'autocertificazione: «In queste settimane la Regione Veneto e il Comune di Lodi, pur su questioni diverse (contributi per i libri e diritto alla mensa scolastica), hanno rivisto la propria posizione (inizialmente contro l’autocertificazione) in quanto erano state rilevate diverse criticità e la situazione era sfuggita loro di mano. Perché il Fvg per una volta tanto non prende esempio, tra l'altro da chi ha il suo stesso colore politico, e fa altrettanto? Non si commettano gli errori che porterebbero a un secondo caso Lodi».
In sostanza, continua Moretti, «questa norma è dannosa perché colpisce tanti italiani, è inutile perché non porterà a nessun reale cambiamento nelle assegnazioni in termini di percentuali, è discriminatoria di fatto perché discrimina persone che, pur avendo gli stessi bisogni di altri, viene impedito loro di partecipare ad un bando per una casa pubblica. Nonostante questo, il centrodestra continua a testa basta a propinare alla gente solo slogan, senza reali soluzioni».
Infine, conclude Moretti, «nonostante le dichiarazioni contrarie, si tratta di una legge ideologica e null'altro. Vedremo se la maggioranza interverrà nei prossimi mesi sul riordino territoriale oggetto degli emendamenti presentati (poi ritirati) in commissione da Progetto Fvg: di certo non staremo a guardare le ulteriori umiliazioni dei territori che la proposta Saro prevede».