HOME > NOVITA'

Ospedale Monfalcone: Moretti (Pd), da Riccardi e Cisint omissioni scorrette

pubblicato il 01 novembre 2018

 01.11.18 «Gli investimenti annunciati in conferenza stampa dall’assessore Riccardi e dal sindaco Cisint per l’ospedale di Monfalcone non sono una novità degli ultimi mesi e non sono certo merito dell’attuale amministrazione Fedriga: facevano tutti parte di precisi impegni pubblici dell’assessore Telesca e erano nel piano di investimenti pluriennale approvato dalla giunta regionale di centrosinistra nel precedente mandato e applicato dalla Direzione Generale dell’Aas 2». Lo afferma il consigliere regionale del Pd, Diego Moretti commentando le dichiarazioni dell'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi e del sindaco di Monfalcone, Cisint riguardo alle nuove dotazioni dell'ospedale di Monfalcone.
«La nuova colonna laparoscopica, mammografia, risonanza magnetica e rafforzamento del Pronto Soccorso (oltre alla sostituzione di primari e alle assunzioni di medici e operatori già fatte e in corso di completamento) riguardano investimenti fatti dalla precedente amministrazione di centrosinistra. Non riconoscerlo non solo non è una novità per Cisint e la nuova giunta regionale (è successo lo stesso recentemente sulla portualità e sulle bramme, tanto per citare due esempi), ma qualifica lo stile di governo che contraddistingue lorsignori, abituati a prendersi meriti che non hanno».
Inoltre, continua Moretti, dispiace poi che Cisint continui con le falsità: non solo la sanità isontina non è allo sbando, per cui non c’è nulla da riparare a presunti “deragliamenti”, ma con la nuova “controriforma” viene svenduta, con la complicità di Ziberna (che da buon voltagabbana adesso dice che in sanità “piccoli si muore” dimenticando di essersi opposto strenuamente alla chiusura del punto nascita di Gorizia che faceva 252 parti all’anno), a Trieste. Con la perdita del governo della sanità (oltre all’isontino, la stessa questione vale per l’Alto Friuli) – conclude Moretti – non solo si perde la forza di un territorio, ma a rischio è la stessa tenuta dell’unità della Regione Friuli Venezia Giulia».