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Ambiente: Moretti (Pd), su futuro centrale A2A solo nebbia e nessuna garanzia

pubblicato il 08 novembre 2018

 08.11.18 «Dal Comune di Monfalcone e dalla Regione ci aspettavamo per la centrale A2A una visione e un'idea di programmazione rispetto al futuro dei lavoratori e di riduzione dell'impatto ambientale. Magari un ragionamento sul cambio di missione del sito. Ma purtroppo, rispetto a quanto aveva fatto il centrosinistra non c'è nessun avanzamento e per il futuro vediamo solo nebbia e nessuna garanzia». A dirlo è il vice capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti, commentando il vertice, convocato dal sottosegretario all’Ambiente Vania Gava, che si è svolto lunedì a Trieste alla presenza del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, del sindaco di Monfalcone, Annamaria Cisint e dei vertici di A2A.
«Rispetto a quanto fatto dalla giunta Serracchiani non c’è un reale passo avanti da parte di Fedriga e Cisint: è stata l’allora assessore Vito ad aprire una nuova stagione per la centrale di Monfalcone, rispetto al quinquennio precedente quando nulla fu fatto. Il centrosinistra, con il piano energetico regionale del 2016, si era dato l’obiettivo, per la prima volta da parte della Regione, di superare l'uso del carbone e lavorare sulla riconversione del sito. Grazie alla “pressione politica” della cittadinanza e della precedente amministrazione regionale, attraverso un dialogo costante con i rioni si è ottenuto, per la prima volta, l'impegno pubblico del gruppo A2A ad abbandonare l'uso del carbone».
Secondo Moretti «è grave l’assoluta mancanza di progettualità da parte di Regione e Comune. Quella che ci troviamo davanti risulta essere una sfida complessa. Bisogna garantire l'occupazione e ridurre l'impatto ambientale dell’area, cambiando la mission del sito. Il sindaco dovrebbe spiegarci quali sono i passaggi previsti per la riconversione dell’area e chi sono i nuovi interlocutori per questo importante progetto di riconversione: seri amministratori avrebbero già pensato al di là degli schemi classici, cercando le giuste opportunità per un cambio di strategia della zona, pensando anche ad altre destinazioni, come potrebbero essere lo sviluppo della logistica» sostiene Moretti. «Tutte cose – conclude – che si possono fare solo coinvolgendo i portatori di interesse del territorio e con una stretta collaborazione con il gruppo che tuttora gestisce il sito. Risulta fondamentale capire che nessun funzionario ministeriale, nemmeno il ministro stesso, pur indicando l'obiettivo del superamento del carbone, è in grado di imporre un cambio di strategia aziendale in una specifica direzione concreta»