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​Corecom: Da Giau (Pd), cdx spaccato e Consiglio esautorato da scelta vera

pubblicato il 05 marzo 2019

 05.03.19. «Questa maggioranza di centrodestra non brilla certo per trasparenza. E oggi ha dato l'ennesima dimostrazione in occasione della nomina del Corecom dove, in mezzo ai mal di pancia di chi governa, non c'è stata alcuna considerazione per i consiglieri che hanno appreso poche ora prima dai giornali, i nomi sul tavolo». È il commento della consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau a margine della seduta della Giunta delle nomine riunita per esprimere il parere sulla proposta di nomina del presidente del Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom).
«La seduta – spiega Da Giau – è stata convocata con nemmeno 24 ore di preavviso, sovrapposta a ulteriori due commissioni, senza possibilità da parte dei consiglieri di vagliare le proposte di candidatura perché al momento della convocazione non c’era ancora alcuna proposta».
Inoltre, continua Da Giau, «è stato disarmante il resoconto del presidente Zanin di come la nomina del presidente, fuori tempo massimo, sia passata attraverso un percorso a ostacoli e di veti incrociati delle forze di maggioranza, divise ancora una volta su tutto, sia cui criteri, sia sulle figure».
Questa, secondo Da Giau, «è una gestione delle responsabilità, oltre che dei lavori consiliari, del tutto scorretta e irrispettosa dei consiglieri e quindi dei cittadini, ma anche delle stesse persone che vengono proposte alle nomine. È proprio per questo che il Pd non ha partecipato al voto della giunta nomine che doveva avvallare la scelta del giudice Trampus a presidente del Corecom. Al già presidente della Corte d'Appello va tutto il nostro rispetto, convinti che a una figura di tale portata andava garantito maggiore rispetto e considerazione, cose che non ci sembra di ravvedere nelle modalità in cui è stata chiesta a lui la disponibilità, e alla giunta nomine il parere».
Infine, conclude la consigliera dem, «non possiamo sorvolare sulla costante esautorazione del Consiglio regionale e dei suoi organi che questa maggioranza continua a perpetrare. Se l’obiettivo è quello di svuotare di significato certe funzioni di controllo e verifica, al punto da poterne chiedere l’abolizione, così come da proposta del capogruppo leghista stamattina in Giunta nomine, non possiamo esserne complici in alcun modo».