HOME > NOVITA'

8 marzo: Russo (Pd), donne nelle istituzioni, subito legge in Consiglio

pubblicato il 08 marzo 2019

 08.03.19. «Considerato che il Fvg è tra le peggiori regioni italiane in tema di presenza femminile nelle assemblee e cogliendo la ricorrenza odierna, ricordo che la mia proposta di legge per introdurre la doppia preferenza di genere è ancora ferma. Chiedo al presidente del Consiglio Zanin e a quello della V commissione, Bernardis di calendarizzare l'esame della pdl 10». A dirlo è il vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Russo (Pd), in occasione della Festa della donna.
Lo scorso 30 luglio 2018 è stata depositata la proposta «Modifica all'articolo 25 della legge regionale 18 giugno 2007, n. 17 (Determinazione della forma di governo della Regione Friuli Venezia Giulia e del sistema elettorale regionale, ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto di autonomia)», che ha ottenuto, il 5 settembre 2018, il parere favorevole della Commissione pari opportunità e quindi illustrata in V Commissione il 13 settembre. «Nonostante questi passaggi – sottolinea ancora Russo – non è ancora iniziato il suo iter nemmeno in commissione».
Secondo l'esponente dem, «l'urgenza di un riequilibrio della rappresentanza di genere è sotto gli occhi di tutti. La politica è l'ambito in cui la presenza femminile è più penalizzata ed è tempo che questo vulnus sia eliminato con l'obiettivo di raggiungere una presenza femminile paritaria, muovendosi dai partiti, per arrivare alle istituzioni. Inoltre, appare paradossale il fatto che il Consiglio regionale abbia introdotto la doppia preferenza di genere nelle elezioni comunali e non lo abbia ancora fatto per se». Il Fvg, denuncia Russo, «ha il triste primato del 14,2 per cento di presenza femminile all'interno della massima assemblea regionale, il Consiglio, contro il comunque misero 17,7 per cento di presenza media su scala nazionale, comunque ben lontano dalla media registrata a livello Ue, pari al 33 per cento (dati 2016). Nella nostra Regione, abbiamo solo 7 donne su 49, è il momento di agire». Per questo, nella proposta di legge, viene introdotto, spiega Russo, «un meccanismo semplice, lineare, efficace, non coercitivo: ciascun elettore “può” esprimere uno o due voti di preferenza; se ne esprime due, essi dovranno riguardare candidati di genere diverso (maschio-femmina o femmina-maschio), pena l’annullamento della seconda preferenza espressa».