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Casa: Moretti (Pd), nuovo regolamento Ater ingiusto e penalizzante per tutti

pubblicato il 09 maggio 2019

 09.05.19. «La discussione odierna in IV commissione, sulla modifica al regolamento per l’accesso all’edilizia sovvenzionata ha confermato non solo il nostro giudizio negativo sulla legge 24/2018, per la discriminazione ingiustificata di italiani e stranieri fatta con l’aumento a 5 anni del requisito di residenzialità necessaria, ma ha fatto emergere anche una profonda divisione nella maggioranza tra FdI e Lega». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Diego Moretti, intervenuto oggi durante la seduta della IV commissione riunita per l'illustrazione del regolamento in materia di politiche abitative e riordino delle Aziende territoriali per l'edilizia residenziale (Ater).
«Non ci sono di fatto norme antifurbetti, semplicemente perché non servono: le audizioni ieri dei direttori Ater (che hanno positivamente dimostrato con i Ssc di avere la situazione dei singoli territori sotto controllo) non hanno fatto che confermarlo, mentre quanto affermato dalle quattro Caritas diocesane ci ha convinto sempre più della correttezza della nostra posizione in merito alla discriminazione di fatto che ci sarà con la nuova norma». Proprio a proposito delle Caritas, continua Moretti, «dispiace che il ministro dell’Interno, anziché pensare ai problemi di ordine pubblico che si stanno aggravando in maniera sempre più preoccupante in alcune zone del paese, se la prende con le Caritas, accusate di fare “business con profitti enormi”: niente di più falso. Vada a visitare uno qualsiasi dei più di 200 centri presenti in tutte le diocesi italiane e vedrà cosa e come gestiscono quotidianamente le Caritas: mense per i poveri, botteghe solidali, inserimenti lavorativi derivati da situazioni di disagio, assistenza psicologica per chi ha perso il lavoro, emergenze abitative e tanto altro, per tutti, italiani e stranieri, senza distinzioni né discriminazioni di alcun genere. Un’altra occasione persa da parte di Salvini, impegnato più nei selfie, nel postare le Nutelle che mangia o i programmi che guarda in tv, che nel lavoro al Viminale, dove oramai i funzionari del ministero lo vedono assai di rado, tanto è assente».