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Ater: Gruppo Pd, cdx passa sulla testa dei sindaci

pubblicato il 30 luglio 2019

30.07.19. «L'impoverimento del pordenonese messo in atto dalla Giunta Fedriga è un evidenza contro la quale il territorio, attraverso sindaci e amministratori locali, ha fatto sentire la propria voce. Purtroppo, chi professava l'ascolto come un mantra, non ha considerato minimamente l'appello di oltre 50 amministratori locali di fermare l'approvazione della legge di riforma delle Ater che ha spogliato il Friuli occidentale, annettendola di fatto a Udine». A dirlo sono il capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello e i consiglieri regionali del Pd, Nicola Conficoni e Chiara Da Giau commentando l'approvazione del ddl 56 “Ordinamento delle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale, nonché modifiche alla legge regionale 1/2016 in materia di edilizia residenziale pubblica”. Con un appello al Consiglio regionale, sottoscritto da oltre 50 amministratori locali solo nell'area del pordenonese, i sindaci hanno manifestato la «propria contrarietà alle proposte di modifica della normativa relativa alle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale (Ater) e contestano fortemente la mancanza di ascolto dei territori e degli amministratori prima dell’assunzione di qualunque decisione su questo tema» si legge nel testo che poi è stato portato dai gruppi di opposizione, Pd, Cittadini e Open Fvg, in Aula durante il dibattito della stessa legge. I gruppi, così come i sindaci e non solo che hanno firmato l'appello, contestano l'introduzione dei cda, l'eliminazione della figura del direttore Ater di Pordenone (così come quello di Gorizia) e l'annessione della direzione sotto Udine. Inoltre, la preoccupazione degli amministratori è anche sul fatto che «con l’introduzione del cda si sminuisce il ruolo dei tavoli territoriali vero luogo del confronto politico per la raccolta e la traduzione in scelte delle esigenze delle comunità» si legge ancora nell'appello.
«Durante la discussione – commentano i tre consiglieri dem pordenonesi – è emerso in maniera evidente come il territorio della Destra Tagliamento, esca fortemente svilito e ridimensionato. È stato chiarito come il direttore a scavalco risponderà unicamente a Udine e il cda di Pordenone, che non compensa in alcun modo la mancanza del direttore, non avrà alcun potere nei suoi confronti. A tutti gli amministratori che hanno aderito all'appello trasversalmente e senza guardare a colori politici, nonostante i tempi strettissimi imposti dal centrodestra, va il nostro ringraziamento. Il rammarico resta per il fatto che quella che doveva essere la Giunta dell'ascolto, passa sopra la testa di sindaci e territori».