HOME > NOVITA'

Regione Fvg: Moretti (Pd), da Fedriga solo provocazioni e pregiudizi contro il Governo

pubblicato il 08 settembre 2019

TRIESTE 08.09.19 «Fedriga apre le ostilità con il Governo appena insediato dimostrando quello il Fvg significa per lui: solo uno strumento di battaglia politica. Così non farà altro che danneggiarci tutti». A dirlo è il vice capogruppo del Pd, Diego Moretti commentando le dichiarazioni del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga.
«Le polemiche di questi giorni sulla legge 9 devono farci pensare, nel senso che finora è passato di tutto solo grazie alla complicità politica e all' “amicizia” tra governo regionale e nazionale, se questo è rispetto della Costituzione...» denuncia Moretti.
«La sfida a Roma non poteva ovviamente che partire dagli immigrati, nessuno immaginava nulla di diverso. Ma Fedriga farebbe meglio a intitolare il suo motto “prima la Lega”. La smetta di raccontarci di quanto gli stanno a cuore i friulgiuliani o gli italiani. Il suo agire è palesemente confinato e strumentale agli interessi del suo capo Salvini, padre e padrone della Lega che ha puntato molto sulla propaganda legata ai migranti, salvo poi peggiorare le cose e demolendo sistemi che hanno dimostrato di funzionare in situazioni ben più complicate di quelle attuali».
Secondo Moretti, «prima Fedriga accetterà la realtà, ossia che l'impugnazione da parte del Governo era qualcosa di già esistente e tenuta forzatamente nascosta dai ministri leghisti, prima inizierà un dialogo franco con il Governo che, attraverso il ministro Boccia, ha già dimostrato disponibilità di dialogo senza alcun pregiudizio. Oggi appare chiaro che i dicasteri sono stati per mesi ostaggi dei diktat leghisti. Fedriga ne se faccia una ragione: da adesso in poi non ci sarà più Salvini a coprirgli le spalle». Infine, conclude Moretti, «Fedriga inizi seriamente il lavoro che stiamo attendendo da inizio legislatura e non scarichi responsabilità su un Governo che, senza pregiudizi politici, ha già riconosciuto il valore della nostra autonomia regionale».