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Enti locali: Bolzonello (Pd), libertà promessa ai sindaci è un boccone avvelenato

pubblicato il 17 ottobre 2019

UDINE. 17.10.19. «La riforma degli enti locali ha fondamentalmente uno scopo: permettere al centrodestra di dire ai sindaci che sono finalmente liberi, che la legge 26 è finalmente demolita. Liberi dalle Uti, liberi di esseri soli, senza una visione e programmazione di area vasta, senza risorse e senza personale. Quella che viene presentata oggi è una legge senza alcun elemento innovatore, ai Comuni resta solo un boccone avvelenato e la loro solitudine». È il messaggio che il capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello ha rivolto agli oltre 200 amministratori che ieri hanno preso parte all'incontro dei gruppi consiliari regionali del Pd, Cittadini e Open - Sinistra Fvg, a Udine, per un confronto sulla riforma degli Enti locali annunciata dalla Giunta regionale.
«Dalle barricate dei sindaci ribelli, ora ci ritroviamo con un pallido restyling di leggi già esistenti. L'elemento più rilevante, inoltre, non è nemmeno presente in questa legge, ossia la riedizione delle vecchie Provincie» continua Bolzonello.
«La nostra visione è quella che le funzioni di area vasta e di pianificazione sovra-comunale spettino ai Comuni in forma associata o comunque attraverso strumenti aggregativi. Il centrodestra, invece, non vuole che siano i Comuni ad avere questo ruolo, ma pensa al futuro ritorno delle Province per svolgere queste funzioni. È una differenza sostanziale questa, ribadita anche ieri sera nell'incontro da diversi sindaci. Eliminare le concertazioni di area vasta con la Regione, costringendo i sindaci ad arrivare da ogni singolo assessore con il cappello in mano, significa porre un forte freno allo sviluppo coordinato del territorio e annullare ogni possibilità di creare una visione comune».
Ieri, conclude Bolzonello, «gli amministratori locali ci hanno detto chiaramente che il sistema non regge nuovi scossoni, che non si fanno riforme a costo zero sulla pelle dei sindaci e che prima va risolto il problema del personale. La Giunta non si è accorta che la Regione continua a crescere come numero di dipendenti, mentre i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, continuano a perdere importati professionalità, fino a ridursi in situazioni al limite del blocco delle funzioni e dell'erogazioni dei servizi per i cittadini».