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Sanità: Moretti (Pd), con San Polo sotto Burlo isontino perde ancora autonomia

pubblicato il 18 ottobre 2019

MONFALCONE 19.10.19. «Sulla “confluenza” del punto nascita di Monfalcone (con parti in aumento, dopo la chiusura di Palmanova) in quello di Trieste, prevista dalla bozza del ddl Riccardi, c’è poco di cui meravigliarsi: è la naturale conseguenza dell’accorpamento dell’Azienda isontina in quella triestina». A dirlo è il vice capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti
«Se da un lato, la confluenza con il Burlo Garofolo (che di fatto esisteva già) può essere positiva in quanto l'ospedale triestino è un istituto scientifico di riferimento nazionale per l’area materno-infantile, di certo si tratta di un’ulteriore perdita di autonomia da parte della sanità isontina» sostiene Moretti. «Dopo l’ostetricia e ginecologia e l'area materno infantile, quali altre funzioni degli ospedali isontini “confluiranno” sotto Trieste, con perdita di autonomia, e con esse i professionisti sanitari (infermieri e medici) che inevitabile se ne andranno da Gorizia e Monfalcone? Per non parlare del pronto soccorso pediatrico, in affanno dopo la chiusura di Palmanova ed il conseguente aumento di accessi? Dobbiamo aspettarci qualcosa di nuovo? Sperando di essere smentiti, a questo ci opporremo nelle forme e nei modi consentiti. Nel frattempo, tanto per fare un esempio, dell’impegno sul Crua di San Polo a Centro di riferimento regionale non vi è traccia nella bozza di disegno di legge».
Infine, conclude Moretti, «attendo di conoscere le “motivazioni” che stavolta daranno i vari Cisint e Ziberna, pronti in passato ai finti blitz con tanto di giornalisti e telecamere al seguito, o a sobillare i vari comitati di comodo (oggi scomparsi), e oggi accucciati e allineati ai voleri del duo Fedriga-Riccardi nei confronti della sanità isontina».