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Assestamento bis: Cosolini (Pd), legge rinvia investimenti e smentisce annunci Giunta su conti sanità

pubblicato il 23 ottobre 2019

TRIESTE 23.10.19 «Più che “Misure finanziarie intersettoriali” questo assestamento bis dovrebbe chiamarsi “Misure di spostamento a catena”. Il ddl presentato dalla Giunta attua un rinvio sistematico degli investimenti e smentisce gli annunci di inizio anno sui conti della sanità». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Roberto Cosolini relatore di minoranza del disegno di legge 62 “Misure finanziarie intersettoriali”, oggi in discussione in Consiglio regionale.
«Oggi quello che veniva chiamato “buco” in sanità, ricordo l’allora opposizione attuale maggioranza, oggi viene definito in modo molto più morbido ma la sostanza rimane: la grande sfida politica per tutti resta la spesa sanitaria, in modo da garantire nel medio periodo una sanità pubblica, accessibile e di qualità. Prendiamo atto che la Giunta è costretta a rimediare ai buchi di bilancio con ben 20,5 milioni per l’ennesima volta. La spesa è fuori controllo e al contrario di quello che afferma l'assessore Riccardi, il conto sanitario della Giunta Fedriga è ben più alto di quello della precedente amministrazione di centrosinistra, coperto per altro con l'eredità lasciati dal patto Serracchiani Padoan».
«A dicembre dello scorso anno, durante l'approvazione della legge di stabilità 2019, Riccardi assicurò che i conti sarebbero stati sotto controllo, ma quelli che oggi abbiamo di fronte non sono di certo in linea con le aspettative, di certo non ci aspettavamo un buco che ha creato di fatto uno scostamento di ben 40 milioni».
Inoltre, aggiunge Cosolini, «questa legge testimonia che per molti versi il 2019 si presenta come un anno passato, nonostante gli annunci, senza novità positive. Sono ben 8, infatti, i milioni destinati dalla legge di stabilità 2019 all’attuazione di nuove leggi rimaste finora però nei cassetti e che vengono dirottati per coprire il buco della sanità, sono più di 13 i milioni inutilizzati quest’anno per gli investimenti, un vero e proprio delitto stante la situazione del settore edilizio e infrastrutturale e sono oltre 31 i milioni di mutui non accesi a favore della sanità e rinviati al 2020 e 2021».