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Sanità: Gruppo Pd, riforma non risolve problema sostenibilità e apre le porte ai privati

pubblicato il 03 dicembre 2019

03.12.19. «Fedriga e Riccardi avevano garantito che con questa riforma le risposte sarebbero arrivate: oggi è invece evidente che il tempo delle scelte per dare risposte a cittadini e al sistema è stato ancora rinviato e la sanità resta nel limbo, senza certezza sulla sostenibilità economica e con l'ombra della svendita al privato». Lo ha affermato il capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello, oggi nel corso di una conferenza stampa insieme al segretario del Pd Fvg, Cristiano Shaurli e alla consigliera regionale Pd, Mariagrazia Santoro, relatrice di minoranza del ddl 70 “Riorganizzazione dei livelli di assistenza, norme in materia di pianificazione e programmazione sanitaria e sociosanitaria e modifiche alla legge regionale 6/2006 e alla legge regionale 26/2015”.
«Passati i tempi degli attacchi infuocati sulla precedente riforma, con tutti i conseguenti ripensamenti e passata anche da tempo la costituzione dell'azienda zero, la sanità resta ancora nel limbo, non c'è alcuna svolta, anzi si aprono le porte a nuovi problemi» ha detto Santoro.
«Abbiamo iniziato la legislatura con la scenografica denuncia del “buco della sanità” e “delle macerie” e siamo passati poi a ritenere “ordinario” l’aumento delle risorse durante l’anno in ogni assestamento. Il tema della sostenibilità del sistema riguarda tutta la Regione e non solo la sanità, da qui consegue lo spazio di manovra o meno per tutti gli altri settori» ha aggiunto ancora Bolzonello.
Secondo il segretario Shaurli «questa “riforma” della Sanità non è pericolosa per ciò che dice, quasi niente, ma per ciò che non dice: spalanca di fatto le porte al privato. Sarà una sanità per chi se la può permettere, che dimentica gli anziani e le persone più deboli. La sanità privata, che non demonizziamo, addirittura per Riccardi concorrerà al sistema sanitario regionale, diventa non solo comodo rifugio per dare soluzione a problemi difficili che non si riesce a risolvere, come le liste d’attesa, ma attore che occuperà pezzi di sanità pubblica . Se si disinveste nel settore pubblico, se non si crede nel personale, si smantellerà l’intero sistema».
Infine, conclude Santoro, «le promesse ai territori, fatte in campagna elettorale, si sono dissolte.
Ora temiamo una forte compressione e ridimensionamento dei distretti e dei centri di salute mentale. Che fine hanno fatto gli impegni del centrodestra su Cividale, Gemona, Palmanova, l’Isontino e il Crua, Sacile?».