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Sanità: Santoro (Pd), riforma rimanda risoluzione problemi al futuro

pubblicato il 04 dicembre 2019

04.12.19. «Questa cosiddetta riforma non risolve i problemi dei cittadini e del sistema, rimandando al futuro una serie di scelte, anche di carattere strategico, con il risultato finale di peggiorare e rendere instabile il sistema». È il commento della consigliera regionale Pd, Mariagrazia Santoro, relatrice di minoranza del ddl 70 “Riorganizzazione dei livelli di assistenza, norme in materia di pianificazione e programmazione sanitaria e sociosanitaria e modifiche alla legge regionale 6/2006 e alla legge regionale 26/2015”.
«Uno dei vulnus di questa norma riguarda il tema della sostenibilità economica del sistema regionale, ma anche la possibilità di manovra che il sistema della sanità ha anche rispetto a un grande tema che riguarda l'apertura indiscriminata al privato, per il quale le risorse diventano fondamentali». Altro punto di negatività, secondo Santoro, «è quello che riguarda i territori che ridiventano il centro dell'azione legislativa, ma che negli atti vengono depotenziati innanzitutto attraverso un'assoluta mancanza di chiarezza sul ruolo dei distretti, sulle loro funzioni che vengono descritte in maniera offuscata e sulla loro collocazione geografica. Ma anche sui centri di salute mentale ci sono tinte fosche e cose non dette, a scapito della trasparenza. E ancora – continua Santoro – non è affatto chiaro il destino dei presidi per la salute, ossia i piccoli ospedali, che sembrano destinati a essere dei parcheggi per i malati che non trovano posto all'interno degli ospedali veri e propri». Secondo Santoro, «in definitiva manca chiarezza sul risultato atteso e soprattutto su quali saranno le risposte che ai nostri cittadini verranno date con questa pseudo riforma».