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Questura Pn: Gruppo Pd, ottenuto impegno Regione su problemi ufficio immigrazione

pubblicato il 03 febbraio 2020

TRIESTE 03.02.20 «La situazione di difficoltà che si crea quasi quotidianamente nell'ufficio immigrazione della questura di Pordenone, con file interminabili di stranieri, va risolta attraverso un confronto di tutte le parti in gioco. Oggi abbiamo acceso i riflettori su un problema sollevato anche dagli stessi cittadini, portando la questione in Consiglio regionale e ottenendo la dovuta attenzione della Regione affinché venga fatto ordine e venga data pari dignità a tutti». A dirlo sono il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Sergio Bolzonello e i consiglieri regionali Nicola Conficoni e Chiara Da Giau che oggi, in Aula, hanno presentato un ordine del giorno (collegato al ddl 78 “Disposizioni concernenti la realizzazione di nuovi locali della Questura di Trieste”), per impegnare il presidente della Regione Fvg a intervenire sulle “difficoltà logistiche per lo svolgimento dei servizi dell’ufficio immigrazione della Questura di Pordenone”.
«Da tempo – ricordano i consiglieri dem – davanti alla questura di Pordenone sono state rilevate sia da parte degli utenti, sia da parte di altri cittadini (che si stanno attivando anche con una petizione rivolta al questore), difficoltà logistiche nella gestione dei flussi di cittadini stranieri che si rivolgono agli sportelli degli uffici immigrazione per lo svolgimento delle pratiche varie, come il rinnovo di permessi, domande di cittadinanza, ricongiungimenti familiari».
La questione, sottolineano Da Giau, Bolzonello e Conficoni, «riguarda disagi che toccano non solo una situazione generale di disordine dovuta alle ridotte dimensione dei locali, ma soprattutto una questione di dignità: quotidianamente, decine di utenti, compresi anziani, donne e bambini sono costretti a lunghe file in attesa del proprio turno all’esterno della Questura in, qualsiasi stagione e con qualsiasi condizioni meteorologica». Secondo i consiglieri, «è necessario superare le difficoltà imposte dai locali, da una gestione non informatizzata degli appuntamenti e dall’assenza o ridotta presenza di mediatori linguistici. Per questo abbiamo chiesto l'intervento della Regione perché approfondisca la problematica, valutando l’eventuale necessità di intervento in aiuto alla risoluzione».