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Appalti: Santoro (Pd), Comune Udine interpreta legge appalti penalizzando imprese locali

pubblicato il 06 febbraio 2020

TRIESTE 06.02.20 «Il Comune di Udine entra a gamba tesa sulle imprese locali, prevedendo per una gara di lavori pubblici un subappalto al 100 per cento. Di fatto una violazione della legge basata su un'errata interpretazione di un pronunciamento della Corte europea che penalizza le imprese locali. Una follia sulla quale la Regione Fvg non può tacere». A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Mariagrazia Santoro che a seguito della pubblicazione di una Gara d’appalto del Comune di Udine con subappalto al 100 per cento sul portale regionale delle gare e-appalti (per dei lavori di asfaltature stradali), annuncia una proposta di legge nazionale preparata dalla stessa consigliera per porre un tetto alla percentuale di subappalto nei lavori pubblici.
«Il subappalto al 100 per cento – spiega Santoro – è sostanzialmente una cessione del contratto, cosa vietata per legge. In merito ai giustificativi dati dall'amministrazione Fontanini che fanno riferimento a delle sentenze della Corte europea, a seguito di una verifica con gli uffici del ministro alle Infrastrutture, Paola De Micheli, è stato chiarito che i pronunciamenti della Corte europea, nel sottolineare il divieto di cessione del contratto, sostengo la necessità di fissare il limite del subappalto di volta in volta, non certo di cederlo in toto».
La stessa Anac, rende noto Santoro, «aveva fatto, novembre 2019, un atto di segnalazione dove vengono analizzati gli effetti delle sentenze e si propongono dei correttivi onde impedire il corretto svolgimento delle gare e soprattutto di impedire che i ribassi siano eccessivi e incontrollati, pregiudicando così la bontà esecutiva delle opere».
Inoltre, continua Santoro, «nel ringraziare la segnalazione e collaborazione della Confapi, in particolare del presidente del Gruppo Edilizia Denis Petrigh e del funzionario Claudio Scialino, è bene che la Regione Fvg prenda una posizione rispetto a queste estremizzazioni degli appalti pubblici che non tutelano, anzi penalizzano, le imprese locali». Inoltre, da parte della consigliere dem, arriva anche «l'invito al Comune di Udine a ritirare la gara. Infine – conclude – visto che la legge sui lavori pubblici promessa da Pizzimenti non si vede, è bene che questo importante settore venga presidiato e regolamentato, per questo a breve depositerò una proposta di legge nazionale che metta un punto fermo e chieda al Parlamento di intervenire».