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Trasporto scolastico: Shaurli (Pd), Fedriga non si arrampichi sugli specchi, sono stati completamente assenti

pubblicato il 20 febbraio 2020

TRIESTE 20.02.20 «Fedriga, dopo due anni di governo, la smetta di arrampicarsi sugli specchi. Ormai contano numeri e risultati perché con la propaganda non si mangia. Sul trasporto scolastico l’obbligo di gara tramite la centrale di committenza è stato deciso dal governo di Salvini e della Lega (con Dpcm dell’11 luglio 2018) e gli indirizzi sono stati dati dall’assessore Roberti con due delibere della Giunta, la 164 dell’8 febbraio 2019 (Programmazione annuale 2019 e triennale 2019-2021 delle attività di gara della Cuc) e la 460 del 22 marzo 2019 di approvazione della programmazione». A dirlo è il segretario del Pd Fvg e consigliere regionale, Cristiano Shaurli replicando alle dichiarazioni del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga in merito alla gara sul trasporto scolastico.
«È scontato che le leggi vadano rispettate sempre anche quella approvate dal governo Salvini che impongono ai Comuni di ricorrere alla centrale di committenza per il traporto scolastico. Quello che è mancato completamente è stata la capacità di ascolto e l'attenzione che la Giunta Fedriga avrebbe dovuto porre nel dare gli indirizzi politici che la legge consente. Fedriga e il suo assessore non possono nemmeno dire di non sapere, le problematiche tecniche della gara erano già state esposte dalle stesse associazioni di categoria. Già lo scorso 25 novembre 2019, Confartigianato, non noi, ha espresso una serie di criticità con l'esplicita richiesta al presidente Fedriga di annullamento in autotutela del bando di gara. Tutto inascoltato. Avevano già evidenziato le clausole previste nel capitolato di gara difficilmente sopportabili da parte delle imprese regionali e non solo. Fedriga ci eviti almeno attacchi sbagliati a consiglieri regionali e superficialità, noi le scelte di questa Giunta le leggiamo attentamente e continueremo a farlo: solo per fare un esempio la percentuale di subappalto inserita è quella massima prevista dall’anticorruzione ma nulla vietava di ridurla, le clausole a tutela dei nostri lavoratori che rischiano il posto sono molto più blande di altri bandi e a loro tutela e delle loro famiglie si potevano obbligare, in piena legalità, i subentranti al loro assorbimento. Vi erano scelte pienamente legittime da poter fare se la Lega si fosse accorta e impegnata su un bando da 40 milioni che riguarda il trasporto dei nostri bambini. Probabilmente erano impegnati nella solita propaganda ma non è a noi che devono rispondere, ma subito alle imprese regionali, ai lavoratori, ai Comuni e alle famiglie interessate dal servizio».